Annunci personalizzati, raccolta dati e privacy a rischio. OpenAI si preparerebbe a introdurre il modello pubblicitario sulla sua piattaforma di intelligenza artificiale, segnando una svolta radicale dopo tre anni di gratuità totale. La scoperta emerge da una fuga di notizie (non confermata ufficialmente da OpenAI), rivelando funzionalità già integrate nel codice della beta dell’app di ChatGPT su Android. Gli inserzionisti sono in fibrillazione, gli utenti in ansia.
Dopo anni di assenza totale di banner, pop-up e contenuti sponsorizzati, ChatGPT si prepara a trasformarsi in una piattaforma pubblicitaria di portata globale? La fuga di notizie analizzata dall’esperto Tibor su X mostra che nella versione test beta per Android (1.2025.329) sono già presenti riferimenti espliciti a “bazaar content”, “search ad” e “search ads carousel”, confermando i sospetti di esperti e analisti del settore che da tempo monitorano questa evoluzione.
Fino a questo momento, OpenAI aveva mantenuto intatta l’esperienza utente libera da pubblicità digitale, offrendo monetizzazione unicamente attraverso piani premium e modelli avanzati. Un approccio straordinariamente raro nel panorama digitale contemporaneo, divenuto ormai uno dei pochi bastioni contro l’invadenza pubblicitaria online. Questa scelta aveva contraddistinto l’azienda nel competitivo mercato delle piattaforme digitali.
La strategia rappresenta una trasformazione epocale per l’azienda di Sam Altman, destinata a ripercuotersi su milioni di utenti globali. Questa mossa potrebbe riscrivere completamente le regole dell’economia digitale e fungere da modello per altre piattaforme di intelligenza artificiale in cerca di nuove fonti di guadagno. In fase iniziale, gli annunci pubblicitari dovrebbero restare circoscritti alla funzione di ricerca, sebbene l’espansione ad altre aree della piattaforma risulti altamente probabile nel medio termine.
Ciò che inquieta maggiormente gli esperti di privacy è la capacità senza precedenti di personalizzazione: ChatGPT possiede accesso alle preferenze più intime degli utenti, alle loro ricerche, ai loro interessi più nascosti. Gli annunci pubblicitari potrebbero raggiungere un livello di targeting mai visto prima nel mercato della pubblicità digitale, a meno che gli interessati non disattivino esplicitamente questa funzionalità attraverso apposite impostazioni.
Il dilemma etico è innegabile e rappresenta una questione centrale per il futuro della piattaforma. OpenAI dovrà comunicare con massima trasparenza le opzioni disponibili agli utenti, permettendo loro di scegliere consapevolmente se autorizzare il tracciamento dei dati per annunci mirati. La reputazione aziendale dipenderà interamente dalla chiarezza di questa comunicazione e dalla concretezza delle misure di protezione della privacy.
Dal lato commerciale, il beneficio per l’azienda è evidente e significativo: OpenAI potrebbe generare entrate sostanziali mentre continua gli ingenti investimenti nel settore dell’intelligenza artificiale. Gli inserzionisti, dal canto loro, vedono in ChatGPT un canale pubblicitario senza rivali, capace di tracciare il coinvolgimento con precisione millimetrica e misurare il ROI in modo superiore ai metodi tradizionali del marketing digitale.
Tuttavia, le reazioni degli utenti rimangono largamente imponderabili e difficili da prevedere. Alcuni accoglieranno favorevolmente annunci pubblicitari pertinenti che semplificano la ricerca di prodotti e servizi; altri considereranno questa evoluzione del modello di business un tradimento della promessa originaria della piattaforma di rimanere libera da pubblicità.
Questa iniziativa si inserisce in un contesto più ampio in cui OpenAI sta diversificando attivamente le sue strategie commerciali e le partnership strategiche globali, gettando le basi per una monetizzazione sempre più sofisticata della propria base utenti mondiale. Il nuovo modello di business rappresenta un capitolo significativo nell’evoluzione delle piattaforme di intelligenza artificiale contemporanee.
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