Dal 7 luglio 2026 tutte le auto nuove interessate dalle regole europee devono disporre di un sistema capace di riconoscere quando il conducente non sta più guardando correttamente la strada.
Una novità che molti automobilisti potrebbero notare soltanto dopo l’acquisto, magari quando sul cruscotto compare un avviso inatteso. Tra i dispositivi coinvolti c’è il sistema avanzato di rilevamento della distrazione, spesso basato su una piccola telecamera rivolta verso chi guida.
Il sensore può essere sistemato vicino al volante, sul piantone dello sterzo, nella zona del quadro strumenti oppure accanto allo specchietto retrovisore. A prima vista può ricordare una normale webcam, ma il suo compito è differente: deve capire se il conducente mantiene lo sguardo nelle aree rilevanti per la guida e se la sua attenzione si allontana dalla strada per un tempo considerato pericoloso.
La telecamera non osserva ogni movimento allo stesso modo
Il sistema non si limita a controllare se gli occhi sono aperti. Attraverso l’orientamento del volto, la direzione dello sguardo e la posizione della testa può riconoscere quando una persona guarda troppo a lungo il telefono, il display centrale, il sedile del passeggero oppure un punto lontano dalla carreggiata. In presenza di una distrazione prolungata, l’auto deve richiamare l’attenzione attraverso un segnale visivo, acustico o una combinazione dei due.
Una rapida occhiata alla radio o al navigatore, quindi, non dovrebbe provocare necessariamente un allarme. Il dispositivo valuta anche la durata dello spostamento dello sguardo e la situazione di marcia. Proprio qui possono emergere differenze tra un modello e l’altro: alcune auto intervengono in maniera discreta, mentre altre producono avvisi più frequenti e insistenti, soprattutto quando il conducente usa a lungo lo schermo dell’infotainment.
Il sistema riconosce gli sguardi lontani dalla strada – Webnews.it
Non bisogna confondere questa funzione con il rilevamento della stanchezza già presente su molte vetture. Quest’ultimo può analizzare il comportamento dell’auto, le correzioni effettuate sul volante o eventuali segnali di sonnolenza. Il nuovo sistema contro la distrazione punta invece a verificare più direttamente dove sta guardando il conducente, riducendo il tempo trascorso con gli occhi lontani dalla strada.
Registra il volto oppure conserva le immagini?
La presenza di una telecamera rivolta verso l’abitacolo solleva inevitabilmente dubbi sulla privacy. Le regole europee stabiliscono però che i sistemi di avviso per distrazione e stanchezza devono essere progettati in modo da non registrare o conservare continuamente dati che non siano necessari al loro funzionamento. Normalmente le informazioni vengono quindi elaborate dal veicolo per stabilire il livello di attenzione del guidatore, senza trasformare l’auto in una videocamera di sorveglianza.
Questo non significa che tutti i sistemi presenti sul mercato funzionino esattamente nello stesso modo. Alcune automobili possono utilizzare la stessa telecamera anche per il riconoscimento del conducente, la regolazione di determinate impostazioni o altri servizi digitali. Prima dell’acquisto è quindi opportuno verificare il manuale, l’informativa privacy e le opzioni disponibili nel sistema multimediale, soprattutto quando sono presenti funzioni connesse oppure profili personali.
Cosa succede se la telecamera viene coperta
Coprire il sensore con un adesivo o un oggetto non elimina semplicemente il controllo. L’auto potrebbe rilevare che la visuale è ostruita e mostrare un messaggio di errore, rendendo temporaneamente indisponibile la funzione. In alcuni modelli il conducente può disattivare determinati avvisi dal menu, ma il sistema può riattivarsi alla successiva accensione per rispettare i requisiti previsti per l’omologazione.
L’obbligo entrato nella sua fase più ampia dal 7 luglio 2026 riguarda i veicoli nuovi previsti dalla normativa europea e non impone ai proprietari delle automobili già circolanti di installare una telecamera nell’abitacolo. Per chi acquista oggi una vettura nuova, però, questo piccolo sensore diventerà una presenza sempre più comune: non controlla come guidiamo in ogni istante, ma cerca di intervenire quando una distrazione dura abbastanza da aumentare il rischio di un incidente.