DDR4 torna al centro del mercato: la crisi delle memorie cambia i piani dell’industria PC

DDR4 torna al centro del mercato: la crisi delle memorie cambia i piani dell’industria PC

La DDR4 torna al centro dei piani dell’industria PC per il 2026, spinta dalla carenza globale di memoria e dai rincari che stanno rendendo la DDR5 meno conveniente.

Al Computex 2026 diversi operatori del settore hanno iniziato a rivedere ordini e linee produttive, guardando di nuovo a una tecnologia considerata ormai matura ma ancora utile per contenere i costi. La pressione arriva dalla scarsità di DRAM e NAND, insieme ai prezzi più alti della DDR5, che pesano su schede madri, moduli di memoria e configurazioni consumer. Non è un ritorno al passato definitivo, ma una correzione pragmatica in un mercato dove disponibilità e prezzo possono contare più della corsa all’ultima specifica.

Carenza di DRAM e NAND: perché la DDR5 resta cara

Il problema parte dalla pressione su memoria DRAM e NAND, componenti fondamentali non solo per i PC, ma anche per server, data center, smartphone e sistemi legati all’intelligenza artificiale. La domanda resta forte, mentre la produzione non riesce a crescere allo stesso passo. In questa situazione la DDR5 si trova in difficoltà: costa di più e dipende da una catena produttiva più articolata rispetto alla generazione precedente. Non è solo una questione di listino. I moduli DDR5 integrano soluzioni più avanzate, tra cui il PMIC, il circuito che gestisce l’alimentazione direttamente sul modulo.

Questo rende la produzione più complessa e la fornitura più fragile. La DDR4, al contrario, poggia su un progetto più semplice e su processi ormai rodati. Per i produttori significa poter aumentare la disponibilità con meno ostacoli, almeno in teoria. “La domanda si sta spostando dove il prezzo è più sostenibile”, avrebbe spiegato una fonte industriale citata dalla stampa specializzata al Computex. In altre parole: molti utenti sono pronti a rinunciare all’ultima piattaforma pur di tenere più basso il costo finale del PC.

Schede madri DDR4 di nuovo in produzione tra 2026 e 2027

Il cambio di rotta riguarda anche le schede madri DDR4, che sembravano avviate verso una lenta uscita dal mercato. Secondo le ricostruzioni arrivate dalla fiera di Taipei, alcuni produttori starebbero preparando un aumento della produzione nella seconda metà del 2026 e per tutto il 2027.

Modelli considerati ormai a fine corsa potrebbero quindi tornare nelle linee, con nuove risorse dedicate alle piattaforme compatibili con memorie di generazione precedente. Il motivo è piuttosto chiaro: il settore delle motherboard viene da mesi difficili. Alcune aziende avrebbero registrato cali delle vendite fino al 37%, mentre altri operatori parlano di una crescita a doppia cifra delle piattaforme DDR4 nell’ultimo trimestre.

Sono numeri da prendere con cautela, perché non tutti i produttori li confermano pubblicamente. Ma la direzione sembra in linea con ciò che si vede nei listini. Anche AMD e Intel stanno tenendo vive piattaforme non più recentissime: AMD ha introdotto il Ryzen 7 5800X3D 10th Anniversary Edition e ha confermato l’intenzione di mantenerlo a catalogo finché ci sarà domanda; Intel continua invece a proporre CPU Raptor Lake e Raptor Lake Refresh, compatibili con ecosistemi non più di punta, ma ancora molto diffusi.

I limiti del ritorno: prestazioni, wafer e disponibilità dei chip

Il ritorno della DDR4, però, non è un viaggio indietro senza costi. Sul fronte delle prestazioni, i nuovi kit difficilmente potranno ripetere il meglio visto negli anni d’oro dello standard. Chip molto cercati dagli appassionati, come i Samsung B-die, non sono più in produzione, e molti moduli attesi sul mercato dovrebbero fermarsi intorno a DDR4-3600.

Un livello più che sufficiente per molti PC da lavoro e da gioco, ma lontano dalle frequenze raggiunte dalle soluzioni DDR5 più recenti. Resta poi il nodo più complicato: l’allocazione dei wafer. Anche se produrre DDR4 è meno difficile, le fabbriche devono comunque decidere dove destinare capacità produttiva, macchinari e materiali. La domanda dei data center e dei chip per l’IA continua a occupare spazio nelle fonderie, lasciando meno margine per altri componenti.

Nelle scorse ore anche TSMC ha indicato che l’aumento della capacità non riuscirà a tenere il passo della domanda per diversi anni, con alcune linee già vendute fino al 2027. Per il mercato PC, insomma, la DDR4 può diventare una valvola di sfogo. Non la soluzione definitiva, ma un modo concreto per attraversare una fase in cui comprare memoria resta più caro del previsto.

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