DuckDuckGo punta sulla ricerca senza AI: ora diventa predefinita su Chrome e Firefox

DuckDuckGo punta sulla ricerca senza AI: ora diventa predefinita su Chrome e Firefox

DuckDuckGo spinge sulla ricerca senza intelligenza artificiale con una nuova estensione pensata per chi vuole risultati più tradizionali, senza risposte generate da chatbot.

Gli utenti di Chrome e Firefox possono impostare come motore predefinito noai.duckduckgo.com, una versione costruita per escludere contenuti AI mescolati ai risultati di ricerca. La scelta arriva mentre Google integra sempre più strumenti di intelligenza artificiale dentro Search e intercetta una parte di utenti che preferisce un’esperienza più semplice, diretta e meno filtrata dagli assistenti generativi.

DuckDuckGo porta noai.duckduckgo.com tra i motori predefiniti

La procedura, spiega DuckDuckGo ed è stata ripresa da CNET, è semplice. Si entra su noai.duckduckgo.com, si clicca su “Add our No-AI Search Extension” e si viene mandati allo store di Chrome o Firefox per completare l’installazione. Pochi passaggi, senza impostazioni complicate. L’idea è chiara: rendere la ricerca senza AI una scelta fissa, non un indirizzo da ricordare ogni volta.

Con questa modalità, l’utente vede risultati senza risposte generate dall’intelligenza artificiale, senza chatbot integrati e con una presenza più bassa di immagini AI. Chi usa già il browser di DuckDuckGo, inoltre, conserva le proprie preferenze sull’AI anche dopo aver cancellato la cronologia. Un dettaglio tecnico, certo. Ma conta, soprattutto per chi sceglie il servizio anche per la privacy online.

Dopo Google I/O crescono le installazioni: il segnale di chi non vuole l’AI obbligatoria

La novità arriva in un momento tutt’altro che casuale. Dopo il Google I/O di maggio, la conferenza annuale degli sviluppatori in cui Mountain View ha mostrato una Search sempre più legata a Gemini, DuckDuckGo ha visto crescere in modo sensibile le installazioni. Un rappresentante dell’azienda ha riferito a CNET che, tra il 20 e il 26 maggio, le installazioni del browser negli Stati Uniti sono aumentate del 21% rispetto alla settimana precedente.

Il dato è ancora più evidente su iOS. Nello stesso periodo le installazioni sono salite del 33%, con un picco del 69% nel giorno del Memorial Day. Numeri da prendere con cautela, perché riguardano pochi giorni. Ma raccontano comunque un disagio reale verso la ricerca con AI obbligatoria. Il messaggio che DuckDuckGo prova a raccogliere è semplice: non tutti vogliono l’intelligenza artificiale dentro ogni ricerca.

La scelta di DuckDuckGo: AI solo se la vuole l’utente, mentre Google punta sulla ricerca agentica

DuckDuckGo non si presenta come un’azienda contro l’intelligenza artificiale. Il gruppo offre anche un chatbot orientato alla privacy, con accesso a diversi modelli molto usati. La differenza, spiegano dalla società, sta nel controllo lasciato all’utente: l’AI deve essere una scelta, non il punto di partenza imposto dal motore di ricerca.

La strada di Google Search, invece, sembra andare in un’altra direzione. Al Google I/O sono arrivate nuove funzioni basate su Gemini, una casella di ricerca ripensata, agenti AI capaci di fare ricerche per conto dell’utente e l’uso di Gemini 3.5 Flash come modello predefinito per AI Mode. È il passo verso una ricerca più “agentica”: non solo link, ma risposte, sintesi e azioni. DuckDuckGo prova a mettersi dall’altra parte: meno automatismi in primo piano, più scelta manuale. Per una parte degli utenti, oggi, può bastare per cambiare motore.

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