Euro digitale, via libera più vicino: cosa cambierà per cittadini, negozi e banche dal 2029

L’euro digitale fa un passo avanti a Bruxelles. Nel giugno 2026 i gruppi politici della Commissione Affari economici dell’Europarlamento hanno trovato un’intesa di massima sul regolamento che dovrà accompagnare il debutto della nuova moneta della Bce, atteso nel 2029.
L’euro digitale fa un passo avanti a Bruxelles. Nel giugno 2026 i gruppi politici della Commissione Affari economici dell’Europarlamento hanno trovato un’intesa di massima sul regolamento che dovrà accompagnare il debutto della nuova moneta della Bce, atteso nel 2029.
Euro digitale, via libera più vicino: cosa cambierà per cittadini, negozi e banche dal 2029

Sul tavolo ci sono regole comuni per pagamenti, conti dedicati, costi per gli utenti e rapporti con le banche. Il dossier, seguito da mesi da Parlamento europeo, Consiglio e Commissione, entra ora nella fase più delicata. Non è ancora il via libera finale, ma la strada si è fatta più chiara. E più vicina.

Europarlamento, primo accordo: il calendario verso il 2029

L’intesa raggiunta nella commissione economica dell’Eurocamera riguarda la proposta di regolamento sull’euro digitale, una forma elettronica di moneta pubblica emessa dalla Banca centrale europea. Secondo quanto riportato dall’Ansa, l’obiettivo delle istituzioni Ue è arrivare all’approvazione definitiva del testo entro la fine del 2026, dopo il voto in commissione e il negoziato tra le istituzioni europee. La data indicata per il passaggio in commissione è il 23 giugno: a Bruxelles non viene considerata solo una scadenza tecnica, ma anche un passaggio politico, perché da quel voto dipenderà il peso del mandato negoziale del Parlamento. Se il calendario sarà rispettato, il lancio arriverà nel 2029. Non subito, dunque. Ma neppure in un futuro vago, come era sembrato all’inizio del progetto.

Pagamenti online e offline: così funzionerà la moneta digitale della Bce

L’euro digitale non è pensato per sostituire il contante né i normali conti correnti, almeno nelle intenzioni dichiarate dalle istituzioni europee. Dovrà invece affiancare gli strumenti già esistenti, offrendo una modalità di pagamento garantita dalla Bce. La bozza prevede l’uso sia online sia offline, un punto ritenuto decisivo per permettere i pagamenti anche senza connessione o quando i circuiti tradizionali non funzionano. In concreto, un cittadino potrebbe pagare un acquisto con euro digitali dal proprio portafoglio elettronico, mentre il commerciante riceverebbe l’importo secondo le regole del nuovo sistema europeo. Restano ancora diversi aspetti da chiarire: sicurezza, identificazione degli utenti, rapporto con le app bancarie già in uso. La direzione, però, è netta: creare una rete pubblica per i pagamenti digitali, meno legata ai grandi circuiti privati internazionali.

Servizi gratuiti e obbligo per i negozi: accesso anche a chi non ha un conto

Uno dei passaggi più sensibili riguarda i costi. I pagamenti di base in euro digitale dovranno essere gratuiti per i cittadini, con un divieto esplicito per i fornitori di servizi finanziari di aggirare questa garanzia con pratiche commerciali scorrette. Per gli esercenti, invece, la bozza introduce l’obbligo di accettare la nuova moneta nei punti vendita, ma con un tetto alle commissioni bancarie. È un equilibrio non semplice: i commercianti chiedono da anni costi più bassi sui pagamenti elettronici, mentre banche e operatori temono margini troppo stretti. Nel testo entra anche il principio dell’accesso universale. Anziani, persone con disabilità, cittadini con poca familiarità con il digitale e persone senza un conto bancario tradizionale dovranno poter usare il servizio. Ogni cittadino europeo, secondo l’impianto in discussione, potrà aprire un conto dedicato in moneta digitale. Una novità pensata anche per chi oggi resta fuori dai servizi finanziari ordinari.

Tetto alla giacenza e trasferimenti automatici: il punto d’incontro con le banche

Il nodo più discusso resta il limite di giacenza, cioè il tetto massimo di euro digitali che ogni utente potrà tenere nel proprio portafoglio. La misura serve a evitare che l’euro digitale diventi una vera alternativa ai depositi bancari, con il rischio di spostare grandi quantità di denaro fuori dai conti correnti tradizionali. In una prima fase si era parlato di una soglia intorno ai 3.000 euro, ma la cifra non compare nel testo attuale. Sarà la Bce, secondo la bozza, a presentare una proposta ufficiale nel 2028, circa un anno prima del debutto previsto. Il superamento della soglia non dovrebbe bloccare pagamenti o incassi di importo superiore. Scatterebbe invece un trasferimento automatico, capace di spostare subito le somme in eccesso sul conto bancario collegato all’utente. È il compromesso che ha attenuato le resistenze degli istituti di credito. Le banche, in questi mesi, avevano chiesto garanzie precise per evitare una fuga dai depositi. Bruxelles prova così a chiudere il cerchio: moneta pubblica digitale, servizi gratuiti per i cittadini, ma senza stravolgere il sistema bancario europeo.

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