Google ha introdotto su Android 12 il puntino verde che compare in alto a destra quando un’app usa fotocamera o microfono.
È una spia piccola, quasi discreta, ma serve a una cosa molto concreta: far capire subito all’utente chi sta accedendo ai sensori del telefono. E, soprattutto, quando lo sta facendo.
Puntino verde su Android: che cosa segnala davvero su camera e microfono
Il puntino verde su Android è l’avviso privacy che si accende quando un’app, oppure un processo attivo in background, usa la camera o il microfono. All’inizio può apparire come una piccola etichetta, poi si trasforma in un punto nella parte alta dello schermo. Come indica la documentazione dell’Android Open Source Project, resta visibile per tutto il tempo in cui il sensore è in uso e per qualche secondo dopo. Così anche un accesso rapido, magari durato pochissimo, può essere notato.
Non riguarda solo le app aperte in quel momento. Se si sta leggendo una chat o guardando una pagina web e un’altra applicazione attiva il microfono o la fotocamera, il puntino compare lo stesso. Toccandolo, Android mostra una finestra con il nome dell’app coinvolta. Da lì si può passare direttamente alle impostazioni dei permessi. Sui telefoni Samsung, ad esempio, il percorso è spiegato anche nelle pagine di supporto del produttore. Un dettaglio utile, specie quando il telefono è fermo sul tavolo e quel puntino si accende senza una ragione evidente.
Privacy Dashboard: come controllare gli accessi degli ultimi sette giorni
Per andare oltre il controllo sul momento, Android offre la Privacy Dashboard. Di solito si trova in Impostazioni > Privacy > Privacy Dashboard; su alcuni modelli il percorso passa invece da Sicurezza e privacy. Qui si vede una timeline degli accessi a fotocamera, microfono e posizione, con orari e nomi delle app. La schermata mostra di base le ultime 24 ore, ma sui dispositivi aggiornati è disponibile anche la cronologia degli ultimi sette giorni.
Google ha ampliato questa cronologia nel 2024 con un aggiornamento del sistema Google Play, quindi molti telefoni recenti dovrebbero già averla. Per vederla basta aprire il menu con i tre puntini in alto a destra e scegliere l’opzione per mostrare i 7 giorni. Toccando una singola voce, per esempio microfono, appare l’elenco in ordine cronologico delle app che l’hanno usato, con i relativi orari. È qui che possono emergere comportamenti strani: un social attivo alle 3 del mattino, una tastiera che richiama l’audio, un gioco che accede alla camera senza una funzione chiara.
Permessi Android e blocco rapido: come fermare camera e microfono
Quando un accesso sembra fuori posto, si può selezionare l’app nella Privacy Dashboard e cambiare subito i permessi Android. Le scelte più comuni sono semplici: consentire l’uso del sensore solo mentre l’app è aperta, chiedere conferma ogni volta oppure negare del tutto l’accesso a camera e microfono. È un controllo veloce, ma spesso viene rimandato. Bastano pochi minuti nelle impostazioni per trovare app installate mesi prima e mai più controllate.
Da Android 12 ci sono anche gli interruttori rapidi per spegnere del tutto fotocamera e microfono dal pannello delle impostazioni rapide. Non sempre compaiono subito: bisogna abbassare la tendina delle notifiche, toccare l’icona di modifica, spesso a forma di matita, e trascinare i riquadri Accesso fotocamera o Accesso microfono nell’area attiva. Una volta aggiunti, funzionano come un blocco generale. Nessuna app può usare quei sensori, anche se in passato ha ricevuto il permesso.
Il sistema, però, non copre tutto. Il puntino verde e la dashboard controllano fotocamera, microfono e posizione, ma non registrano ogni accesso alla rete, la lettura degli appunti o l’eventuale invio di dati già raccolti. Alcuni processi di sistema, come Google Play Services o la dettatura vocale della tastiera, possono comparire nella cronologia senza essere per forza sospetti. Chi usa un telefono con Android 11 o versioni precedenti, invece, non vedrà questa spia: la versione si controlla da Impostazioni > Informazioni sul telefono.