Il Vaticano e Anthropic: come l’enciclica di Papa Leone XIV ha portato la Chiesa al tavolo della Silicon Valley

Il Vaticano e Anthropic: come l’enciclica di Papa Leone XIV ha portato la Chiesa al tavolo della Silicon Valley

Papa Leone XIV ha presentato lunedì 25 maggio 2026, in Vaticano, la sua prima enciclica, Magnifica Humanitas.

Il testo è dedicato all’intelligenza artificiale e segna un passaggio netto nel rapporto tra Santa Sede e industria tecnologica globale. Non a caso, al tavolo è stato invitato anche Christopher Olah, cofondatore di Anthropic: un nome pesante nel mondo dell’AI e un segnale preciso verso la Silicon Valley.

Dalla Rome Call a Magnifica Humanitas: la svolta diplomatica della Santa Sede sull’AI

Il percorso non nasce adesso. Già nel 2020, con la Rome Call for AI Ethics, la Pontificia Accademia per la Vita aveva provato a mettere nero su bianco alcuni principi comuni sull’uso dell’AI, insieme a realtà come Microsoft e IBM: trasparenza, inclusione, responsabilità. Allora il Vaticano sembrava muoversi soprattutto sul terreno della bioetica e della riflessione morale. Poi sono arrivati ChatGPT, la sfida tra Stati Uniti e Cina, il peso crescente delle grandi piattaforme. E lo scenario è cambiato.

Con Magnifica Humanitas, Papa Leone XIV porta il discorso su un piano più politico: chi controlla gli algoritmi, chi decide con quali criteri vengono addestrati, chi possiede le infrastrutture del futuro. Nel testo, secondo quanto emerso alla presentazione, la tecnologia non viene raccontata come qualcosa di neutrale, ma come il risultato di scelte umane, interessi economici e visioni del mondo. Una frase, in particolare, ha colpito molti presenti: il rischio di una “Babilonia digitale”, dove persone, relazioni e verità finiscono ridotte a dati, efficienza e prestazione.

Perché Anthropic e Christopher Olah sono diventati interlocutori del Vaticano

La presenza di Christopher Olah non è stata una passerella. Anthropic, nata nel 2021 da un gruppo di ex ricercatori di OpenAI, tra cui Dario e Daniela Amodei, ha costruito la propria immagine pubblica attorno alla sicurezza dell’intelligenza artificiale. Il suo progetto più noto, la Constitutional AI, punta ad addestrare i modelli seguendo una sorta di “costituzione” fatta di regole e principi, invece di limitarsi a correggere le risposte più rischiose quando ormai sono comparse.

Olah, meno presente sui media rispetto agli Amodei, è considerato uno dei ricercatori più autorevoli nel campo dell’interpretabilità dei modelli: in sostanza, lo studio di ciò che accade dentro reti neurali sempre più complesse. Sul suo sito personale si descrive come impegnato a rendere le reti neurali comprensibili agli esseri umani.

Ed è proprio questo il punto che interessa alla Santa Sede: evitare che strumenti sempre più potenti diventino opachi, difficili da governare, lontani dal controllo democratico. Durante l’incontro, Olah ha riconosciuto che anche le aziende più attente all’etica restano dentro logiche economiche e competitive. Una frase non scontata, detta in Vaticano, davanti a prelati, diplomatici e osservatori del mondo tech.

Etica, reputazione e potere privato: i nodi politici dell’alleanza tra Chiesa e Silicon Valley

L’avvicinamento tra Vaticano e Anthropic ha anche un peso industriale. Per la società californiana, essere considerata un interlocutore credibile dalla Chiesa cattolica rafforza l’immagine di azienda attenta alla AI safety, proprio mentre l’intelligenza artificiale entra nei dibattiti su lavoro, sorveglianza, sicurezza nazionale e difesa.

Il chatbot Claude, sviluppato da Anthropic, è stato presentato fin dall’inizio come un prodotto costruito sulla fiducia: non solo capacità tecniche, ma regole, limiti, responsabilità. Per la Santa Sede, invece, il confronto con la Silicon Valley serve a non restare alla finestra. Nell’enciclica, Papa Leone XIV insiste sulla concentrazione del potere tecnologico in poche mani private e transnazionali. È una critica che richiama il paragone, spesso evocato, con l’energia atomica: allora il controllo era soprattutto degli Stati, oggi gran parte dell’innovazione sull’AI generativa nasce dentro aziende private.

Il timore comune, pur espresso con linguaggi diversi, è che sistemi sempre più capaci vengano guidati soltanto dalla corsa al mercato e dalla competizione geopolitica. Non una sola catastrofe improvvisa, ma una delega lenta: pensare, scegliere, informarsi, perfino relazionarsi attraverso macchine progettate da pochi. Ed è qui che Magnifica Humanitas prova a tracciare un argine morale e politico.

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