Lovable rafforza l’asse con Google Cloud: più capacità AI per scalare nel mercato enterprise

Lovable rafforza l’asse con Google Cloud: più capacità AI per scalare nel mercato enterprise

Lovable rafforza il rapporto con Google Cloud con un accordo pluriennale pensato per sostenere la crescita della startup nel mercato enterprise.

L’intesa, annunciata mercoledì 3 giugno 2026, permetterà alla società svedese del vibe-coding di aumentare in modo deciso la propria capacità di calcolo. Il punto non è solo tecnico: più infrastruttura significa poter gestire progetti più complessi, clienti aziendali più grandi e una domanda crescente per strumenti di sviluppo basati sull’intelligenza artificiale. Per Google Cloud, invece, l’accordo rafforza la presenza in un settore dove il confine tra coding, automazione e AI generativa si sta muovendo molto rapidamente.

Accordo pluriennale: Lovable quintuplica l’uso di Google Cloud

L’intesa allarga un rapporto già in corso. Lovable, infatti, era già cliente di Google Cloud. Ora però il salto è netto. Le due società non hanno comunicato il valore del contratto, un dettaglio tutt’altro che marginale in una fase in cui la richiesta di infrastrutture per l’intelligenza artificiale continua a correre. Una persona a conoscenza dell’operazione ha riferito a TechCrunch che l’accordo porterà a un aumento di cinque volte della presenza di Lovable su Google Cloud, comprese le risorse AI.

Il dato racconta bene il momento della società fondata a Stoccolma, indicata tra le startup europee più rapide nella crescita tra gli strumenti per sviluppare software con l’aiuto dell’AI. Secondo Lovable, a febbraio l’azienda aveva superato i 400 milioni di dollari di ricavi annualizzati, aggiungendone 100 milioni in un solo mese con 146 dipendenti. Numeri pesanti. E che spiegano perché oggi serva più cloud. Molto più cloud.

Claude, Gemini e Wiz: dentro il pacchetto enterprise di Lovable

Il nuovo pacchetto darà a Lovable un accesso più ampio sia a Claude, il modello di Anthropic molto usato per scrivere codice, sia ai modelli Gemini di Google. La presenza di Claude è uno dei passaggi più significativi dell’accordo: Google ha investito in Anthropic e punta ad aumentare l’uso dei suoi modelli dentro Google Cloud.

Ad aprile, secondo TechCrunch, Google ha impegnato 10 miliardi di dollari in Anthropic tra capitale e crediti di calcolo, con la possibilità di aggiungerne altri 30 miliardi se verranno raggiunti determinati obiettivi. C’è poi il tema della distribuzione. Il nuovo agente di Lovable sarà disponibile nel marketplace enterprise di Google Cloud, la Gemini Enterprise Agent Gallery, un passaggio che le due aziende avevano già anticipato ad aprile, durante la conferenza cloud di Google negli Stati Uniti.

Per le imprese, l’obiettivo dichiarato è semplificare acquisto, fatturazione e inserimento degli agenti AI nei flussi di lavoro già esistenti. Non solo vendita, quindi. Anche sicurezza: Lovable integrerà Wiz, la società di cybersecurity comprata da Google per 32 miliardi di dollari. L’operazione, annunciata un anno prima, si è chiusa ufficialmente a marzo. L’integrazione dovrebbe aiutare a scovare e correggere in tempo reale eventuali problemi nel codice scritto dagli sviluppatori e dagli agenti AI. Un punto delicato, soprattutto quando il software viene prodotto più in fretta di quanto i team riescano a controllarlo a mano.

La posta in gioco per Google: AI, marketplace e ritorno sugli investimenti cloud

Per Google Cloud, l’accordo con Lovable ha una logica molto concreta: tenere legata a sé una startup in forte crescita, aumentare il consumo di infrastruttura AI e portare nuovi clienti enterprise dentro il proprio marketplace. Se gli agenti di Lovable saranno acquistati dalle grandi aziende attraverso la piattaforma di Google, il gruppo potrà intercettare una parte della spesa su cloud, modelli e servizi collegati.

Meno appariscente del lancio di un nuovo chatbot, certo. Ma nei conti pesa. La partita arriva mentre Alphabet continua a investire cifre enormi. Secondo i dati citati da TechCrunch, Google prevede 180-190 miliardi di dollari di spese in conto capitale quest’anno, soprattutto per data center, infrastrutture cloud e capacità AI.

La società sarebbe inoltre al lavoro sulla vendita di 85 miliardi di dollari in equity per coprire parte di questi impegni. In questo quadro, clienti come Lovable non sono soltanto storie da raccontare su un palco: sono utenti ad alto consumo, capaci di trasformare GPU, modelli e marketplace in ricavi ricorrenti. Per Google, è lì che l’AI deve cominciare a rientrare dell’investimento.

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