Mouzi, il tool open source che riordina automaticamente la cartella Download di Windows

Mouzi, nuovo tool open source per Windows 10 e Windows 11, è arrivato a maggio 2026 con un compito molto concreto: mettere ordine nella cartella Download.
Mouzi, nuovo tool open source per Windows 10 e Windows 11, è arrivato a maggio 2026 con un compito molto concreto: mettere ordine nella cartella Download.
Mouzi, il tool open source che riordina automaticamente la cartella Download di Windows

Sposta in automatico file, installer, archivi e immagini in sottocartelle dedicate, senza passare dal cloud. L’idea della versione 0.1.0 è semplice: controllare le cartelle scelte dall’utente, applicare regole sul PC e lasciare tutto lì. Niente sincronizzazioni esterne. Niente account da creare.

Cartella Download fuori controllo su Windows 10 e 11: il problema è tutto lì

Chi usa ogni giorno Windows 11 lo sa: la cartella Download diventa presto un ripostiglio digitale. PDF accanto agli screenshot, file ZIP vicino agli installer dimenticati, fatture scaricate al volo e mai archiviate. Microsoft mette a disposizione strumenti di ricerca e qualche funzione di pulizia, ma non un sistema pensato per ordinare da solo, giorno dopo giorno, i file appena scaricati. Risultato: dopo qualche mese, anche recuperare “quel documento arrivato ieri” può trasformarsi in una piccola caccia al tesoro. Mouzi nasce proprio qui, tra fretta, pigrizia e file lasciati dove capita. Secondo gli sviluppatori, il programma è compatibile con Windows 10 e Windows 11 e richiede Microsoft Edge WebView2 Runtime, componente già presente su molti PC recenti.

File, installer, archivi e immagini: così Mouzi li sposta da solo

Una volta avviato, Mouzi resta nell’area di notifica di Windows, la traybar in basso a destra, e lavora in sottofondo senza occupare il desktop. Di base controlla la directory Download, ma l’utente può aggiungere anche altre cartelle. Quando trova un nuovo file, aspetta circa due secondi prima di muoverlo: una pausa breve, ma utile per non spostare download ancora in corso o file temporanei creati dal browser. Poi entrano in gioco le regole. Le immagini possono finire in Images, gli archivi compressi in Archives, gli installer in Installers, i documenti nella cartella prevista. Il funzionamento è diretto: le regole vengono lette dall’alto verso il basso e la prima corrispondenza valida decide dove finirà il file. Dal menu dell’app c’è anche il comando Clean now, che riordina in una volta sola i file già presenti nella cartella controllata. Comodo, soprattutto al primo avvio.

Regole personalizzate, regex e cartelle per data: l’ordine diventa più preciso

La parte più interessante di Mouzi sta nelle regole personalizzate. Il programma, infatti, non si limita a guardare l’estensione dei file. L’utente può creare filtri con wildcard o regex, per esempio per intercettare tutti i documenti che contengono nel nome una parola precisa, come “fattura” o “ricevuta”. Una regola del tipo .*fattura_*, citata come esempio nel progetto, può quindi spostare automaticamente documenti amministrativi anche quando il nome completo cambia di mese in mese. Non solo. Mouzi supporta percorsi dinamici con placeholder, come Downloads/Documents/{year}/{month}: così un PDF scaricato a maggio 2026 può finire direttamente nella cartella 2026/05, senza interventi manuali. È una funzione semplice, quasi da archivio di casa, ma per chi gestisce preventivi, ricevute, documentazione tecnica o file di lavoro può pesare parecchio. Nelle impostazioni, raggiungibili con un clic destro sull’icona nella traybar, ci sono anche la sezione Regole e la Cronologia, dove vengono registrati gli spostamenti già fatti. Da lì, quando serve, si può annullare una singola operazione.

Privacy offline, codice open source e i limiti di un organizer senza cloud

Il punto su cui gli sviluppatori insistono di più è la scelta privacy-first: Mouzi funziona offline, salva configurazioni e cronologia sul PC e non invia nomi dei file o metadati a servizi esterni. Il codice sorgente è pubblicato su GitHub con licenza MIT. Questo, da solo, non è una garanzia assoluta di sicurezza, ma permette controlli indipendenti su ciò che fa l’applicazione. Anche la struttura è pensata per restare leggera: il backend usa Rust con Tauri 2.x, mentre l’interfaccia si basa su tecnologie web come React, TypeScript e Tailwind CSS. L’installer pesa circa 3,3 MB; la versione portabile arriva a circa 13 MB e non richiede installazione. I dati sugli spostamenti vengono salvati in locale tramite SQLite, così l’utente può vedere cosa è stato modificato. Restano però alcuni limiti: niente sincronizzazione tra più dispositivi, nessuna classificazione semantica dei contenuti, nessuna funzione basata su modelli generativi. È una scelta precisa. Mouzi non vuole diventare un assistente intelligente: punta a essere un piccolo strumento pratico per tenere in ordine la cartella Download, senza consegnare i propri file al cloud.

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