Si chiama Quick Share, ed è attiva per impostazione predefinita su tutti gli smartphone Android dalla versione 6 in su.
Quick Share è il sistema di trasferimento file senza cavi che Google ha sviluppato come alternativa ad AirDrop di Apple. Utilizza Bluetooth per rilevare i dispositivi nelle vicinanze e Wi-Fi Direct per il trasferimento effettivo dei dati, il che lo rende molto più veloce del Bluetooth tradizionale e non richiede una connessione Internet attiva. La copertura operativa arriva fino a 5 metri, ma per il trasferimento ottimale dei file i dispositivi devono stare entro 30 centimetri l’uno dall’altro.
Perché bisogna conoscere l’impostazione prima di avvicinare gli smartphone
Il problema non è la funzione in sé, ma l’impostazione di visibilità. Quick Share offre tre livelli: visibilità limitata ai propri dispositivi con lo stesso account Google, visibilità ai soli contatti in rubrica, e visibilità a tutti i dispositivi nelle vicinanze. Chi ha selezionato questa terza opzione senza limitazione temporale rende il proprio smartphone identificabile da chiunque si trovi entro il raggio operativo, dal sedile accanto sull’autobus al tavolo vicino in un bar.

Perché bisogna conoscere l’impostazione prima di avvicinare gli smartphone-webnews.it
Non c’è trasferimento automatico di file — il destinatario deve sempre accettare — ma il dispositivo è comunque rilevabile e il nome con cui appare nella lista degli altri utenti è, per impostazione predefinita, quello del proprio account Google.
Google ha reagito a questo rischio modificando le opzioni disponibili. Nelle versioni più recenti di Google Play Services — la distribuzione è partita dalla versione 26.05.32 beta — l’opzione “Tutti” senza limite di tempo è stata eliminata. Restano solo tre possibilità: i propri dispositivi, i contatti, oppure tutti ma soltanto per 10 minuti, con ritorno automatico all’impostazione precedente. Apple aveva già adottato questa soluzione con iOS 16.2, introducendo lo stesso tipo di limite temporale su AirDrop. Google ha impiegato oltre tre anni per allinearsi.
La nuova funzione QR code aggiunge un’ulteriore modalità di condivisione, pensata soprattutto per trasferire file tra Android e iPhone senza installare applicazioni aggiuntive. Il mittente genera un codice QR dall’app Quick Share; il destinatario lo scansiona con la fotocamera nativa del proprio iPhone. I file vengono caricati cifrati sul cloud di Google e rimangono disponibili per 24 ore. Non serve un account Google sul lato iPhone. Questa modalità è utile anche perché supera il problema della prossimità fisica: il QR può essere condiviso anche a distanza, tramite schermo o messaggio.
Un dettaglio che pochi considerano: sui dispositivi con lo stesso account Google — per esempio il proprio smartphone e il tablet — Quick Share accetta i trasferimenti in modo completamente automatico, senza nessuna notifica di conferma, anche con lo schermo spento o bloccato. Non è un bug. È il comportamento atteso per la modalità “I tuoi dispositivi”. Chi non sa di questa distinzione potrebbe non rendersi conto che un altro dispositivo nella stessa stanza sta ricevendo file senza alcuna interazione.
La gestione della visibilità si trova nelle Impostazioni rapide, scorrendo il pannello delle notifiche verso il basso e tenendo premuta l’icona di Quick Share, oppure da Impostazioni → Dispositivi collegati → Preferenze di connessione → Quick Share. Da lì è possibile anche cambiare il nome con cui lo smartphone appare agli altri, che per default rispecchia il nome dell’account Google associato — un’informazione che in certi contesti si preferisce non diffondere.
Su Samsung, la gestione è leggermente diversa: esiste una distinzione tra condivisione verso altri dispositivi Galaxy (tramite account Samsung) e verso dispositivi non-Galaxy (tramite account Google), con alcune funzioni, come l’invio simultaneo a più destinatari, limitate a un massimo di 20 file per un totale di 200 MB a sessione.
L’integrazione tra Quick Share e AirDrop — che permette il trasferimento diretto senza cloud tra Android e iPhone — è attualmente disponibile solo su Pixel 10 e verrà estesa progressivamente ad altri modelli nel corso del 2026, tra cui la serie Galaxy S24 e S25, i pieghevoli Z Fold 6 e Z Fold 7, e alcuni modelli di OnePlus, Oppo e Honor.