Telefonate mute, non rispondere non serve a niente: ecco l'unica cosa da fare che ti salva dalla truffa

Telefonate mute, non rispondere non serve a niente: ecco l'unica cosa da fare che ti salva dalla truffa

Le cosiddette telefonate mute rappresentano oggi una delle pratiche più diffuse nel telemarketing aggressivo e nelle attività di phishing telefonico.

Si tratta di chiamate in cui l’utente risponde ma non riceve alcuna risposta dall’altra parte della linea, oppure sente pochi secondi di silenzio prima dell’interruzione della comunicazione.

Nella maggior parte dei casi il fenomeno è collegato all’utilizzo di sistemi automatici di chiamata, noti come predictive dialer.

Come funzionano le telefonate mute

I predictive dialer sono software utilizzati dai call center per contattare simultaneamente grandi quantità di numeri telefonici. Il sistema assegna la chiamata a un operatore solo quando rileva una risposta.

Se in quel momento non ci sono operatori disponibili, l’utente sente silenzio oppure la chiamata viene chiusa automaticamente dopo pochi secondi.

Telefonate mute cosa non fare mai – Webnews.it

In altri casi, invece, la telefonata viene utilizzata esclusivamente per verificare se un numero è attivo. Quando l’utente risponde, il sistema registra il contatto come valido e il numero può essere inserito in ulteriori campagne commerciali oppure ceduto a terze parti.

Molti utenti ritengono che non rispondere sia sufficiente per interrompere il problema. In realtà i sistemi automatici continuano spesso a ricontattare i numeri registrati nei database.

Anche il semplice blocco manuale di una numerazione specifica è spesso inefficace, perché molte chiamate vengono generate tramite tecniche di spoofing telefonico. In pratica il numero visualizzato sul display può essere modificato artificialmente per apparire italiano o affidabile.

Questo rende difficile identificare l’origine reale della chiamata.

L’unica misura realmente utile

Dal punto di vista pratico, la soluzione più efficace consiste nell’attivare i sistemi di filtro antispam presenti sugli smartphone e registrare il proprio numero al Registro Pubblico delle Opposizioni.

I moderni dispositivi Android e iPhone integrano sistemi automatici di identificazione delle chiamate sospette. Quando attivi, questi strumenti mostrano avvisi come:

  • “Spam”
  • “Telemarketing”
  • “Possibile frode”

prima ancora che l’utente risponda.

L’iscrizione al Registro delle Opposizioni permette invece di limitare legalmente l’utilizzo del proprio numero da parte delle aziende autorizzate al telemarketing.

La registrazione non blocca completamente tutte le chiamate, soprattutto quelle provenienti da operatori esteri o da attività illegali, ma riduce sensibilmente il numero dei contatti commerciali regolari.

Le telefonate mute vengono spesso utilizzate come fase preliminare di attività fraudolente più complesse.

Negli ultimi mesi sono aumentati i casi di:

  • falsi operatori bancari;
  • finti addetti antifrode;
  • sedicenti operatori INPS, Poste o compagnie energetiche.

L’obiettivo principale è ottenere:

  • dati personali;
  • credenziali di accesso;
  • codici OTP;
  • informazioni bancarie.

Per questo motivo è consigliabile non richiamare numeri sconosciuti che interrompono rapidamente la comunicazione e non fornire mai dati sensibili per telefono senza aver verificato l’identità dell’interlocutore.

Il fenomeno continua a crescere soprattutto grazie all’automazione dei sistemi di chiamata e all’utilizzo di numerazioni apparentemente affidabili generate artificialmente.

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