Un account verificato su X legato alla guida suprema iraniana riaccende il caso delle sanzioni USA

Un account verificato su X legato alla guida suprema iraniana riaccende il caso delle sanzioni USA

Un semplice badge blu su un profilo social può sembrare un dettaglio tecnico, ma in alcuni casi diventa una questione politica e legale.

È quello che sta succedendo su X, la piattaforma social guidata da Elon Musk, finita di nuovo al centro di polemiche negli Stati Uniti dopo la comparsa di un account verificato collegato alla nuova guida suprema dell’Iran. Secondo un gruppo di monitoraggio indipendente, quel profilo potrebbe indicare che la piattaforma sta offrendo servizi a pagamento a persone soggette a sanzioni americane.

Il caso riguarda l’account attribuito a Mojtaba Khamenei, considerato il nuovo leader supremo iraniano. Il profilo è apparso di recente sulla piattaforma e mostra il classico badge blu, simbolo associato agli account che pagano un abbonamento premium. Un dettaglio che ha subito attirato l’attenzione del Tech Transparency Project, un gruppo che da tempo osserva il funzionamento delle grandi piattaforme digitali.

Il nodo delle sanzioni americane

Il punto centrale della polemica è piuttosto semplice: Mojtaba Khamenei risulta inserito nella lista delle persone sottoposte a sanzioni statunitensi dal 2019. In teoria questo dovrebbe impedire a molte aziende americane di offrire servizi commerciali o transazioni economiche con lui.

Secondo il Tech Transparency Project, il fatto che l’account mostri il badge di verifica potrebbe indicare che il profilo sta utilizzando un abbonamento a pagamento di X Premium. Se fosse davvero così, significherebbe che la piattaforma sta ricevendo denaro da una persona inclusa nelle liste di sanzioni del governo americano.

Il gruppo di monitoraggio sostiene che non si tratterebbe nemmeno di un caso isolato. Negli ultimi anni avrebbe individuato decine di account collegati a soggetti sanzionati che avrebbero ottenuto accesso ai servizi premium della piattaforma.

Un account che cresce molto velocemente

L’account attribuito a Mojtaba Khamenei è stato creato solo da poco tempo, ma ha già iniziato a muoversi dentro l’ecosistema digitale iraniano. Alcuni profili legati allo Stato iraniano hanno rilanciato i suoi contenuti, contribuendo a farlo circolare rapidamente.

Tra questi ci sarebbe anche un account precedentemente associato al padre, Ali Khamenei, che sulla piattaforma utilizza il badge grigio riservato ai profili di rappresentanti governativi o istituzioni.

Nel giro di poche ore l’account ha raccolto oltre 20.000 follower, segno di una crescita piuttosto veloce per un profilo appena nato.

Il problema dei vantaggi degli account verificati

Il badge blu su X non è solo un simbolo estetico. Gli account verificati ricevono anche alcuni vantaggi tecnici: maggiore visibilità nei contenuti, priorità nelle risposte e accesso ad alcune funzioni aggiuntive della piattaforma.

Secondo i critici questo potrebbe amplificare la portata di account legati a governi o organizzazioni che gli Stati Uniti considerano avversari geopolitici.

Katie Paul, direttrice del Tech Transparency Project, ha sottolineato che la questione diventa ancora più delicata considerando i rapporti commerciali delle aziende di Elon Musk con il governo americano. Alcune società dell’imprenditore hanno infatti contratti con il Pentagono, mentre la piattaforma social potrebbe stare monetizzando servizi per persone inserite nelle liste di sanzioni.

Non è la prima volta che il tema emerge

Le polemiche non nascono oggi. Già nel 2024 lo stesso gruppo aveva pubblicato un rapporto in cui sosteneva che la piattaforma accettasse pagamenti per la verifica da parte di oltre due dozzine di individui e organizzazioni colpiti da sanzioni internazionali.

All’epoca l’azienda aveva risposto sostenendo di avere un sistema di controllo sicuro e rigoroso per gestire i servizi di monetizzazione.

Più recentemente, dopo alcune segnalazioni pubblicate dalla rivista Wired, la piattaforma aveva rimosso il badge blu da alcuni account collegati all’Iran.

Per ora X non ha rilasciato nuovi commenti ufficiali sulla vicenda. Resta quindi una domanda aperta: quanto è facile per una piattaforma globale controllare davvero chi si nasconde dietro un abbonamento digitale, soprattutto quando la politica internazionale entra in gioco.

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