X introduce un’opzione per impedire a Grok di modificare le foto, ma la protezione è più limitata di quanto sembri

X introduce un’opzione per impedire a Grok di modificare le foto, ma la protezione è più limitata di quanto sembri

Su X è comparsa una nuova impostazione che promette di impedire all’intelligenza artificiale Grok di modificare le foto pubblicate dagli utenti.

L’opzione, visibile negli strumenti di caricamento delle immagini dell’app, si chiama “block modifications by Grok” e dovrebbe servire a evitare interventi indesiderati sulle immagini condivise sulla piattaforma.

A prima vista sembra un passo nella direzione della privacy e del controllo sui contenuti personali. Dopo alcune verifiche, però, emerge che la funzione ha un raggio d’azione piuttosto limitato e non impedisce davvero che un’immagine possa essere alterata dall’AI.

Dove si trova la nuova opzione

L’impostazione appare mentre si carica una foto su X. Entrando negli strumenti di modifica dell’immagine e aprendo il menu aggiuntivo – quello indicato dall’icona del pennello – compare un interruttore che permette di bloccare le modifiche di Grok.

Attivando il toggle, la piattaforma dovrebbe impedire all’assistente basato su Grok di intervenire direttamente sulla foto. L’idea è semplice: chi pubblica un’immagine decide se permettere o meno che l’intelligenza artificiale la modifichi.

Il problema è che la protezione riguarda solo un caso molto specifico.

Cosa blocca davvero la funzione

Quando l’opzione è attiva, gli altri utenti non possono taggare @Grok nei commenti sotto la foto per chiedere al chatbot di modificarla. In pratica viene disabilitato quel tipo di richiesta pubblica in cui qualcuno menziona l’AI per generare una versione alterata dell’immagine.

È una limitazione reale, ma non copre tutte le situazioni in cui una foto può essere manipolata.

Nel testo informativo dell’impostazione, scritto in caratteri piuttosto piccoli, viene spiegato che il blocco funziona solo quando l’immagine è collegata direttamente al post originale. Se l’immagine viene utilizzata in altri modi, il sistema non interviene.

Perché la protezione è facile da aggirare

Nella pratica basta pochissimo per bypassare questa protezione. Chiunque può salvare l’immagine, fare uno screenshot oppure scaricarla e caricarla di nuovo come un nuovo post.

Una volta che la foto esiste come file separato, non è più collegata all’impostazione originale dell’autore. A quel punto Grok può essere utilizzato per modificarla senza alcun limite.

Questo significa che l’interruttore chiude solo una delle strade possibili per l’editing tramite AI, lasciandone aperte molte altre.

Il contesto delle polemiche su Grok

L’introduzione di questa funzione arriva dopo alcune critiche legate agli strumenti di editing delle immagini offerti da Grok. In particolare, la piattaforma aveva ricevuto proteste per la generazione di immagini sessualizzate senza consenso.

In seguito a queste polemiche, X ha deciso di mettere alcune funzioni di modifica delle immagini dietro un paywall, limitandole agli abbonamenti a pagamento.

L’interruttore per bloccare le modifiche di Grok sembra essere un tentativo di dare agli utenti un maggiore controllo sui propri contenuti. Tuttavia, una volta che una foto circola online, impedirne completamente la manipolazione diventa molto più complicato.

Per ora la nuova opzione rappresenta più che altro un piccolo filtro tecnico. Utile in alcune situazioni, ma lontano dall’essere una protezione davvero completa contro le modifiche generate dall’intelligenza artificiale.

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