Xiaomi starebbe lavorando a un Privacy Display software per rendere lo schermo meno leggibile di lato, una funzione pensata per chi usa lo smartphone anche in luoghi affollati.
Le indiscrezioni circolate parlano di una soluzione utile in ufficio, in treno o in altri spazi pubblici, dove lo sguardo di chi è vicino può diventare un problema. L’idea richiama l’attenzione ottenuta da Samsung con la serie Galaxy S26, dove il filtro privacy è integrato nel pannello, ma Xiaomi avrebbe scelto una strada diversa: niente hardware dedicato, almeno per ora, ma una protezione affidata al software.
HyperOS 4 e Android 17: quando potrebbe arrivare la novità
La funzione potrebbe debuttare con HyperOS 4, la prossima versione del sistema di Xiaomi basata su Android 17. Per ora, va detto, l’azienda non ha annunciato date ufficiali e non ha confermato lo sviluppo. Le prime ricostruzioni indicano una possibile presentazione, o un primo rilascio, verso fine ottobre 2026, seguendo più o meno il calendario visto lo scorso anno. Una finestra credibile, ma ancora da prendere con cautela.
Il dettaglio più interessante è che Xiaomi sembrerebbe intenzionata a inserire il suo Privacy Display software direttamente nelle impostazioni di sistema, non come semplice app o funzione nascosta. “L’idea sarebbe renderla attivabile dalle impostazioni del display”, ha riferito una fonte citata nei rumor circolati nel settore mobile. Dettagli tecnici verificabili, però, al momento non ce ne sono. La funzione resta quindi in lavorazione.
Privacy via software: così Xiaomi proverebbe a oscurare lo schermo di lato
A differenza di Samsung, che sui Galaxy S26 ha scelto una soluzione legata al pannello, Xiaomi punterebbe su filtri digitali, regolazioni del contrasto e gestione della luminosità in base agli angoli di visione. In sostanza, lo schermo dovrebbe restare chiaro per chi guarda il telefono frontalmente e diventare più scuro, o comunque meno leggibile, per chi prova a sbirciare da un lato.
La sfida non è semplice. Un filtro software può cambiare immagine, tonalità e luce percepita, ma non può modificare fisicamente il comportamento del display come farebbe un rivestimento dedicato. Per chi usa lo smartphone in metropolitana, al bar o su un tavolo condiviso, una funzione del genere potrebbe comunque tornare utile. Non fermerebbe ogni sguardo indiscreto. Potrebbe però ridurre l’esposizione, almeno nelle intenzioni.
Il confronto con Samsung Galaxy S26: il nodo dei compromessi
Il paragone con Samsung Galaxy S26 sarà inevitabile. Il filtro hardware scelto dal marchio coreano ha mostrato vantaggi chiari, ma anche qualche limite. Nei test citati dalla stampa di settore sul Galaxy S26 Ultra, la protezione privacy avrebbe inciso sulla luminosità massima del display, con un pannello apparso leggermente più scuro rispetto al precedente S25 Ultra anche guardandolo frontalmente.
La soluzione di Xiaomi, se sarà davvero solo software, potrebbe avere due punti di forza: costi più bassi e possibilità di arrivare su più modelli tramite aggiornamento. Dall’altra parte, però, rischia di essere meno efficace nel nascondere lo schermo di lato e di modificare la resa visiva anche per chi sta usando il telefono. È il solito equilibrio tra comodità e prestazioni. Con l’avvicinarsi di HyperOS 4, si capirà se Xiaomi avrà trovato una formula convincente o soltanto un compromesso per inseguire Samsung.