C’è un dato che nelle ultime ore sta facendo discutere parecchio chi segue il mercato crypto da vicino.
E il messaggio che emerge non è dei più rassicuranti per il comparto altcoin, già in difficoltà dopo settimane di correzioni diffuse e volatilità crescente.
Secondo quanto sta accadendo su Polymarket, piattaforma diventata ormai un punto di riferimento per leggere il sentiment reale degli operatori, le probabilità di un crollo pesante delle altcoin entro la fine del 2026 sono aumentate in modo netto. Non si tratta di semplici opinioni pubblicate sui social o di previsioni tecniche basate sui grafici: qui gli utenti stanno letteralmente scommettendo denaro su quello che potrebbe succedere al mercato.
Il risultato è un quadro che, almeno per ora, continua a spingere verso il pessimismo.
Polymarket vede un possibile tracollo delle altcoin
Il dato che ha attirato più attenzione riguarda una previsione specifica: secondo gli utenti della piattaforma, esiste oltre il 70% di probabilità che la capitalizzazione totale delle altcoin possa scendere sotto i 150 miliardi di dollari entro la fine del 2026.
Per capire quanto sarebbe pesante uno scenario del genere basta confrontarlo con i numeri attuali. Oggi il valore complessivo delle altcoin oscilla intorno ai 740 miliardi di dollari. Questo significherebbe assistere a una perdita vicina all’80% rispetto ai livelli attuali, un dato che ricorda i momenti peggiori già vissuti dal settore durante i precedenti bear market.
Nelle ultime settimane il sentiment sembrava essersi leggermente stabilizzato. A inizio maggio le probabilità di questo scenario erano scese attorno al 55%, segnale che una parte del mercato stava tornando gradualmente più ottimista. Poi però è arrivata una nuova fase di vendita aggressiva che ha riportato rapidamente il pessimismo sopra quota 70%.
Bitcoin ed Ethereum resistono meglio, ma il clima resta pesante
La debolezza non riguarda solo le altcoin minori. Anche i grandi nomi stanno attraversando una fase delicata.
La capitalizzazione totale del mercato crypto, che aveva toccato il massimo storico oltre i 4 trilioni di dollari nell’autunno 2025, è scesa sensibilmente fino agli attuali 2,55 trilioni.
Anche Bitcoin ed Ethereum hanno corretto parecchio rispetto ai massimi, pur mostrando una tenuta leggermente migliore rispetto al resto del comparto. È soprattutto il mercato delle altcoin più speculative a soffrire in questa fase, complice un ritorno generale della paura e una minore propensione al rischio da parte degli investitori.
Il problema è che quando il mercato entra in modalità difensiva, i capitali tendono a concentrarsi sugli asset considerati più solidi, mentre i token minori vengono scaricati molto più rapidamente. Ed è esattamente ciò che sembra emergere dai dati delle ultime settimane.

Il breve termine continua a spaventare i trader(www.webnews.it)
Anche guardando alle prossime settimane, il quadro che emerge da Polymarket resta orientato verso nuove possibili discese.
Per molti utenti della piattaforma, Bitcoin potrebbe tornare a testare l’area dei 75.000 dollari nel breve periodo, mentre una parte del mercato non esclude nemmeno un ritorno verso quota 70.000.
Situazione complicata anche per Solana, che secondo molti trader rischia ulteriori ribassi, mentre su Binance Coin cresce la convinzione che il prezzo possa tornare a mettere sotto pressione i supporti più importanti. Su Ethereum il sentiment appare leggermente meno negativo, ma il mercato continua comunque a temere nuove oscillazioni verso il basso.
Tra le criptovalute osservate, quella che mostra il quadro più debole sembra essere Dogecoin, con aspettative rialziste ormai ridotte ai minimi.
Non tutte le crypto stanno reagendo allo stesso modo
Dentro questo clima pesante esistono comunque alcune eccezioni. Il caso che sta attirando maggiore attenzione è quello di Hyperliquid, una delle poche crypto che continua a mostrare segnali di forza relativi anche in un contesto così fragile.
Più equilibrata invece la situazione di XRP e Chainlink, dove il mercato appare ancora incerto sulla direzione futura. Non c’è un vero entusiasmo rialzista, ma nemmeno un collasso di fiducia come quello visto su altri token più speculativi.
Ed è proprio questa frammentazione a rendere il momento particolarmente complicato per chi investe nel settore crypto. Perché oggi non basta più seguire genericamente “il mercato”: ogni progetto sta iniziando a essere valutato in maniera molto più selettiva rispetto agli anni precedenti.
Il punto centrale resta uno: quando i mercati iniziano a scontare scenari così pesanti con probabilità elevate, anche chi non opera quotidianamente sulle crypto finisce inevitabilmente per guardare con più attenzione quello che sta succedendo. E nelle ultime ore il messaggio arrivato da Polymarket è stato tutto tranne che rassicurante.