Vorrei averlo saputo prima, il tecnico mi ha dato questo dispositivo tech da 10 euro e ho ridotto le bollette del 73%

Vorrei averlo saputo prima, il tecnico mi ha dato questo dispositivo tech da 10 euro e ho ridotto le bollette del 73%

Secondo stime dell’ENEA, il consumo in standby può arrivare fino al 10% della bolletta elettrica annua di una famiglia media, equivalente a 70-100 euro sprecati ogni anno.

Non per un guasto, non per un difetto dell’impianto. Per una spia rossa accesa sul televisore, un caricatore dimenticato nella presa, un microonde che mostra l’orario. Moltiplicato per ogni stanza, ogni dispositivo, ogni notte. 

Il problema non è tecnico. È che la maggior parte dei dispositivi moderni non si spegne davvero quando si preme il tasto: entra in standby, uno stato che mantiene attivi sensori, display e circuiti per rispondere più velocemente alla prossima accensione. Secondo l’ENEA, un singolo dispositivo in standby può assorbire da 1 a 4 watt ogni ora, per un consumo annuo evitabile compreso tra 8,7 e 35 kWh per apparecchio.

Il sistema che ti fa alleggerire la bolletta: costa 10 euro

I numeri diventano rilevanti quando si somma tutto. Un televisore lasciato in standby consuma circa 9 kWh all’anno. Il microonde — tra i peggiori — può arrivare a 31 kWh solo per mantenere il display dell’orologio. Un caricatore per smartphone lasciato nella presa può consumare fino a 7 kWh annui, mentre i climatizzatori in standby raggiungono mediamente i 12 kWh. Una famiglia con televisore, decoder, console, computer, microonde e qualche caricatore lasciato in giro può trovarsi con un conto invisibile che supera i 100 euro all’anno.

Il sistema che ti fa alleggerire la bolletta: costa 10 euro-Webnews.it

La soluzione è una ciabatta con interruttore. Costa tra i 7 e i 15 euro, si trova ovunque, e funziona con un principio elementare: un solo gesto stacca dalla corrente tutti i dispositivi collegati, azzerando il consumo a zero — non riducendolo, azzerandolo. La differenza rispetto al semplice “spegnimento” è totale: nessun circuito rimane alimentato, nessun LED, nessun sensore in attesa.

Il punto contro-intuitivo è che questo oggetto esiste da decenni, non richiede installazione, app, connessione wi-fi né configurazione di alcun tipo. Eppure la maggioranza delle famiglie italiane non lo usa. Le prese smart, che costano dieci volte tanto e promettono di fare la stessa cosa via smartphone, hanno molto più mercato.

Facendo i calcoli: se una famiglia riduce di 80 euro annui il consumo fantasma — stima conservativa per un appartamento medio — e spende 10 euro per due ciabatte con interruttore, il ritorno sull’investimento avviene entro sei settimane. Dal settimo mese in poi è risparmio netto.

Dal 9 maggio 2025 è entrato in vigore il Regolamento UE 2023/826, che impone ai produttori limiti più stringenti sui consumi in standby: massimo 0,5 watt per i dispositivi spenti, 0,8 watt per quelli in attesa. Entro il 2030, la Commissione Europea stima una riduzione del consumo di 32,5 TWh annui e un risparmio complessivo di 7 miliardi di euro nelle bollette europee. Ma il regolamento vale per i prodotti nuovi. Tutto quello che è già in casa — televisori, decoder, caricatori, stampanti — non è soggetto a questi limiti.

Una misurazione effettiva condotta su un set di dispositivi domestici comuni ha calcolato un consumo annuo da standby vicino a 686 kWh, equivalenti a circa 274 euro con le tariffe del 2024 — quasi il 30% del consumo medio annuo di una famiglia italiana stimato tra i 2.000 e i 2.200 kWh. Chi compra un elettrodomestico in classe A+ per risparmiare energia e poi lo lascia in standby 22 ore su 24 ottiene un risultato parziale che nessuna etichetta energetica misura.

La scelta del modello dipende dall’uso: per postazioni con computer o televisori che generano picchi di corrente, conviene orientarsi su ciabatte con protezione da sovraccarico e portata dichiarata di almeno 3.500 watt. Per i comodini con caricatori, bastano i modelli base.

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