Con il rilascio della versione Chrome 150, il browser eliminerà definitivamente il supporto a Manifest V2, la vecchia piattaforma utilizzata dalle estensioni. Per gli utenti che si affidavano a questa tecnologia, in particolare per gli ad blocker avanzati, non ci sarà più alcuna possibilità di aggirare la disabilitazione tramite flag sperimentali o caricamento manuale dei pacchetti.
Manifest V2 era una struttura che permetteva alle estensioni di monitorare ogni richiesta di rete in tempo reale e di bloccare o modificare i contenuti direttamente. La nuova piattaforma, Manifest V3, cambia radicalmente il funzionamento: il filtraggio viene gestito principalmente dal browser tramite declarativeNetRequest, con regole predefinite fornite dall’estensione. Questo approccio aumenta la sicurezza, riduce l’accesso ai dati sensibili e ottimizza l’utilizzo delle risorse del sistema.
Chi sarà colpito dalla fine di Manifest V2
Gli utenti più interessati da questa novità sono coloro che utilizzano ad blocker avanzati basati su Manifest V2, come alcune versioni complete di uBlock Origin. Con la transizione a Manifest V3, molte funzionalità avanzate spariscono: rimangono disponibili versioni “lite” o semplificate, ma la flessibilità e la capacità di filtraggio in tempo reale saranno ridotte.
Il blocco non è una novità assoluta: già Chrome 138 aveva disattivato Manifest V2 per tutti gli utenti, mentre Chrome 139 aveva eliminato la policy aziendale “ExtensionManifestV2Availability”. Alcuni utenti tecnicamente preparati erano riusciti a mantenere alcune estensioni attive grazie a flag sperimentali, ma con Chrome 150 anche questa possibilità viene definitivamente rimossa.

Chrome, per chi smette di funzionare a fine mese – Webnews.it
Per i sistemi che ancora utilizzano Manifest V2, ciò significa che le estensioni basate su questa tecnologia non funzioneranno più e che alcune operazioni quotidiane, come il blocco di pubblicità invasive o il controllo avanzato delle richieste di rete, saranno compromesse.
Il processo di eliminazione non si ferma con Chrome 150. Nella release Chrome 151, prevista per luglio, Google rimuoverà anche i restanti flag legati a Manifest V2, come “ExtensionManifestV2Unsupported” e “AllowLegacyMV2Extensions”. Dopo questo aggiornamento, il codice relativo a Manifest V2 non esisterà più nel sorgente del browser, rendendo impossibile qualsiasi aggiramento ufficiale.
Un’eccezione rimane per sviluppatori e utenti avanzati: tramite strumenti per sviluppatori sarà ancora possibile caricare manualmente estensioni V2, ma si tratta di un metodo non pratico per l’uso quotidiano.
La rimozione di Manifest V2 riguarda naturalmente anche altri browser basati su Chromium, come Microsoft Edge e Opera. Anche se teoricamente potrebbero continuare a supportare la piattaforma V2, fonti attendibili indicano che seguiranno la stessa strada di Chrome, puntando tutto sulla sicurezza e sulla gestione centralizzata delle estensioni.
Con la versione Chrome 150 molti utenti si troveranno improvvisamente impossibilitati a utilizzare estensioni avanzate basate su Manifest V2. Chi non effettua l’aggiornamento a strumenti compatibili con Manifest V3 perderà funzionalità chiave, in particolare nel filtraggio di contenuti e pubblicità. La transizione rappresenta un passo importante per la sicurezza e la gestione delle risorse, ma richiede agli utenti di aggiornare le proprie abitudini e le estensioni utilizzate. Gli utenti più esperti avranno ancora alcune alternative limitate, mentre per la maggior parte la soluzione definitiva sarà l’adozione di estensioni compatibili con Manifest V3.