A partire da luglio, le famiglie in possesso di questo lettore dovranno pagare una tassa aggiuntiva

Dal 1° luglio tenere accesa la televisione costa di più, e a pesare è il rincaro dell'energia, non una nuova imposta sui lettori DVD.
Dal 1° luglio tenere accesa la televisione costa di più, e a pesare è il rincaro dell'energia, non una nuova imposta sui lettori DVD.
A partire da luglio, le famiglie in possesso di questo lettore dovranno pagare una tassa aggiuntiva

Il regolatore Ofgem alza le tariffe di gas ed elettricità del 13%, e ogni apparecchio collegato al televisore entra nel conto.

Il dato di partenza è modesto e proprio per questo istruttivo. Prendendo un assorbimento medio di 100 W per le 4 ore e mezza di visione quotidiana, una famiglia spende circa 12 pence al giorno per guardare la TV, pari a 42,89 sterline l’anno. È la spesa del solo televisore. Non comprende set-top box, decoder Sky, soundbar, impianti surround, lettori DVD o Blu-ray e console di gioco, ciascuno dei quali aggiunge la propria quota al contatore. Il lettore DVD, in questo quadro, è una delle voci accessorie che gonfiano il consumo complessivo, non il bersaglio di un prelievo dedicato.

Perché da luglio ci saranno degli aumenti per le famiglie

A questa cifra va sommato il canone televisivo britannico, che segue una logica diversa dal consumo elettrico. La TV Licence serve per guardare qualsiasi programma in diretta o per accedere ai contenuti BBC, anche on demand su iPlayer, e il suo costo è salito quest’anno. Il dettaglio che colpisce è la sopravvivenza di una tariffa d’altri tempi: esiste ancora una licenza per i televisori in bianco e nero, molto più economica di quella a colori, e all’inizio del 2013 risultavano in vigore 13.202 licenze monocromatiche, segno di un parco apparecchi che il marketing dà per estinto e che invece resiste.

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Il consumo varia molto con l’età, e qui la statistica ribalta l’intuizione. Secondo il regolatore Ofcom la persona media nel Regno Unito guarda la TV 4 ore e 31 minuti al giorno, ma gli over 65 arrivano a sei ore mentre i giovani adulti si fermano a 53 minuti. Il rincaro energetico, quindi, colpisce in misura maggiore proprio le fasce anziane, le stesse che più spesso conservano gli apparecchi datati.

Per il lettore italiano il paragone utile è il canone Rai, che funziona su un principio opposto a quello britannico: non si paga per “guardare”, ma per il possesso di un apparecchio atto alla ricezione, e dal 2016 viene addebitato in bolletta elettrica. L’importo annuo è di 90 euro, contro le cifre nettamente superiori della licenza d’oltremanica. Sul fronte energia, la dinamica è simile su entrambi i lati: il costo di funzionamento di un televisore dipende dalla potenza dell’apparecchio e dalle ore d’uso, e cresce con ogni dispositivo collegato, dalla console alla soundbar.

I televisori, rispetto a elettrodomestici come asciugatrici e frigoriferi, consumano relativamente poco, e il vero moltiplicatore della bolletta è il numero di apparecchi accesi insieme in una casa.

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