Stellantis ferma la produzione a Poissy entro il 2028: fine dell’ultima fabbrica di assemblaggio dell’Île-de-France, 100 milioni per la riconversione.
L’annuncio è arrivato durante una riunione del Consiglio di fabbrica. Eric Haan, direttore dello stabilimento Stellantis di Poissy, ha confermato quello che nel settore si sospettava da mesi: entro la fine del 2028, le catene di montaggio cesseranno di sfornare automobili. Una notizia che i quotidiani francesi hanno accolto con prime pagine inequivocabili: “Poissy, simbolo del declino dell’industria dell’auto in Francia”, titolava Le Figaro. Non era nell’aria da ieri. Era nell’aria da anni. Ma adesso è ufficiale.
Una storia industriale iniziata nel 1938
Lo stabilimento di Poissy è attivo dal 1938, quando fu commissionato originariamente da Ford. Passò poi a Chrysler, poi a Peugeot, fino a finire nell’orbita Stellantis con la fusione del 2021 tra PSA e FCA. Al suo apice, intorno al 1976, impiegava 27.000 lavoratori e produceva oltre 500.000 veicoli l’anno. Oggi conta 1.925 dipendenti e nel 2025 ha prodotto circa 89.500 unità, quasi la metà rispetto alle 145.000 del 2023. Un tasso di utilizzo della capacità fermo al 58% — troppo basso per reggere il peso economico di una fabbrica automobilistica moderna. Senza l’assegnazione di un nuovo modello, la sorte era segnata.
I modelli attualmente assemblati a Poissy sono la DS3 e l’Opel Mokka, entrambi prossimi alla fine del ciclo produttivo: le stime indicano circa 68.000 unità nel 2026 e 65.000 nel 2027, con l’Opel Mokka destinata a concludere la produzione a dicembre 2028.
Non una chiusura, ma una trasformazione
Stellantis tiene a precisare con forza che Poissy non chiude: si trasforma. Il gruppo ha annunciato un investimento di oltre 100 milioni di euro per riconvertire il sito verso attività industriali diverse dall’assemblaggio di vetture. Il futuro dello stabilimento prevede una terza linea di presse per componenti stampati, nuovi reparti di verniciatura, un’area per l’assemblaggio motori, spazi dedicati allo smontaggio e al ricondizionamento di veicoli usati secondo i principi dell’economia circolare, e un centro per la stampa 3D di prototipi e parti di ricambio.
Sul fronte occupazionale la situazione resta delicata. Dagli attuali quasi 2.000 dipendenti, si scenderà a circa 1.000 posti entro il 2030. Un taglio significativo, ammortizzato in parte dall’età media dei lavoratori — 54-55 anni — che porterà molti di loro verso il pensionamento nei prossimi anni. Per chi rimarrà, Stellantis ha previsto programmi di riqualificazione professionale verso le nuove attività di stampaggio avanzato, verniciatura industriale e processi di rigenerazione.

Catena di montaggio Stellantis
Parigi senza fabbriche di auto: la mappa che si cancella
Poissy non è solo un’altra fabbrica che chiude: è l’ultima di una serie di impianti storici che hanno progressivamente abbandonato la regione parigina. Renault aveva chiuso Boulogne-Billancourt nel 1992, poi Flins nel 2024. PSA aveva fermato Aulnay-sous-Bois nel 2014. Dopo il 2028, non resterà più nulla nell’Île-de-France.
Il quadro d’insieme è sconfortante per l’industria automobilistica francese nel suo complesso. La produzione nazionale è crollata da 3,66 milioni di unità nel 2004 a 1,46 milioni nel 2024. Dal 2019 il settore ha perso 40.000 posti di lavoro e accumulato un deficit commerciale di 135 miliardi di euro, destinato a superare i 150 miliardi quest’anno. Stellantis mantiene altri quattro stabilimenti di assemblaggio in Francia: Mulhouse e Sochaux nell’Est, Rennes nell’Ovest, Hordain nel Nord per i veicoli commerciali.
Il nodo del costo del lavoro e la concorrenza globale
Il caso Poissy ha radici strutturali ben precise. Il costo orario del lavoro in Francia è di 32,50 euro, contro i 23 della Spagna e i 6-7 del Marocco, dove Stellantis sta investendo per costruire il suo primo stabilimento nel Nord Africa. Mantenere linee di assemblaggio di massa in Francia diventa progressivamente insostenibile, soprattutto quando i modelli prodotti non riescono a garantire volumi competitivi. La fabbrica che un tempo sfornava le Simca ordinate dall’Eliseo per il generale De Gaulle non si occuperà più di automobili. Stellantis investe 100 milioni per non abbandonarla del tutto: ma la storia industriale di Poissy, così come l’Europa la ha conosciuta nel Novecento, è finita.