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Zebpay, la principale piattaforma di scambio di Bitcoin in India, ha trasferito le sue attività a Malta dopo aver chiuso i battenti nel paese di origine il mese scorso. Il sito, che attualmente supporta 20 monete, continuerà a servire nazioni in tutta Europa, Italia compresa.
Il motivo del cambio di regione e di residenza è dovuto dal fatto che la compagnia non ha avuto altra scelta che lasciare l’India a seguito delle rigide normative emesse in aprile dall’istituto bancario centrale indiano, la Reserve Bank of India (RBI). Cinque mesi fa, la RBI ha convinto le banche a terminare ogni possibile accordo di collaborazione con piattaforme di gestione crittografica, per cause ancora poco chiare. Per questo, Zebpay ha disattivato i depositi e i prelievi della Rupia indiana e alla fine ha chiuso il suo servizio di scambio in tutto il paese a fine settembre.
Ciò ha portato alla perdita di circa tre milioni di investitori in India, che corrisponde a circa la metà del numero di investitori a livello nazionale. La risposta della società non si è fatta attendere e così ha trasferito denominazione e operazioni a Malta. Dal canto suo, quest’ultima è sempre benevola nell’accogliere imprese del genere, grazie a una regolamentazione trasparente e più chiara, che sa quanto sia importante semplificare i processi di integrazione delle criptovalute nelle attività quotidiane di aziende e cittadini.
Non è un caso se anche altre compagnie simile vorrebbero migrare il loro business verso l’Europa. Ad esempio, a marzo Binance ha confermato di voler spostare il traffico a Malta, dopo aver preso nota delle difficoltà crescenti in tutta l’Asia. Sarà interessante vedere come paesi più strutturati risponderanno a tali richieste “d’asilo”, con la speranza che i governi meno propensi all’apertura capiscano che dietro le monete digitali ci sono certamente rischi ma anche tanti vantaggi.
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