Non esiste un bonus computer nazionale nel 2026, eppure alcune Regioni hanno predisposto misure proprie, concrete, con bandi già aperti e fondi disponibili fino a esaurimento delle risorse.
In Lombardia, dal 16 gennaio 2026, è possibile richiedere contributi per l’acquisto di ausili e strumenti tecnologicamente avanzati per persone con disabilità o disturbi specifici dell’apprendimento (DSA). Il contributo copre il 70% della spesa ammissibile, con un massimo di 800 euro per personal computer da tavolo, portatile o tablet, comprensivi di software e periferiche. Se la famiglia possiede già un dispositivo e ha bisogno solo di software specialistico, il tetto scende a 600 euro.
Requisiti: residenza in Lombardia, ISEE non superiore a 30.000 euro, certificazione di disabilità o diagnosi DSA. Il bando non ha scadenza fissa: rimane aperto fino all’esaurimento delle risorse stanziate. È un dettaglio operativo che pesa quanto il contributo stesso: le domande vengono processate in ordine di presentazione, e i fondi si esauriscono. Chi conosce il bando e presenta domanda in gennaio parte avvantaggiato rispetto a chi lo scopre a ottobre.
Bonus Computer a livello locale: come averli
La stessa Regione ha attivato per l’anno scolastico 2026-27 la Dote Scuola – Materiale didattico, una misura diversa per categoria di beneficiari e per tipologia di contributo. Il contributo, a fondo perduto e fino a 500 euro per studente, copre l’acquisto di computer, notebook, tablet, monitor, stampanti e accessori per la didattica, ed è destinato a chi frequenta le scuole secondarie di primo e secondo grado o percorsi di formazione professionale.
Anche qui il limite ISEE è fissato a 30.000 euro, ma la logica è diversa: la domanda è un’autocertificazione, senza allegati, e il contributo arriva sotto forma di buono virtuale da spendere presso esercenti convenzionati entro il 31 gennaio 2027. La Regione si riserva controlli a campione.

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In Sicilia il meccanismo è strutturalmente differente. L’incentivo copre il 70% degli interessi sui finanziamenti contratti per l’acquisto di dispositivi tecnologici, ed è rivolto a nuclei familiari con ISEE fino a 30.000 euro per prestiti compresi tra 300 e 5.000 euro. Non si tratta di un contributo diretto sul prezzo, ma di un alleggerimento del costo del credito: chi non dispone della liquidità per acquistare un PC in contanti può rateizzare la spesa con un finanziamento, e la Regione riduce il peso degli interessi. La domanda si presenta tramite la piattaforma Irfis sul sito della Regione Siciliana.
Un aspetto controintuitivo dell’intero sistema: i lavoratori autonomi e i titolari di partita IVA sono esclusi da quasi tutti questi bandi, ma non da ogni forma di agevolazione. L’acquisto di un PC come bene strumentale per l’attività professionale è deducibile fiscalmente, e in certi regimi la deducibilità al 100% della spesa può valere più di un contributo regionale che copre il 70% di un massimale di 800 euro.
Per presentare domanda su qualunque portale regionale è necessario disporre di SPID o Carta d’Identità Elettronica. L’ISEE aggiornato al 2026 è indispensabile in tutti i casi: senza attestazione valida, la domanda non viene accettata.
I bandi regionali specificano anche i requisiti tecnici minimi dei dispositivi ammissibili, e in alcuni casi includono o escludono esplicitamente software o periferiche. Verificare cosa rientra nell’elenco delle spese ammissibili prima dell’acquisto evita il rischio di sostenere costi non rimborsabili. Alcune misure prevedono che la fattura venga emessa prima della domanda, altre accettano preventivi. I due casi non sono intercambiabili.
Il portale di accesso per la Lombardia è bandi.regione.lombardia.it. Per la Sicilia, il riferimento è il sito dell’Irfis. Altre regioni — tra cui Emilia-Romagna — attivano periodicamente misure simili legate a fondi PNRR o europei, con finestre temporali limitate che non sempre ricevono comunicazione adeguata.