Con le temperature che iniziano a salire molte famiglie stanno riaccendendo il condizionatore dopo mesi di inutilizzo. Ed è durante la prima accensione stagionale che si commettono gli errori che incidono maggiormente sui consumi estivi.
Il problema è che spesso si pensa che il climatizzatore consumi tanto “per forza”. In realtà, secondo le indicazioni dell’ENEA, gran parte degli sprechi dipende da impostazioni sbagliate e cattive abitudini domestiche.
Il primo errore che fa aumentare subito la bolletta
La situazione più comune è sempre la stessa: fuori fa caldo e il termostato viene abbassato immediatamente a 18 o 20 gradi.
Il condizionatore viene costretto a lavorare alla massima potenza per molte ore consecutive, senza raffreddare più velocemente l’ambiente.
Secondo l’ENEA, la temperatura ideale dovrebbe restare attorno ai 26-28°C, mantenendo una differenza limitata rispetto all’esterno. Basta infatti uno scarto di pochi gradi per ottenere comfort senza aumentare inutilmente i consumi.

Bollette dimezzate col trucco della prima accensione – Webnews.it
Ed è proprio qui che entra in gioco il trucco che sta facendo risparmiare molte famiglie: alzare il termostato anche solo di 2°C può ridurre i consumi del climatizzatore fino al 25%.
Prima ancora di avviare il condizionatore, andrebbero controllati i filtri. Dopo mesi di stop, all’interno dell’apparecchio si accumulano facilmente polvere, muffe e batteri.
Quando i filtri sono sporchi, il flusso d’aria peggiora e il climatizzatore consuma più energia per raffreddare gli ambienti.
La pulizia richiede pochi minuti: acqua tiepida, sapone neutro e una semplice spugna sono spesso sufficienti per ripristinare il corretto funzionamento del sistema.
Oltre al risparmio energetico, migliora anche la qualità dell’aria all’interno della casa.
Le finestre aperte fanno aumentare i consumi
Un altro errore molto diffuso riguarda l’esposizione al sole. Lasciare tapparelle o persiane aperte durante le ore più calde significa permettere al calore di accumularsi dentro casa per molte ore.
Quando si rientra, il condizionatore deve lavorare molto più a lungo per abbassare la temperatura interna.
Secondo le stime ENEA, schermare le finestre nelle ore centrali della giornata può garantire un ulteriore 25% di risparmio energetico.
Ed è proprio la combinazione di questi due accorgimenti — temperatura corretta e protezione dal sole — che può ridurre i consumi complessivi anche vicino al 50% rispetto a un utilizzo scorretto.
Molti si chiedono cosa convenga fare quando si esce di casa. La risposta dipende dalla durata dell’assenza.
Per periodi brevi, inferiori a circa un’ora, lasciare il condizionatore acceso a una temperatura leggermente più alta può evitare il picco di consumi necessario per raffreddare di nuovo ambienti ormai surriscaldati.
Se invece si resta fuori più a lungo, conviene spegnere completamente il dispositivo.
Il punto è che oggi il risparmio non dipende soltanto dalla classe energetica dell’apparecchio. Molto spesso sono proprio le impostazioni iniziali e le abitudini quotidiane a fare la vera differenza sulla bolletta estiva.