Ferrari Luce, la prima elettrica del Cavallino ridisegna il lusso secondo Jony Ive

Ferrari Luce, la prima elettrica del Cavallino ridisegna il lusso secondo Jony Ive

Ferrari ha mostrato il 25 maggio 2026 la Luce, la prima auto elettrica del Cavallino, nata con il contributo stilistico di LoveFrom, lo studio fondato da Jony Ive.

È un passaggio pesante per Maranello: una Ferrari a cinque posti e quattro porte, pensata per tenere insieme lusso, prestazioni e una clientela più larga. Ma è anche un modello che prende le distanze dall’immagine più classica del marchio: niente motore termico, proporzioni diverse, abitacolo più arioso e un linguaggio stilistico tutto nuovo.

Ferrari Luce, debutta l’elettrica a cinque posti firmata LoveFrom

La Ferrari Luce non nasce come una sportiva tradizionale. Per dimensioni e impostazione si avvicina di più a una vettura alta, comoda, spaziosa. Ha quattro porte e cinque posti, una formula finora mai vista su un modello con il Cavallino rampante sul cofano. La Purosangue aveva già portato Ferrari nel mondo delle quattro porte, ma qui Maranello va oltre: la seconda fila è più vivibile e l’accesso posteriore passa da porte incernierate al contrario, le cosiddette “suicide doors”, con chiusura elettrica tramite pulsante.

Il progetto porta la firma di LoveFrom, la società di design fondata nel 2019 da Jony Ive, volto chiave della storia recente di Apple, insieme a Marc Newson. Per Ive è il primo progetto automobilistico completo arrivato su una Ferrari di produzione; per Newson è un ritorno a un terreno già battuto con la concept Ford 021C del 1999. Le somiglianze non sono dirette, ma certe scelte, a partire dall’apertura delle porte, richiamano quell’idea di oggetto mobile più che di semplice automobile.

Il risultato, almeno dalle prime immagini e dalle impressioni raccolte attorno al prototipo, sembra fatto apposta per dividere. La Luce parla anche a chi non si riconosce nella Ferrari più classica: coupé basse, motori urlanti, abitacoli stretti. Enrico Galliera, Chief Marketing and Commercial Officer di Ferrari, ha parlato della possibilità di “allargare la comunità Ferrari”. Poche parole, ma il messaggio è chiaro: Maranello cerca nuovi clienti, senza dichiarare guerra a quelli storici.

Quattro motori e 1.035 cavalli: la Ferrari elettrica punta sulle prestazioni

Sotto la carrozzeria, la Ferrari Luce elettrica resta fedele a ciò che il marchio conosce meglio: andare forte e controllare tutto con precisione. La spinta arriva da quattro motori elettrici, uno per ruota, per una potenza complessiva dichiarata di 1.035 cavalli. Non è solo una cifra da scheda tecnica. Con un motore su ciascuna ruota, la coppia può essere dosata in modo molto fine: più spinta sulle ruote esterne in curva, correzioni immediate quando l’aderenza cala, reazioni più rapide.

Ferrari Luce

Ferrari Luce (screenshot Instagram @cardesign.es)- Webnews.it

Ferrari ha aggiunto anche la sterzata integrale e una versione evoluta delle sospensioni attive, con ammortizzatori elettrici capaci di cambiare rigidezza e altezza da terra. In autostrada, secondo i dati diffusi, la vettura può abbassarsi di 10 millimetri per guadagnare stabilità ed efficienza aerodinamica. La velocità massima indicata è di 193 miglia orarie, circa 310 km/h. A coordinare il tutto c’è una nuova Vehicle Control Unit, la VCU, che secondo Ferrari controlla fondo stradale, risposta dei motori e comportamento delle quattro ruote ogni 5 millisecondi.

È qui che la Luce prova a trasformare peso e complessità di una elettrica di lusso in un vantaggio nella guida. La batteria, montata in basso con schema “skateboard”, ha una capacità lorda di 122 kWh. La ricarica arriva fino a 350 kW, mentre l’autonomia dichiarata è di 329 miglia nel ciclo europeo WLTP, pari a circa 529 chilometri. Su cicli più severi, come l’EPA statunitense, il dato potrebbe essere più basso.

Dentro la nuova ammiraglia: identità Ferrari, suono elettrico e prezzo da 550 mila euro

La partita più delicata, per Ferrari, non è soltanto tecnica. È una questione di identità. Gli interni della Ferrari Luce, già mostrati separatamente, puntano su comandi fisici dal disegno insolito, manopole e quadranti che cercano un punto d’incontro tra artigianalità e tecnologia. Nel prototipo alcune funzioni software non erano ancora attive, dai programmi di guida alla ventilazione dei sedili. Materiali e assemblaggi, però, sono stati descritti come più vicini a un prodotto finito che a una semplice show car.

Il cuoio, la posizione di guida e l’insieme dell’abitacolo rendono meno fredda l’impressione che gli interni potevano dare visti da soli. Poi c’è il nodo del suono Ferrari nell’era elettrica. La Luce, almeno secondo quanto comunicato, non usa una traccia sintetica pensata per imitare un motore a combustione. Ferrari ha scelto un sistema con una sorta di pickup acustico sull’asse posteriore, capace di leggere le vibrazioni dei motori elettrici e amplificarle. L’idea, spiegata dalla casa con il paragone di un amplificatore per chitarra elettrica, è creare una nota riconoscibile senza fingere di essere un V8 o un V12.

Il prezzo conferma il ruolo da nuova ammiraglia. In Italia la Ferrari Luce partirà da 550.000 euro, sopra la Purosangue e tra i modelli più costosi della gamma. Il listino statunitense non è stato ancora comunicato. Resta da capire come guiderà davvero, lontano dai saloni e dai prototipi. Per ora la Luce racconta una Ferrari diversa: elettrica, più grande, più silenziosa, ma ancora costruita attorno all’idea che il lusso debba muoversi veloce.

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