La città italiana con più bocciati all'esame della patente

La città italiana con più bocciati all'esame della patente

Qual è la città italiana con più bocciati all’esame della patente? In pochi conoscono questo amaro dettaglio che riguarda un luogo in particolare.

Compiere diciotto anni segna da sempre un passaggio simbolico, un momento che in Italia coincide quasi automaticamente con l’idea di libertà legata alla patente. Ma dietro questa aspettativa, spesso, si nasconde una realtà meno celebrata: l’esame di guida resta uno dei primi veri ostacoli per migliaia di giovani, con numeri che raccontano un sistema selettivo e, soprattutto, disomogeneo sul territorio. 

Dove si boccia di più all’esame della patente in Italia 

A delineare con precisione la situazione è il dossier del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, intitolato “Esiti Esami 2025”, che fotografa in modo dettagliato l’andamento delle prove per il conseguimento della patente. Il dato complessivo parla chiaro: oltre 2,3 milioni di esami sostenuti nel corso dell’anno, tra teoria e pratica, con un totale di 618.208 candidati respinti.

Il tasso di bocciatura si attesta al 26,71%, un valore che, letto in maniera superficiale, potrebbe sembrare contenuto. In realtà, dietro questa media si nasconde una distribuzione molto più articolata, fatta di differenze territoriali marcate e, soprattutto, di uno squilibrio evidente tra le due prove. 

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, non è la guida a rappresentare il principale scoglio, ma la prova teorica. I numeri sono eloquenti: su 1.195.866 esami teorici, i promossi sono stati 740.936, mentre i bocciati hanno raggiunto quota 454.930. In termini percentuali, significa che quasi quattro candidati su dieci non superano il primo step. 

Alla prova pratica, invece, il quadro cambia radicalmente. Su oltre 1,1 milioni di esami di guida, i bocciati sono stati 163.278, con un tasso di respinti che si ferma al 14,60%. Il dato suggerisce una realtà ben precisa: la selezione avviene prima ancora di salire al volante, e riguarda soprattutto la preparazione teorica. 

Le differenze tra province: un’Italia a più velocità 

Entrando nel dettaglio territoriale, emergono disparità significative. Non esiste un’unica Italia della patente, ma una mappa frammentata in cui alcune province registrano percentuali di bocciatura sensibilmente più elevate rispetto ad altre. 

Per quanto riguarda la teoria, il dato più critico si registra a Grosseto, dove quasi un candidato su due non supera l’esame. Seguono Savona, Bolzano e Massa Carrara, tutte con percentuali che si avvicinano o superano il 45%. Numeri che indicano una difficoltà diffusa e, probabilmente, legata a fattori locali come l’organizzazione delle autoscuole, la preparazione media dei candidati o le modalità di valutazione.

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La città con più bocciati all’esame della patente – Webnews.it

Sul fronte della pratica, invece, è Sassari a segnare il record negativo. Qui oltre un terzo dei candidati viene respinto, con un tasso del 36,32%. Un dato che si distingue nettamente dalla media nazionale e che trova riscontro anche in altre realtà come Cagliari e Ravenna. 

Sassari, la provincia dove l’esame è più difficile 

Quando si combinano i dati di teoria e pratica, emerge un quadro ancora più definito. Sassari si conferma la provincia con il più alto tasso complessivo di bocciature in Italia, con il 39,77% dei candidati respinti. 

Il numero assoluto è significativo: 6.835 bocciati su 17.187 prove. Un dato che non rappresenta un caso isolato, ma si inserisce in una tendenza più ampia che vede diverse province con percentuali elevate, tra cui Cagliari, Ravenna, Savona e Piacenza. 

Questi numeri raccontano una realtà in cui ottenere la patente non è un percorso uniforme, ma dipende anche dal contesto in cui si sostiene l’esame. In alcune aree, la difficoltà appare strutturale e costante nel tempo. 

Oltre i numeri: cosa significa davvero essere bocciati 

Al di là delle statistiche, il dato più interessante riguarda il significato di questi numeri. La bocciatura all’esame della patente rappresenta spesso uno dei primi confronti concreti con un sistema di valutazione rigido, che non lascia spazio a interpretazioni. 

Per molti giovani, si tratta di un passaggio che segna un cambiamento nel rapporto con le responsabilità. Non è solo una questione di guida, ma di approccio alle regole, capacità di preparazione e gestione dell’errore. 

Il dossier del Ministero, in questo senso, non fotografa soltanto una graduatoria di province più o meno virtuose, ma restituisce l’immagine di un Paese in cui la patente continua a essere un traguardo selettivo, capace di mettere alla prova competenze teoriche e pratiche in modo molto diverso tra loro. 

E mentre per alcuni il percorso si conclude al primo tentativo, per altri resta un passaggio più complesso, che richiede tempo, studio e una buona dose di resilienza. 

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