Google cambia il prezzo dell’AI: Gemini diventa più potente, ma anche più diviso

Google cambia il prezzo dell’AI: Gemini diventa più potente, ma anche più diviso

Google sta trasformando Gemini in una piattaforma AI sempre più potente, ma anche più legata al tipo di abbonamento scelto.

Dopo la Google I/O 2026, il punto non è solo quante novità arriveranno, ma chi potrà usarle davvero e con quali limiti. Gemini entra in Search, Workspace, strumenti creativi e agenti personali, però l’esperienza completa sarà sempre più divisa tra piano gratuito, AI Plus, AI Pro e AI Ultra.

Il piano gratis resterà utile per provare Gemini e fare richieste semplici, ma le funzioni più avanzate finiranno nei piani a pagamento. In Italia, Google AI Plus parte da 7,99 euro al mese, mentre AI Pro costa 21,99 euro al mese. AI Ultra sale molto più in alto: la pagina Gemini in italiano mostra una fascia da 99,99 euro al mese e una da 219,99 euro al mese, con limiti più ampi rispetto al piano Pro.

Quanto costano i piani Google AI

Google AI Plus è il primo livello a pagamento. Include 200 GB di spazio cloud e offre più accesso alla Gemini app, a NotebookLM, a Gemini nelle app Google e agli strumenti creativi come Flow. È il piano per chi vuole qualcosa in più rispetto alla versione gratuita, senza entrare in un uso professionale o molto intenso dell’AI.

Google AI Pro è la fascia più centrale. Con 21,99 euro al mese, porta lo spazio cloud a 5 TB e offre limiti più alti, accesso più ampio ai modelli avanzati, funzioni AI dentro Gmail, Docs, Vids e altri servizi Google. È il piano che guarda a chi usa Gemini con continuità per lavoro, studio, ricerca, contenuti e produttività.

Google AI Ultra è invece il livello pensato per chi vuole il massimo accesso. La fascia da 99,99 euro al mese promette limiti 5 volte superiori rispetto ad AI Pro, mentre quella da 219,99 euro arriva fino a 20 volte. Qui rientrano funzioni più avanzate, accesso anticipato, Gemini Spark, Deep Think, più crediti per Flow e molto più spazio cloud.

Il vero nodo sono i limiti di utilizzo

La novità più delicata riguarda il passaggio verso un modello basato sul consumo effettivo. Una richiesta testuale semplice pesa meno di un prompt complesso, di una generazione video, di attività con agenti personali o di operazioni creative pesanti. È una logica comprensibile, perché non tutte le funzioni AI hanno lo stesso costo, ma per l’utente può diventare meno immediato capire quanto sta consumando davvero.

Due persone con lo stesso abbonamento potrebbero quindi avere esperienze diverse. Chi usa Gemini per domande leggere durerà di più, mentre chi lavora con video, automazioni e prompt lunghi raggiungerà prima i limiti. Il prezzo, da solo, non basta più: conterà anche il tipo di attività che si chiede all’AI.

La Google I/O 2026 ha mostrato un’AI molto più integrata, ma anche più selettiva. Il piano gratuito resta una porta d’ingresso, mentre AI Plus, Pro e Ultra definiranno quanto lontano si potrà andare con Gemini. Per l’utente comune, la domanda non sarà più solo quale chatbot usare, ma quanto vale pagare per avere funzioni davvero utili ogni giorno.

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