Hai notato quel segnale sulla tua TV? Fanno uno screenshot ogni 15 secondi, la funzione si può disattivare

Hai notato quel segnale sulla tua TV? Fanno uno screenshot ogni 15 secondi, la funzione si può disattivare

LG trasmette un’impronta digitale dello schermo ogni 15 secondi. Samsung ogni 60 secondi.

Lo fa anche quando il televisore viene usato come monitor esterno per un laptop o una console. Non si tratta di una vulnerabilità scoperta dai ricercatori: è una funzione integrata, attiva per impostazione predefinita, che si chiama ACR — Automatic Content Recognition. 

La tecnologia cattura fotogrammi dello schermo fino a quattro volte al minuto, costruisce un’impronta digitale di ciò che viene visualizzato e la confronta con database di contenuti ospitati su server remoti per identificare con precisione cosa sta guardando l’utente, per quanto tempo e a che ora. Il meccanismo è lo stesso di Shazam applicato all’immagine: non serve che il contenuto abbia un identificativo interno, basta il pixel pattern del fotogramma.

Screenshot ogni 15 secondi: perché le TV lo fanno

L’ACR raccoglie dati anche da YouTube, da flussi video di telecamere di sicurezza, da contenuti trasmessi via Apple AirPlay o Google Cast, e da qualsiasi dispositivo connesso via HDMI — inclusi i computer portatili. Il punto che sfugge ai più è che questa raccolta non si limita ai contenuti in streaming: tutto ciò che appare sullo schermo, indipendentemente dalla fonte, viene campionato.

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Uno studio peer-reviewed pubblicato nel novembre 2024 da ricercatori dell’Università UC Davis, dell’University College London e dell’Universidad Carlos III di Madrid ha catturato e analizzato tutto il traffico di rete generato da televisori Samsung e LG appena usciti dalla confezione. I numeri erano netti: la trasmissione dei dati non si fermava al cambio di sorgente, non si fermava all’ingresso HDMI, non si fermava quando il televisore veniva usato come schermo passivo. La raccolta è agnostica rispetto all’uso che l’utente fa del dispositivo.

Sul fronte legale, il procuratore generale del Texas ha citato in giudizio nel dicembre 2025 cinque dei principali produttori — Samsung, LG, Sony, Hisense e TCL — contestando che i meccanismi di consenso fossero nascosti, vaghi e fuorvianti. Il 26 febbraio 2026 Samsung ha raggiunto un accordo, impegnandosi a non raccogliere dati ACR senza consenso esplicito e a riscrivere le schermate di consenso in modo chiaro e visibile. Sony, LG, Hisense e TCL stanno ancora combattendo in tribunale.

LG ha dichiarato nel 2024 ricavi pubblicitari per circa 700 milioni di dollari. Vizio, nel 2023, ha superato con i soli ricavi da dati e pubblicità quelli derivanti dalla vendita degli apparecchi. È questo il modello: il televisore è il canale di acquisizione, i dati di visione sono il prodotto. Il prezzo di vendita dell’hardware è compresso anche perché il margine viene recuperato successivamente, sull’utente già in casa. 

Un dettaglio che la maggior parte delle guide trascura: l’ACR è in grado di raccogliere dati anche quando il televisore è offline, e di trasmetterli al produttore non appena il dispositivo si riconnette a internet — inclusa la connessione necessaria per gli aggiornamenti del firmware. Disconnettere il televisore dalla rete non è quindi una soluzione definitiva, solo un rinvio.

La disattivazione è possibile su tutti i principali brand, anche se i percorsi nei menu variano. Su Samsung: Impostazioni → Supporto → Termini e Privacy → Scelte sulla privacy → disattivare “Servizi di informazioni di visualizzazione”. Su LG: Impostazioni → Tutte le impostazioni → Generale → Sistema → Impostazioni aggiuntive → Live Plus → OFF. Su Vizio: Menu → Sistema → Reset e Amministrazione → Dati di visualizzazione → OFF. Per Sony, la funzione viene gestita tramite Samba TV, un fornitore ACR di terze parti: Impostazioni → Preferenze dispositivo → Samba Interactive TV → OFF.

Il problema strutturale, però, rimane: il Texas ha scoperto che gli utenti non possono in realtà bloccare del tutto la raccolta ACR — possono solo limitare come i dati vengono utilizzati. La sorveglianza continua indipendentemente dalle preferenze impostate.

Il Kentucky è diventato il primo Stato americano a legiferare specificamente sull’ACR, con un voto alla Camera di 92 a 0. In Europa, il GDPR offre agli utenti il diritto di richiedere ai produttori i dati raccolti sul proprio apparecchio — ma secondo i ricercatori dell’UCL, le risposte a queste richieste restituiscono significativamente meno dati di quelli effettivamente trasmessi.

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