Il marchio, noto soprattutto per hosting, cloud e servizi digitali, entra così in un mercato già affollato, dove contano prezzo, facilità d’uso, chiarezza e funzioni. La prima prova lascia un’impressione abbastanza netta: HakunaVPN punta tutto sulla semplicità. Forse anche rinunciando, almeno per ora, a qualche opzione cara agli utenti più esperti.
Installazione su smartphone: l’account è separato da quello Aruba
Il primo passaggio è rapido. HakunaVPN si scarica dagli store, con app per Android e iOS, e dopo l’installazione chiede le autorizzazioni necessarie per attivare la VPN sul telefono. Pochi tocchi, qualche schermata introduttiva, poi si arriva alla registrazione. Qui spunta un dettaglio non secondario: serve un account dedicato, diverso da quello usato eventualmente per altri servizi Aruba, come hosting o cloud. Una scelta che può sorprendere chi è già cliente, ma che tiene il nuovo servizio ben separato dal resto dell’offerta.
Dopo il login, l’app propone la prova gratuita di 90 giorni. Per attivarla bisogna inserire un metodo di pagamento, passaggio ormai frequente nei servizi in abbonamento, anche se non sempre accolto con entusiasmo. Aruba precisa che il rinnovo può essere annullato prima della scadenza, così da evitare addebiti alla fine del periodo promozionale. Nel complesso, l’avvio è veloce. Niente menu complicati, niente configurazioni manuali. Si entra, ci si registra e si parte.
Prima connessione: regioni, annunci e tracker sotto controllo
Alla prima apertura, l’app mostra un messaggio molto chiaro: “Non sei ancora protetto”. Basta premere “Connetti ora” per attivare la VPN e far passare il traffico internet attraverso i server del servizio, con i dati cifrati. Nella prova, la connessione parte in pochi istanti e senza passaggi tecnici visibili. È un’impostazione pensata per chi non vuole sentir parlare di protocolli, porte o indirizzi IP, ma vuole semplicemente navigare con meno rischi fuori casa, magari collegandosi al Wi-Fi di un hotel, di una stazione o di un bar.
La scelta della posizione, però, non avviene per singolo Paese. Almeno per ora, HakunaVPN permette di selezionare macroaree come Nord America, Sud America, Asia Pacifico, Medio Oriente, Africa, Oceania, Europa settentrionale ed Europa meridionale. È una soluzione semplice, ma meno precisa rispetto a molte VPN concorrenti, dove si può scegliere ad esempio Francia, Germania, Stati Uniti o Regno Unito. Nell’app c’è anche un pulsante per il blocco di annunci e tracker, pensato per ridurre pubblicità invasive e tracciamenti durante la navigazione. Una funzione utile, se si dimostrerà efficace nell’uso di tutti i giorni. Servirà provarla più a lungo, e su siti diversi.
Protocolli automatici, split tunneling e promessa no-log
Nelle impostazioni, HakunaVPN offre poche opzioni, ma non banali. La più immediata è la scelta automatica del protocollo VPN: in pratica, l’app decide quale usare in base alla rete e al dispositivo. Chi vuole mettere mano alle impostazioni può passare alla selezione manuale, anche se la modalità automatica sembra la strada più naturale per il pubblico a cui il servizio si rivolge. C’è poi lo split tunneling, che permette di escludere alcune app dal traffico protetto dalla VPN. Significa, ad esempio, lasciare che un’app bancaria, un servizio di streaming o un gioco online usino la connessione normale, mentre il resto passa dal tunnel cifrato.
Aruba dichiara anche una policy no-log, cioè l’impegno a non conservare né condividere i dati di navigazione degli utenti, e richiama il rispetto degli standard europei sul trattamento dei dati. È un punto decisivo per qualunque VPN, perché la fiducia non nasce solo da un’app ordinata e facile da usare. Serve sapere che cosa viene raccolto, per quanto tempo e per quali scopi. Nell’app è presente una sezione Profilo, con informazioni sull’account e sui consensi forniti, mentre per l’assistenza è prevista una chat live. Durante il primo utilizzo non sono emersi rallentamenti evidenti nella navigazione né consumi anomali della batteria, due aspetti che nell’uso da smartphone possono fare la differenza.
Prezzi e prova di 90 giorni: cosa convince e cosa manca
Il lancio di HakunaVPN ruota anche attorno alla promozione iniziale: 90 giorni gratuiti, senza obbligo di rinnovo se si annulla prima della scadenza. Dopo la prova, Aruba propone due piani. Il pacchetto “Per te”, valido fino a 3 dispositivi, costa 3,83 euro al mese con rinnovo mensile oppure 2,12 euro al mese con fatturazione annuale. Il piano “Per la famiglia”, pensato per un massimo di 10 dispositivi, costa invece 9,49 euro al mese oppure 7,49 euro al mese con pagamento annuale. Prezzi aggressivi, soprattutto per chi cerca una VPN essenziale e non vuole arrivare alle cifre di alcuni servizi premium.
Restano però alcuni limiti. Il primo è l’assenza, al momento, di un client desktop per usare HakunaVPN su computer Windows o macOS. Il secondo riguarda la posizione: poter scegliere solo una regione, e non un Paese preciso, riduce il controllo sull’indirizzo IP assegnato. Per molti utenti non sarà un problema, soprattutto se l’obiettivo è proteggere la connessione in mobilità. Per altri, invece, può pesare. La sensazione finale è che Aruba abbia costruito una VPN pensata per essere capita subito, senza istruzioni e senza tecnicismi. Una base solida e semplice. Ora dovrà crescere nelle funzioni, se vuole giocarsela anche con i nomi più maturi del settore.