HP ha presentato il 25 marzo 2026, durante Imagine 2026, le nuove LaserJet Pro 4000/4100 e LaserJet Enterprise 5000/6000. L’obiettivo è portare nelle aziende, dalle PMI ai grandi gruppi, una protezione quantum-resistant contro rischi sempre più concreti per le stampanti collegate alle reti aziendali. L’annuncio rientra nel rinnovo della gamma LaserJet e tocca più fronti: sicurezza dei dispositivi, stampa, scansione, funzioni di intelligenza artificiale, controllo centralizzato e costi operativi che HP promette più bassi.
Stampanti, l’endpoint dimenticato che pesa sulla cybersecurity aziendale
Per anni le stampanti aziendali sono rimaste in secondo piano nelle strategie di cybersecurity. Più periferiche di servizio che veri punti di accesso alla rete. Eppure da lì passano ogni giorno contratti, buste paga, documenti sanitari, pratiche fiscali, file riservati. Materiale sensibile, spesso gestito da dispositivi meno controllati rispetto a notebook, server o smartphone.
HP batte proprio su questo punto: la stampante è un endpoint a tutti gli effetti e può diventare una porta d’ingresso per chi vuole muoversi dentro la rete aziendale. Sullo sfondo c’è anche il tema dei computer quantistici, che in futuro potrebbero mettere in crisi alcuni sistemi crittografici oggi molto usati. Secondo una stima del Global Risk Institute citata da HP, la probabilità di attacchi basati su tecnologie quantistiche entro il 2034 è indicata al 34%. Non significa che il rischio sia dietro l’angolo. Ma spiega perché molti produttori si stiano già preparando alla crittografia post-quantum.
LaserJet Pro 4000/4100, sicurezza post-quantum anche per le PMI
La nuova HP LaserJet Pro 4000/4100 viene presentata dall’azienda come la prima stampante per piccole e medie imprese con protezione quantum-resistant integrata di serie. La linea include crittografia post-quantum sul BIOS, firma digitale, controlli sull’integrità del firmware e funzioni di ripristino automatico in caso di manomissione o compromissione del software di base. Per molte aziende non è un dettaglio: uffici da dieci o venti persone, supporto IT affidato a un consulente esterno o a un responsabile interno che segue anche altro.
HP aggiunge anche toner chip e packaging antimanomissione, pensati per rendere più sicura la catena di fornitura e ridurre il rischio di componenti alterati. Il controllo della flotta può passare da HP Security Manager e dalla Workforce Experience Platform, strumenti che permettono di verificare impostazioni, policy e stato dei dispositivi da una sola console. In sostanza, funzioni che fino a poco tempo fa erano tipiche delle grandi organizzazioni arrivano anche sulle macchine per uffici più piccoli. “L’obiettivo è semplificare la sicurezza senza chiedere alle PMI competenze da reparto enterprise”, ha spiegato HP nella presentazione della gamma.
LaserJet Enterprise 5000/6000, HP Wolf contro zero-day e dati sensibili
La serie LaserJet Enterprise 5000/6000 guarda invece alle organizzazioni più grandi, con parchi stampanti distribuiti tra sedi, reparti e ambienti regolati. Qui entra in campo HP Wolf Enterprise Security, la piattaforma di protezione del produttore. Secondo HP, può ridurre il rischio di attacco fino all’80% rispetto a dispositivi concorrenti della stessa classe. È una valutazione fornita dall’azienda e va letta dentro i suoi criteri di confronto, ma dice chiaramente dove va il prodotto.
La linea integra rilevamento delle minacce zero-day durante l’esecuzione del codice in memoria, isolamento dei processi sospetti e ripristino automatico dopo un attacco. Anche qui è presente la crittografia quantum-resistant, estesa ai livelli più delicati del sistema. Tra le novità più pratiche per uffici legali, banche, assicurazioni e pubbliche amministrazioni c’è l’Automated Guided Redaction: il sistema riconosce e rimuove automaticamente informazioni sensibili dai documenti, come dati personali o dettagli finanziari. Meno passaggi manuali. Meno errori. La promessa è aiutare la compliance senza appesantire il lavoro dell’IT o degli utenti finali.
IA, TerraJet e nuovi workflow: cosa cambia per produttività, costi e disponibilità
La sicurezza non è l’unico punto del rinnovo. Sulle nuove LaserJet, HP introduce funzioni di intelligenza artificiale per rendere più rapidi stampa, scansione e archiviazione. Sulla linea Pro, HP AI può migliorare la formattazione dei documenti, automatizzare i nomi dei file e rendere più semplice la condivisione. Lo Smart Print Hub riduce i passaggi di configurazione e gestione, con un’impostazione pensata per aziende senza un reparto tecnico dedicato.
HP dichiara inoltre costi di stampa inferiori fino al 25% rispetto alla generazione precedente grazie alla tecnologia TerraJet Toner, sviluppata anche per ridurre consumi energetici e volume delle cartucce. Sulla linea Enterprise, le funzioni diventano più spinte: HP Scan AI Enhanced con OCR editabile trasforma documenti cartacei in file ricercabili e modificabili, con una riduzione dei tempi di elaborazione dichiarata fino al 50%. Con un abbonamento HP Workpath, le multifunzione possono accedere a Microsoft 365 Copilot dal pannello di controllo, per riassumere, tradurre e organizzare documenti nel cloud.
Sul fronte hardware, HP indica scansione fino a 200 immagini al minuto, stampa fino a 57 pagine al minuto, firmware HP FutureSmart aggiornabile e il 90% dei componenti sostituibili in meno di otto minuti. La LaserJet Pro 4000/4100 sarà disponibile da maggio 2026; la LaserJet Enterprise 5000/6000 è già ordinabile su base contrattuale da marzo, con distribuzione più ampia prevista da giugno. Entrambe le linee avranno garanzia triennale.