Il progetto è stato annunciato a marzo 2026 da una coalizione di oltre dodici organizzazioni tecnologiche europee, tra cui le tedesche Nextcloud e IONOS, più Eurostack, XWiki, OpenProject e l’olandese Office.eu. Al debutto offre un elaboratore di testi, un foglio di calcolo e un programma per presentazioni, con un editor PDF tra i componenti; tutte applicazioni che funzionano nel browser e permettono la modifica collaborativa dei documenti. Supporta i formati Microsoft — DOCX, PPTX, XLSX — e quelli aperti ODF, così da aprire e modificare file prodotti con altre suite.
Qui sta il dettaglio meno comodo per la narrazione sull’indipendenza europea. Euro-Office è un fork di OnlyOffice, software di origine russa, e gli sviluppatori tengono a precisare che non c’è alcuna collaborazione con OnlyOffice, sostenendo che i problemi di licenza emersi in precedenza sono stati risolti. La rincorsa al rilascio, ammettono le cronache, non è stata priva di conflitti. Un progetto-bandiera della sovranità digitale costruito su una base di codice non europea: la contraddizione è dichiarata, non nascosta.
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La spinta è dichiaratamente geopolitica. Secondo stime citate dai promotori, l’Europa paga ogni anno circa 265 miliardi di euro per servizi cloud e software statunitensi, ed è questa dipendenza che il progetto vuole intaccare. Nextcloud, attraverso il programma “Sovereignty 2030”, ha annunciato investimenti per oltre 250 milioni di euro fino al 2030; ad aprile, insieme a IONOS, ha avviato l’assunzione di un team dedicato.

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Al lancio Euro-Office sarà disponibile come integrazione dentro ambienti come Nextcloud Hub, IONOS Managed Nextcloud e Office.eu, dove comparirà come opzione paritaria accanto alla suite esistente basata su Collabora. Chi non usa quei servizi dovrà attendere le versioni desktop e mobili, previste più avanti. Resta da vedere quante amministrazioni pubbliche, principale bersaglio del progetto, sceglieranno una suite ancora alla prima release stabile rispetto a contratti Microsoft consolidati da decenni — e quanto conterà, nella decisione, l’origine del codice.
Euro-Office è una suite per la produttività d’ufficio composta da applicazioni che girano nel browser: un elaboratore di testi per documenti, un foglio di calcolo, un software per presentazioni e un editor di PDF. Serve a fare ciò che oggi si fa con Word, Excel, PowerPoint o con i corrispettivi di Google — scrivere relazioni e lettere, costruire tabelle e calcoli, preparare diapositive, compilare e modificare PDF — con in più la modifica collaborativa, cioè più persone che lavorano sullo stesso file contemporaneamente.
La sua particolarità non sta nelle funzioni, che ricalcano quelle dei concorrenti, ma nel modo in cui è concepita: non come programma isolato da installare, bensì come componente da innestare dentro piattaforme di lavoro più ampie, dai sistemi di archiviazione condivisa ai gestori di progetti fino ai wiki aziendali.
Il bersaglio dichiarato sono le pubbliche amministrazioni e le imprese europee che vogliono ridurre la dipendenza dai fornitori statunitensi e tenere i propri dati su infrastrutture europee, mantenendo la compatibilità con i formati Microsoft per non perdere l’accesso ai file già esistenti. Per il singolo utente domestico, almeno alla prima release, il ruolo è più marginale: l’uso pieno passa per i servizi cloud che la integrano, in attesa delle versioni desktop e mobili.