Il problema era noto da anni, discusso nei forum, affrontato nelle officine e diventato nel tempo una vera preoccupazione per migliaia di automobilisti.
Oggi, però, qualcosa si muove davvero. Per i motori 1.2 PureTech del gruppo Stellantis si apre una nuova fase: esiste finalmente una soluzione concreta per eliminare uno dei punti più critici di questo propulsore.
Il cuore della questione è la cinghia di distribuzione a bagno d’olio, adottata sulle prime generazioni del tre cilindri benzina. Una scelta tecnica che, almeno sulla carta, doveva migliorare efficienza e silenziosità, ma che nella pratica ha mostrato limiti evidenti.
Con il passare dei chilometri, infatti, la cinghia tende a deteriorarsi, rilasciando residui di gomma che finiscono nel circuito dell’olio. Il risultato è spesso un calo della pressione e, nei casi più gravi, danni seri al motore fino alla rottura completa.
Una criticità così diffusa da costringere il gruppo a intervenire con estensioni di garanzia e aggiornamenti tecnici sulle versioni più recenti, che infatti sono passate alla catena di distribuzione.
La svolta arriva dal mercato aftermarket
Per chi possiede ancora una vettura con il vecchio sistema, la vera novità arriva da fuori: un’azienda specializzata ha sviluppato un kit che consente di convertire il motore dalla cinghia alla catena.
Non si tratta di un semplice ricambio. È una trasformazione vera e propria che coinvolge diversi componenti del motore: pulegge, tenditori e carter vengono sostituiti per ricreare una configurazione simile a quella adottata nei modelli più recenti.
Il kit è stato progettato per coprire sia le versioni aspirate sia quelle turbo, rendendolo compatibile con una larga parte dei motori PureTech in circolazione.
Quanto costa e cosa cambia davvero
Il prezzo dei componenti si colloca tra gli 830 e i 950 euro, a cui va aggiunta la manodopera.
Una cifra che può sembrare elevata, ma che va letta nel contesto di un problema che, se trascurato, può generare costi molto più pesanti.
La differenza principale sta nella durata: una volta installata, la catena è progettata per accompagnare l’intera vita del motore, eliminando la necessità di interventi periodici e riducendo drasticamente il rischio di guasti improvvisi.

Un intervento complesso, non per tutti(www.webnews.it)
C’è però un aspetto che pesa quanto il costo: la complessità tecnica. L’installazione richiede lo smontaggio di una parte significativa del motore e una messa in fase estremamente precisa.
Per questo motivo il kit non è destinato ai privati, ma esclusivamente a officine e professionisti del settore.
Le prime consegne sono attese nella seconda metà del 2026, mentre i preordini sono già aperti.
Una soluzione che cambia la prospettiva
Per anni, il motore 1.2 PureTech è stato sinonimo di affidabilità messa in discussione. Oggi, invece, il quadro si evolve: non solo le nuove generazioni sono state corrette alla radice, ma anche il parco circolante potrebbe avere una via d’uscita concreta.
Resta una domanda che molti proprietari si stanno già ponendo: conviene intervenire subito oppure attendere?
La risposta, come spesso accade in questi casi, dipende dall’uso dell’auto, dal chilometraggio e da quanto si intende tenerla ancora. Ma una cosa è certa: per la prima volta, il problema non è più senza soluzione.