Ormai è ufficiale, sarà applicato un sovrapprezzo su tutte le spedizioni: c'è la data di via

Dal 1° luglio 2026 entra in vigore il dazio europeo di 3 euro su ogni pacco di valore inferiore a 150 euro proveniente da paesi extra-UE. Il Consiglio europeo ha dato l'approvazione definitiva a dicembre 2025. La misura colpisce direttamente il flusso di acquisti da Shein, Temu e AliExpress.
Dal 1° luglio 2026 entra in vigore il dazio europeo di 3 euro su ogni pacco di valore inferiore a 150 euro proveniente da paesi extra-UE. Il Consiglio europeo ha dato l'approvazione definitiva a dicembre 2025. La misura colpisce direttamente il flusso di acquisti da Shein, Temu e AliExpress.
Ormai è ufficiale, sarà applicato un sovrapprezzo su tutte le spedizioni: c'è la data di via

Dal 1° luglio 2026 ogni pacco che arriva da fuori l’Unione Europea con un valore dichiarato inferiore a 150 euro paga un dazio fisso di 3 euro. La decisione è stata approvata in via definitiva dal Consiglio europeo il 13 dicembre 2025 e segna la fine della cosiddetta franchigia “de minimis”, la norma che fino ad oggi esonerava da qualsiasi dazio doganale tutti gli acquisti online sotto quella soglia.

Il meccanismo di calcolo è stato definito con una precisione che vale la pena leggere attentamente. Il dazio si applica per tipologia di prodotto all’interno del pacco, non per unità di spedizione. Un pacco con tre magliette dello stesso tipo paga un solo dazio da 3 euro. Un pacco con una maglietta e un paio di scarpe — due categorie merceologiche distinte — ne paga due, per un totale di 6 euro.

Ordinare articoli separati in pacchi separati moltiplica il costo: tre ordini distinti generano 9 euro di dazio complessivo. Raggruppare tutto in un’unica spedizione conviene, ma solo se i prodotti appartengono alla stessa categoria.

Sovrapprezzo sulle spedizioni: quanto ci costerà

I proventi non vanno tutti agli stati nazionali. Il 75% dei gettiti finisce nel bilancio dell’Unione Europea; il restante 25% viene trattenuto dal Paese membro che raccoglie il dazio al momento dell’ingresso delle merci. Per avere un’idea dell’ordine di grandezza: nel 2024 sono entrati nell’UE circa 4,6 miliardi di pacchi sotto i 150 euro di valore — più di 145 al secondo. Se ciascuno pagasse il dazio transitorio, il gettito supererebbe i 10 miliardi di euro annui.

Sovrapprezzo sulle spedizioni: quanto ci costerà-webnews.it

Il dato che contestualizza l’entità del fenomeno: l’91% di quel volume di piccoli pacchi proviene dalla Cina. E il volume è raddoppiato ogni anno dal 2022, secondo le stime della Commissione europea. Non si tratta di un fenomeno di nicchia da gestire ai margini — il settore cuba un fatturato annuo stimato intorno ai 100 miliardi nella sola filiera moda italiana, tra diretti e indiretti.

La misura di luglio è transitoria. Resterà in vigore fino al 2028, quando entrerà in applicazione la riforma complessiva dell’Unione doganale europea, che prevede la creazione di un “Data Hub” digitale per la gestione centralizzata delle pratiche doganali relative all’e-commerce. Da novembre 2026 potrebbe aggiungersi un ulteriore onere di gestione di 2 euro per pacco, secondo le proposte di Bruxelles: fondi destinati a finanziare il potenziamento dei controlli doganali.

L’aspetto contro-intuitivo della misura è che il dazio viene applicato formalmente ai venditori registrati nell’IOSS — il sistema Import One-Stop Shop dell’UE per la riscossione dell’IVA — e non direttamente ai consumatori. Questo canale gestisce circa il 93% degli acquisti online extra-UE. Non è però detto che i venditori assorbano il costo: le piattaforme possono scaricare il sovrapprezzo sul prezzo finale al consumatore senza rendere esplicita la voce.

Alcune piattaforme si stanno già attrezzando: diversi operatori stanno potenziando magazzini localizzati dentro i confini UE per spedire dall’interno dell’Unione ed eludere completamente il dazio. Per queste spedizioni la nuova norma non si applica. Il costo medio di un articolo Shein è di circa 14 dollari; quello di Temu è mediamente dal 10% al 40% inferiore anche a Shein. La domanda aperta è quanta parte di quel vantaggio di prezzo sopravviverà a luglio.

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