Pc, così velocizzi (di molto) il primo avvio: non lo sa nessuno, ma bastano pochi passaggi

Ci sono computer che appena premi il tasto di accensione sembrano pronti a partire subito. Altri invece iniziano una lunga sequenza fatta di schermate, attese e caricamenti infiniti.
Ci sono computer che appena premi il tasto di accensione sembrano pronti a partire subito. Altri invece iniziano una lunga sequenza fatta di schermate, attese e caricamenti infiniti.
Pc, così velocizzi (di molto) il primo avvio: non lo sa nessuno, ma bastano pochi passaggi

Il problema è che molti pensano sia inevitabile. Succede spesso: il PC ha pochi mesi di vita oppure è stato acquistato da poco eppure, con il passare del tempo, inizia a diventare più lento soprattutto nella fase iniziale.

La buona notizia è che nella maggior parte dei casi non serve cambiare computer e nemmeno installare componenti costosi. Spesso il rallentamento del primo avvio dipende da piccoli dettagli che si accumulano nel tempo e che finiscono per appesantire il sistema.

Le applicazioni che rallentano il PC appena si accende

Uno degli elementi che incide di più sulla velocità iniziale è il numero di programmi che si avviano automaticamente insieme al sistema operativo.

Molte applicazioni installate nel tempo aggiungono processi in background senza che l’utente se ne accorga. Programmi di messaggistica, software di sincronizzazione, utility varie e strumenti che magari non vengono aperti da settimane continuano a partire automaticamente a ogni accensione.

Come velocizzare il PC – Webnews.it

Il risultato è abbastanza evidente: più processi vengono caricati, maggiore sarà il tempo richiesto al computer per diventare realmente utilizzabile.

Su Windows è possibile controllare facilmente quali applicazioni partono all’avvio attraverso le impostazioni del sistema o dalla gestione delle attività. Non è necessario disattivare tutto. Il punto è eliminare ciò che non serve davvero nei primi secondi di vita del PC.

Anche chi utilizza un Mac può intervenire sui programmi configurati per aprirsi automaticamente. Dopo mesi o anni di utilizzo è facile ritrovarsi con una lunga lista di software che lavorano in sottofondo.

I dettagli che quasi tutti ignorano

C’è poi una piccola abitudine che molti sottovalutano completamente: riempire il desktop di file e cartelle.

Per tanti utenti il desktop diventa una sorta di deposito temporaneo. Documenti PDF, immagini, video, screenshot e file scaricati finiscono lì per comodità. Il problema è che questi elementi vengono caricati durante l’avvio del sistema.

Quando la quantità aumenta, il computer deve gestire più informazioni già nei primi istanti dopo l’accensione.

Anche i file temporanei accumulati durante la navigazione o nell’utilizzo quotidiano possono influire sulle prestazioni. Browser, applicazioni e sistema operativo generano continuamente dati che restano memorizzati nel tempo.

La cache piena o migliaia di file inutilizzati non trasformano improvvisamente un computer in un dispositivo lento, ma sommando tutto l’effetto diventa evidente.

Esistono inoltre programmi pensati per eliminare file residui, pulire componenti inutilizzati e rimuovere tracce lasciate da vecchie applicazioni disinstallate in modo incompleto.

La realtà è che molti rallentamenti non dipendono dall’età del computer. Dipendono da piccole abitudini quotidiane che si accumulano lentamente. E spesso ci si accorge della differenza soltanto dopo aver riavviato il PC e vedere che, questa volta, il desktop compare quasi subito.

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