Si può ottenere la migliore qualità audio Bluetooth possibile, attivando una impostazione in particolare: scopriamo come fare.
Molti utenti attribuiscono automaticamente eventuali limiti sonori alle cuffie o agli altoparlanti utilizzati. In realtà, nella maggior parte dei casi, il vero fattore determinante si trova all’interno del telefono, nascosto tra le impostazioni meno esplorate: il codec audio Bluetooth.
Cos’è un codec e perché cambia tutto
Il termine codec indica il sistema che gestisce la compressione e la successiva decompressione del segnale audio durante la trasmissione. È un passaggio obbligato, soprattutto nel caso della connessione wireless, dove i dati devono essere ridotti per poter viaggiare senza interruzioni.

Può riuscirci chiunque (www.webnews.it)
In questo processo, la qualità finale del suono dipende direttamente da quante informazioni vengono mantenute e quante vengono invece eliminate. Un codec più evoluto è in grado di preservare dettagli, dinamica e profondità, mentre uno più semplice sacrifica parte del contenuto sonoro per garantire stabilità e compatibilità.
È proprio qui che nasce la differenza percepita tra un audio piatto e uno più ricco e definito. Non si tratta di una questione soggettiva, ma di una conseguenza tecnica precisa legata al tipo di compressione utilizzata.
Il limite del codec standard
La maggior parte degli smartphone utilizza di default il codec SBC (Subband Coding), uno standard universale pensato per funzionare con qualsiasi dispositivo. Questa scelta garantisce una compatibilità ampia, ma comporta inevitabilmente una riduzione della qualità.
Il bitrate relativamente basso di SBC implica una perdita di informazioni durante la trasmissione. Il risultato è un suono che, pur essendo perfettamente fruibile, tende a risultare meno dettagliato, soprattutto nelle frequenze più alte e nelle sfumature più sottili.
È una soluzione funzionale, ma lontana dalle potenzialità reali dei dispositivi attuali, soprattutto quando si utilizzano cuffie di fascia medio-alta.
Le alternative che migliorano davvero l’ascolto
Negli ultimi anni, l’evoluzione tecnologica ha introdotto codec più avanzati, capaci di offrire una qualità superiore. Tra questi, il AAC (Advanced Audio Coding) rappresenta uno standard molto diffuso, in particolare sui dispositivi Apple, dove è integrato in modo ottimizzato.
Nel mondo Android, le possibilità si ampliano ulteriormente. Codec come aptX e aptX HD offrono una trasmissione più efficiente, ma è con soluzioni come LDAC, sviluppato da Sony, che si raggiunge un livello superiore.
LDAC consente di trasmettere dati audio a bitrate molto più elevati, arrivando a supportare formati ad alta risoluzione. Questo si traduce in una maggiore fedeltà del suono, con una resa più vicina alla registrazione originale.
L’importanza della compatibilità tra dispositivi
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la necessità che sia il telefono sia il dispositivo di ascolto supportino lo stesso codec. Attivare una tecnologia avanzata non produce alcun beneficio se le cuffie o lo speaker non sono in grado di interpretarla.
È proprio questa interazione tra i dispositivi a determinare il risultato finale. Un sistema audio di qualità, abbinato a un codec evoluto, può fare emergere dettagli che resterebbero completamente nascosti con impostazioni standard.
Su molti smartphone Android, la possibilità di modificare il codec non è immediatamente visibile. Si trova all’interno delle cosiddette opzioni sviluppatore, una sezione pensata per utenti più esperti ma accessibile con pochi passaggi.
Una volta attivata, questa area consente di selezionare manualmente il codec audio Bluetooth tra quelli disponibili. È qui che si può intervenire per sostituire SBC con una soluzione più performante, a patto che il dispositivo lo supporti.
Questa semplice modifica può trasformare in modo significativo l’esperienza di ascolto, rendendo il suono più pieno, dettagliato e vicino alle intenzioni originali della traccia.