Google ha iniziato il 15 maggio 2026 a distribuire una nuova funzione di Quick Share: gli utenti Android possono inviare file a iPhone e ad altri dispositivi iOS usando un codice QR.
Un modo semplice per aggirare i limiti di compatibilità con AirDrop e rendere meno macchinoso il passaggio di foto, documenti e video tra mondi diversi. La novità era già comparsa nel bollettino dell’Aggiornamento di sistema Google Play di maggio, passa dai Google Play Services e sta arrivando in queste ore sui telefoni compatibili con i servizi di Mountain View.
Quick Share, il ponte con iPhone passa dal codice QR
La nuova funzione è pensata soprattutto per chi non ha ancora la versione di Quick Share compatibile con AirDrop, annunciata da Google nei giorni scorsi durante The Android Show | I/O Edition. Su alcuni smartphone Android di fascia alta il supporto più diretto alla condivisione con i dispositivi Apple è già arrivato, o è in fase di arrivo. Molti modelli, però, restano esclusi. Ed è qui che entra in scena il codice QR.
Il funzionamento è abbastanza lineare, anche se richiede qualche tocco in più rispetto all’invio diretto: dopo aver scelto il file, l’utente Android apre Quick Share, seleziona “Usa codice QR” nel riquadro per l’invio ai dispositivi vicini e mostra il codice sullo schermo. Chi ha un iPhone deve solo inquadrarlo con la fotocamera. Nessuna app da installare, nessuna impostazione particolare. “Per condividere, chiedi all’altra persona di scansionare il tuo codice QR”, si legge nella scheda di invio.
Secondo quanto indicato da Google nella versione 26.18 dei Google Play Services, l’opzione permette il trasferimento di contenuti da Android a iOS tramite codice QR e passaggio sul cloud. Non vale solo per gli iPhone: può essere usata anche per mandare file ad altri dispositivi Android, una comodità in più quando il riconoscimento automatico dei telefoni vicini non parte subito.
File criptati e download disponibile per 24 ore
Dopo la scansione del codice QR, sul telefono Android compare una conferma: “Condividi con un dispositivo non Android?”. Da lì il trasferimento parte usando la connessione disponibile, Wi-Fi o rete mobile. Il file viene caricato sui server di Google con crittografia end-to-end e resta scaricabile per 24 ore. Poi viene eliminato.
Su iOS il contenuto non arriva in un’app dedicata, ma in una pagina Web aperta dal browser predefinito. Lì si vedono il nome dello smartphone che ha inviato il file e alcune informazioni sul contenuto ricevuto. Da quella schermata si può scaricare, salvare o condividere. Non è rapido come AirDrop, questo è chiaro, ma toglie di mezzo uno degli ostacoli più comuni tra utenti Android e utenti iPhone: scambiarsi una foto, un documento o un video senza passare da chat, email o servizi cloud esterni. Il rilascio passa dai Google Play Services, che di solito si aggiornano da soli sugli smartphone Android con servizi Google.
Chi vuole controllare può aprire la pagina dell’app sul Google Play Store e verificare se compare il pulsante “Aggiorna”. La novità non arriverà a tutti nello stesso momento: come spesso accade con le funzioni di sistema Google, la distribuzione procede a scaglioni. Il segnale, però, è chiaro: Quick Share sta diventando meno chiuso nel mondo Android, e il collegamento con iOS passa, almeno per ora, da un quadratino da inquadrare.