Dal 1° luglio 2026 le linee Ethernet Access Direct avranno tariffe di connessione calcolate in base alla posizione geografica. Riguarda i collegamenti EAD, le linee punto-punto ad alta capacità che uniscono due sedi aziendali, non la banda larga domestica. L’operatore di rete all’ingrosso, controllato dall’ex monopolista britannico, ha notificato l’intenzione ai fornitori che acquistano le sue linee per rivenderle.
La spinta arriva dal regolatore. La revisione del mercato dell’accesso pubblicata quest’anno ha imposto un meccanismo di prezzo legato al luogo di consegna, e per applicarlo l’operatore ha creato i Geographic Area Codes, codici che assegnano ogni collegamento a una di cinque categorie: Area 2, Area 3, connettività tra centrali, area centrale di Londra e una fascia di rete ad alta estensione. Ogni codice potrà avere un proprio prezzo di attivazione.
In quali casi scattano gli aumenti
Qui sta il punto meno scontato. Quando il sistema entrerà in funzione, non ci sarà alcun cambiamento di prezzo: tutte le tariffe di connessione geografiche resteranno allineate al prezzo nazionale precedente. Si costruisce cioè l’infrastruttura tariffaria differenziata e la si avvia con valori identici per tutte le aree. La capacità di far variare i prezzi esiste, ma resta inattiva. La riforma che “introduce le tariffe geografiche” debutta senza spostare di un centesimo quello che le aziende pagano oggi.

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Un dettaglio che limita la portata immediata: il canone di noleggio delle linee e i costi di tratta principale non vengono toccati e continueranno a essere fissati su base nazionale, finché un’eventuale tariffazione geografica del noleggio non verrà notificata separatamente. La differenziazione, per ora, colpisce solo l’attivazione. Il regolatore stesso ammette che il risultato è una struttura di prezzo più complessa di prima, nella scommessa che a regime rifletta meglio la concorrenza misurata a livello di codice postale o di singolo edificio.
Il confronto con l’Italia mostra che la logica non è nuova. Da anni l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni applica la differenziazione geografica dei rimedi all’accesso alla rete dell’operatore dominante, distinguendo le aree del Paese in cluster a diverso grado di competizione. Nelle zone urbane più contese i vincoli regolatori sui prezzi all’ingrosso sono stati allentati, mentre nelle aree a bassa densità, quelle servite con il sostegno di fondi pubblici, il controllo resta più stretto. La rete fissa, dopo la cessione a un fondo statunitense e il conferimento delle infrastrutture a una società separata, opera ormai sotto questo schema a geometria variabile.
La differenza è nel grado di automatismo. Il modello britannico codifica la geografia dentro il listino, pronto a generare prezzi diversi non appena il regolatore darà il via libera. Quello italiano è arrivato allo stesso principio per via amministrativa, area per area, senza un sistema di codici che attenda solo di essere acceso.
Quanto costerà, allora: oggi nulla in più. La domanda è cosa succede il giorno in cui i cinque codici smettono di puntare tutti allo stesso prezzo.