Il cavo Ethernet è ancora oggi la connessione più stabile e veloce disponibile per uso domestico. Il problema è che la maggior parte degli appartamenti non è cablata, e portare un cavo fisico da una stanza all’altra richiede lavori che quasi nessuno è disposto a fare. Il punto è che esistono tre alternative che non richiedono nessun cantiere.
La prima sfrutta la rete elettrica già esistente. Gli adattatori PLC — sigla che sta per Power Line Communication — usano i cavi dell’impianto elettrico per trasportare il segnale di rete tra le stanze. Si collegano in due: uno al router con un cavo Ethernet, uno nella stanza dove serve la connessione. Alcuni modelli includono anche un punto di accesso Wi-Fi nel nodo satellite, combinando le due soluzioni.
Funzionano bene negli impianti elettrici relativamente moderni, ma possono essere instabili in abitazioni con impianti vecchi o con circuiti elettrici separati — ad esempio negli appartamenti con contatori doppi — dove la comunicazione tra i due adattatori non riesce a passare attraverso i cavi.
Se il Wi-Fi non funziona c’è un sistema molto veloce
La seconda alternativa è meno nota ma spesso ancora più efficace: usare il cavo coassiale dell’antenna televisiva. La maggior parte delle abitazioni ha già un’infrastruttura coassiale installata, quella che porta il segnale TV nelle varie stanze. Con appositi adattatori coassiale-Ethernet — che si collegano alle prese TV a muro — è possibile trasformare quella rete esistente in un’estensione cablata del router, senza installare nulla di nuovo. Gli adattatori hanno di solito una presa coassiale, un ingresso Ethernet e un alimentatore da collegare alla rete elettrica. È una soluzione che sfrutta un’infrastruttura che quasi tutti hanno e quasi nessuno pensa di riutilizzare.

Se il Wi-Fi non funziona c’è un sistema molto veloce-webnews.it
La terza opzione riguarda i dispositivi che non hanno una porta Ethernet: smartphone, tablet, smart TV di nuova generazione, laptop ultrasottili. Per questi esiste l’adattatore USB-Ethernet, un piccolo accessorio che aggiunge la porta di rete mancante tramite USB o USB-C. Un adattatore USB-C-Ethernet per Android e iPad costa meno di 15 euro. Quello con connettore Lightning per i dispositivi Apple legacy si trova nella stessa fascia. Collegare il telefono direttamente al router con un cavo non è lo scenario quotidiano, ma per operazioni che richiedono velocità e stabilità — trasferimenti di file grandi, videochiamate in postazione fissa — la differenza è misurabile.
Un dato laterale utile: la saturazione delle bande Wi-Fi è un problema che i ripetitori non risolvono. Se il problema è che troppi dispositivi — propri o dei vicini — usano le stesse frequenze, aggiungere un nodo Wi-Fi aggrava la congestione anziché ridurla. In queste situazioni, portare uno o più dispositivi su cavo libera banda per gli altri, migliorando la rete complessiva senza spendere in hardware aggiuntivo.
Un aspetto contro-intuitivo degli adattatori USB-Ethernet è che la compatibilità non è garantita automaticamente. Per i televisori in particolare, non tutti i modelli riconoscono tutti gli adattatori disponibili: prima di comprare ne va verificata la compatibilità specifica con il modello posseduto. Con i computer e gli smartphone la compatibilità è quasi sempre automatica, ma sui TV si tratta di un passaggio obbligato.
Gli adattatori PLC costano generalmente tra i 30 e i 100 euro per un kit base. Quelli coassiali si trovano in una fascia simile. I semplici adattatori USB-Ethernet partono da meno di 5 euro per i modelli base, fino ai 15 circa per quelli con supporto Gigabit. Il cavo coassiale dell’antenna sul muro della camera da letto potrebbe già essere il collegamento Ethernet che manca.