Se la TV non funziona bene non c'è bisogno di chiamare il tecnico: prova questo sistema e torna come nuovo

Quel puntino luminoso fisso che compare sullo schermo OLED raramente significa che il televisore è da buttare. Nella maggior parte dei casi è un pixel bloccato, e si recupera in pochi minuti senza tecnico né spese.
Quel puntino luminoso fisso che compare sullo schermo OLED raramente significa che il televisore è da buttare. Nella maggior parte dei casi è un pixel bloccato, e si recupera in pochi minuti senza tecnico né spese.
Se la TV non funziona bene non c'è bisogno di chiamare il tecnico: prova questo sistema e torna come nuovo

La distinzione che cambia tutto è il colore. Un pixel bloccato resta acceso su una singola tinta — rosso, verde o blu — e ricompare qualunque cosa si stia guardando; un pixel morto, invece, è del tutto spento, nero, e non torna indietro. Davanti allo stesso minuscolo difetto, la prognosi è opposta a seconda che il punto sia colorato o nero. Sul colorato conviene insistere; sul nero non esiste rimedio via software.

Come sistemare la TV se non funziona senza spese

Il fenomeno non riguarda solo i grandi pannelli del salotto. Colpisce anche i monitor del PC, gli smartphone e i tablet, e compare di solito dopo lunghe sessioni di gioco, davanti a immagini statiche tenute a lungo o per semplice stress del pannello nel tempo.

Come sistemare la TV se non funziona senza spese-webnews.it

Il metodo più diffuso sfrutta video gratuiti che fanno lampeggiare colori a velocità altissima, pensati per “svegliare” il pixel e costringerlo a riattivarsi. Bastano pochi minuti di riproduzione, anche se non c’è garanzia: a volte il punto sparisce, altre resta dov’è. Chi collega il televisore a un computer può ottenere un effetto analogo con applicazioni gratuite per Windows che riproducono sullo schermo lo stesso disturbo statico.

C’è poi una via che il televisore offre da solo, e che quasi nessuno conosce. Gli OLED moderni integrano una funzione di manutenzione — il Pixel Refresh, o Pixel Cleaning — che riequilibra automaticamente i pixel del pannello. Sui modelli LG si avvia da sola dopo diverse ore di utilizzo, al momento dello spegnimento, oppure si lancia a mano dal menu dedicato. È la stessa tecnologia impiegata per contenere il burn-in, il rischio tipico di questi schermi: il produttore, in sostanza, ha previsto il difetto e ha messo la soluzione dentro l’apparecchio.

Qui arriva l’avvertenza che ribalta un’abitudine. Online circola il consiglio di premere con delicatezza la zona del difetto usando un panno in microfibra: funziona sugli LCD, ma sugli OLED è una pessima idea. I pannelli a diodi organici sono molto più fragili, e una pressione sbagliata può causare un danno permanente peggiore del pixel bloccato di partenza. Il gesto che sembra più naturale è proprio quello da evitare, e gli esperti raccomandano di partire sempre dal software e dagli strumenti integrati.

Resta da capire una cosa che nessuno dei rimedi spiega: dopo quante “sveglie” forzate un pixel che continua a bloccarsi smette di essere un fastidio occasionale e diventa il primo segnale che il pannello, semplicemente, sta invecchiando.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti
Change privacy settings
×