Spotify ha annunciato giovedì 21 maggio 2026, durante l’ultimo Investor Day, una nuova ondata di funzioni basate sull’intelligenza artificiale per podcast e audiolibri.
L’idea è chiara: tenere gli utenti dentro l’app anche quando cercano spiegazioni, consigli o contenuti più vicini ai propri gusti. Il rollout sarà graduale. I primi test partiranno per gli abbonati Premium, con novità che riguardano sia l’ascolto di tutti i giorni sia la creazione automatica di nuovi episodi audio.
Chatbot dentro gli episodi: domande, contesto e raccomandazioni senza uscire dall’app
La prima novità è un chatbot integrato nei podcast, pensato per rispondere alle domande degli ascoltatori mentre l’episodio è in corso. In base a quanto comunicato da Spotify, chi userà la funzione potrà chiedere chiarimenti su un passaggio poco chiaro, approfondire un tema citato dal conduttore o ricevere suggerimenti legati a un ospite, a un autore o a un argomento trattato. Il tutto senza aprire Google, cambiare app o interrompere l’ascolto.
Non è una scelta casuale: la società ha spiegato di voler permettere agli utenti di “andare più a fondo senza uscire da Spotify”. In sostanza, la piattaforma prova a rendere l’ascolto un’esperienza sempre più chiusa e guidata, sulla scia di quanto stanno facendo altri grandi gruppi tech con gli strumenti di AI generativa. La funzione è disponibile per alcuni utenti Premium in Usa, Svezia e Irlanda. Per gli altri Paesi, Italia compresa, non ci sono ancora date.
Podcast personali generati da prompt: briefing quotidiani, spiegazioni e limiti a crediti
Spotify ha confermato anche l’arrivo nell’app dei podcast personali generati da prompt, una funzione annunciata il mese scorso. Il funzionamento è semplice: l’utente scrive una richiesta, per esempio “spiegami cosa sta succedendo nel mercato dell’auto elettrica” oppure “preparami un briefing mattutino sulle notizie tech”, e il sistema crea un episodio audio su misura. La società ha precisato che questi contenuti terranno conto del profilo musicale e di ascolto dell’utente, insieme alle informazioni generali disponibili al modello. Si potranno aggiungere anche testi, PDF e link, così da fornire più materiale di partenza.
Gli episodi creati resteranno salvati in forma privata nella libreria e potranno essere prodotti ogni giorno o ogni settimana. Gli abbonati Premium negli Stati Uniti dovrebbero avere accesso alla funzione dal prossimo mese. C’è però un tetto: Spotify assegnerà un numero mensile di crediti AI compreso nell’abbonamento. Chi vorrà generare più episodi dovrà comprare crediti extra. Di fatto, un nuovo modo per far pagare servizi aggiuntivi.
Audiolibri e playlist AI: nuovi add-on, più ore d’ascolto e selezioni automatiche
Le novità toccano anche gli audiolibri, un settore su cui Spotify punta da tempo per affiancare musica e podcast. Oggi gli utenti Premium hanno 15 ore mensili di ascolto incluse nel piano, con la possibilità di acquistare ore extra tramite Audiobooks+. Dall’estate, ha annunciato l’azienda, arriveranno nuovi pacchetti aggiuntivi con soglie di ascolto più alte. Entro la fine dell’anno sono previsti anche piani pensati per famiglie e studenti.
Pure qui entra l’AI: la funzione Prompted Playlists, già disponibile per musica e podcast, sarà estesa agli audiolibri. L’utente potrà descrivere cosa vuole ascoltare — un saggio breve, un romanzo di formazione, una storia legata all’attualità — e Spotify preparerà una selezione basata sulla richiesta, sulla cronologia personale e su altri elementi collegati. Il lancio è atteso per l’estate. Resta da vedere se queste funzioni saranno vissute dagli ascoltatori come un aiuto concreto o come un altro strato di automazione dentro un’app già fortemente guidata dagli algoritmi.