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Call of Duty: Modern Warfare 3

Il ritorno, senza sorprese, di Call of Duty: Modern Warfare

Voto WebNews
8,5
Data di uscita

8 Novembre 2011

Giudizi
  • Giocabilità8,5
  • Grafica8,0
  • Sonoro8,4
  • Multiplayer9,0
  • Longevità8,6
Pro

Campagna in singolo coinvolgente. Multiplayer competitivo e cooperativo d'eccezione. Buon impatto visivo, merito di una fluidità libera da incertezze. I fan non resteranno delusi.

Contro

Campagna in singolo corta e lineare. Il gameplay immutato farà storcere il naso a chi è in cerca di novità. Comparto tecnico ormai obsoleto. Dal prossimo episodio sarà necessario cambiare qualcosa.

Di ,

Trama

Il merito più importante del franchise di Call of Duty, nato nel 2003, è stato quello di evolvere il concept introdotto dal primo Medal of Honor e al contempo diffondere una nuova tipologia di level design per gli sparatutto militari, basato specialmente sul massiccio utilizzo di elementi pre-scriptati volti a rendere l’esperienza ludica vicina ad un blockbuster cinematografico altamente spettacolare. La stessa Activision ha ammesso che giocare Call of Duty è come essere parte integrante di un film di Michael Bay.

Modern Warfare, a tutti gli effetti il quarto episodio principale della serie realizzato da Infinity Ward, lo studio creatore del franchise, sdoganò definitivamente il successo di Call of Duty, al quale è seguito un inevitabile sequel due anni dopo e quindi questo threequel, che va di fatto a chiudere la trilogia interna dalla saga, che ha nel frattempo dato vita a due episodi d’alto spessore come World at War e Black Ops, affidati invece aTreyarch.

Pare inutile pertanto affermare come Call of Duty: Modern Warfare 3 non vada affatto a tradire le proprie origini, presentando quanto di buono ha offerto finora la saga. Con una trama che pone il giocatore al centro di una sorta di terza guerra mondiale, riprendendo gli eventi conclusi in parte con Modern Warfare 2, il gioco è un forte concentrato di spettacolo e di una direzione artistica ben delineata, che mira a non uscire mai dai canoni tipici della serie, rappresentando il più classico dei “more of the same” che i fan tuttavia apprezzeranno parecchio.

La campagna, dalla durata di circa 6-8 ore a seconda della bravura del player, si snoda dunque in contesti cui primo ingrediente deve essere la spettacolarità. Il secondo la varietà di ambientazioni e situazioni di gioco. Grazie all’incipit fornito dalla trama, l’utente viene trasportato dall’isola di Manhattan alle gallerie della metropolitana di Londra, fino a combattere all’ombra della Torre Eiffel e tra le moderne strade di Berlino. Il sotto-insieme è formato quindi dalle diverse situazioni in cui ci si troverà a combattere, permettendo al giocatore di non annoiarsi mai e difficilmente ripetere le stesse cose nelle varie ore di gioco.

Nonostante diversi elementi del team di sviluppo abbiano abbandonato il gruppo, a partire dai fondatori, chi è rimasto in Infinity Ward ha dunque dimostrato di non aver perso lo smalto e la capacità di saper costruire un level design di qualità, che punti tutto sugli elementi distintivi della saga Call of Duty, senza farsi mancare quelli particolarmente crudi, che possono essere a scelta censurati dal giocatore. I problemi sorgono per chi è in cerca di qualcosa di nuovo perché, inutile illudersi, Modern Warfare 3 è Call of Duty. Con tutti i pro e i contro del caso.

Se le ore necessarie a portare al termine dell’avventura sono certamente spettacolari e ben spalmate, e la campagna mostra peraltro una coerenza e un carisma maggiore rispetto quella offerta da Battlefield 3, è impossibile non storcere il naso di fronte al fatto che tutto sia rimasto praticamente immutato dai predecessori. Il gameplay non ha visto innovazioni particolari, neanche microscopiche (qualsiasi difetto visto in passato, a cominciare dalla forte linearità, è quindi ancora presente), segno evidente che in futuro, già a partire dal prossimo episodio, è necessario cambiare qualcosa per non rischiare di trovarsi bloccati in un vicolo cieco qualitativo.

Il multiplayer fa altrettanto, ma in maniera differente. Può apparire un controsenso, ma non lo è. Gli sviluppatori non hanno infatti stravolto più di tanto la struttura online del gioco. Tuttavia, sono state inserite quelle novità mirate tanto da permettere di realizzare un pacchetto di modalità ludiche varie, ricche e in grado di tenere incollati allo schermo probabilmente per settimane e mesi, correggendo molti dei difetti che hanno afflitto i predecessori.

Quella che ha impressionato maggiormente nel corso della prova è la Spec-Ops, una modalità cooperativa attraverso la quale è possibile rivivere alcune missioni della campagna principale da una nuova prospettiva in compagnia di un altro giocatore, sia in locale che online. Si tratta quasi di un gioco nel gioco, perché anche in questa occasione il level design è ben studiato per dare vita a fasi ludiche da affrontare in due persone. Ad ogni giocatore viene affidato un compito specifico nell’evolversi della missione, rendendo la cooperazione dunque fondamentale per il completamento della stessa e non solo un orpello inutile. Complessivamente la Spec-Ops è in grado di aggiungere fino a quattro ore di gioco extra.

Il pacchetto cooperativo si estende peraltro con la modalità Sopravvivenza, molto simile all’Orda di Gears of War o a quella Zombie presente in Black Ops, durante la quale il compito è quello di resistere in compagnia alle ondate nemiche. Divertente, ma non stimolante e curiosamente impegnativa come la Spec-Ops.

La formula del multiplayer competitivo come detto non cambia, ma è in grado di rappresentare, come previsto, il fiore all’occhiello della produzione. Mantenendo classiche (per la serie) certe impostazioni, come la progressione per gradi del giocatore, le novità più importanti riguardano senza dubbio le killstreak, estese da quelle presenti nei capitoli precedenti. Oltre alla possibilità di richiedere azioni offensive di massa, come bombardamenti aerei, dopo una lunga serie di uccisioni, il giocatore può adesso scegliere di non farsi azzerare le stesse killstreak una volta uccisi (pena tuttavia l’impossibilità di richiedere supporto aereo), oppure sbloccare una nuova perk. Quest’ultime sono state peraltro bilanciate meglio che in passato, senza favorire troppo una determinata cerchia di giocatori.

Tutto questo, insieme a sedici mappe in totale ognuna dal design ben studiato e una quantità (e qualità) di modalità di gioco davvero invidiabile, conferisce a Modern Warfare 3 la palma di uno degli sparatutto online più divertenti e profondi in circolazione. Non è una sorpresa, del resto la componente online di Call of Duty 4 (aka Modern Warfare) ha fatto storia insieme ad esponenti del settore come la serie di Halo (limitando certi discorsi al panorama console), ma è un piacere constatare che se da una parte, quella dedicata al singolo, la staticità in termini di struttura ludica comincia a diventare il punto debole della produzione, dall’altra ci sono conferme importanti per quanto riguarda il multiplayer, pronto ad essere popolato dai milioni di fan di Call of Duty in tutto il mondo.

D’altro canto è proprio l’online a salvare letteralmente Call of Duty: Modern Warfare 3 da quella che sarebbe stata una clamorosa bocciatura. Precisiamo, come detto, la campagna in singolo è assolutamente coinvolgente e ben orchestrata, ma talvolta appare più una grossa espansione dei precedenti capitoli che un nuovo episodio vero e proprio, senza impressionare mai in termini di innovazioni, neanche minime. A ciò bisogna aggiungere un comparto tecnico che ha fatto storia, in senso negativo.

Il confronto con la concorrenza è quasi imbarazzante, anche se Infinity Ward riesce a salvarsi in corner con la sua direzione artistica esemplare e una regia quasi invidiabile. Ma è chiaro che l’engine vecchio di anni rappresenti un tallone d’Achille importante, in special modo per chi è in cerca del massimo in questo senso. L’impianto di illuminazione e la quantità poligonale complessiva sono nella media, e anzi nel primo caso si può tranquillamente utilizzare anche il termine obsoleto. La fisica applicata agli scenari è nulla, anche (soprattutto) online, ed elementi come ombre e texture non raggiungono mai l’eccellenza, sfiorando in qualche caso persino l’insufficienza.

L’impatto visivo nonostante tutto resta positivo, merito anche di un’ottimizzazione d’autore che permette di godere del gioco, su qualsiasi piattaforma, al framerate fisso di 60 immagini al secondo. Inutile sottolineare ad ogni modo che anche qui, come per la campagna in singolo, è lecito attendersi rivoluzioni già a partire dal prossimo episodio.

Per chiudere, il giudizio su un buon comparto sonoro, che comprende un ottimo doppiaggio in italiano e una campionatura dei vari effetti ben realizzata. La colonna sonora è convincente, ma si limita a svolgere il compitino preciso senza eccellere, risultando adeguata solo se allineata alle varie situazioni di gioco in cui viene presentata.

Call of Duty: Modern Warfare 3 non delude allora nessuna aspettativa, nemmeno quelle negative. Il capitolo conclusivo della trilogia interna alla serie non regala botti o sorprese clamorose, riciclando quanto di buono fatto in passato, soprattutto per ciò che concerne tecnologia visiva e campagna in singolo, in modo da riproporlo all’ennesima potenza nel 2011. Il multiplayer è tra i migliori presenti sul mercato, ma chi è in cerca di una buona esperienza solitaria potrebbe storcere il naso dal fatto che si tratta, nel bene e nel male, del solito Call of Duty.