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Unsolved Crimes

Vorreste davvero rivivere le gesta del tenente Colombo?

Voto WebNews
7,2
Data di uscita

7 Novembre 2008

Giudizi
  • Giocabilità7,5
  • Grafica6,5
  • Sonoro8,0
  • Longevità6,8
Pro

Idea originale, ottimo character design, giocabilità immediata, difficoltà ben calibrata e musiche d'atmosfera

Contro

La grafica non sfrutta le potenzialità del DS e la longevità minata da alcuni cul de sac e dai soli 8 casi a disposizione. Una buona idea implementata in modo semplicistico

Di ,

Giocabilità

L’impianto di gioco è suddiviso in fasi ben distinte. Ogni caso da risolvere inizierà con una fase di briefing durante la quale il Capitano Abbot spiegherà i dettagli dell’omicidio da seguire, parlerà dei personaggi implicati (la vittima e i sospettati) e delle prove fino a quel momento raccolte.

A questo punto, già all’interno del dipartimento di polizia, si potrà dare un’occhiata alle prime deposizioni raccolte ed analizzare le prove già in nostro possesso. In seguito si potrà andare a visitare la scena del crimine dove si potranno raccogliere ulteriori indizi e ragionare, insieme alla fedele Marcy, sui dati già acquisiti. Tale processo, che avviene in forma di dialogo tra il nostro alter ego e la graziosa collega, porterà alla creazione di alcune domande cui si dovrà dare risposta per proseguire nel gioco.

Una volta terminata la serie di domande, si potrà tornare a fare rapporto al Capitano Abbot (anche qui si ragionerà nella medesima modalità dialogica) che ci invierà nuovamente sulla scena del crimine fino alla risoluzione del caso.

Da sottolineare un intelligente utilizzo dello stylus come metodo di controllo per tutte le fasi del gioco: sia nelle fasi bidimensionali, in cui il suo utilizzo per la selezione delle varie opzioni può sembrare scontato, che in quelle tridimensionali, in cui, in modo piuttosto originale, viene utilizzato per “scorrere” l’ambiente un po’ come se si stesse guardando una foto panoramica.

In ogni caso di omicidio, a un certo punto del gioco, vi verrà chiesto di scommettere su un colpevole e, in caso la previsione risulti corretta, si otterrà un bonus in punti al completamento del livello.

Sostanzialmente, lo schema di gioco prevede ogni volta una fase di analisi e una di quesiti da risolvere; questi saranno implementati sia sotto forma di vere e proprie domande (aperte o a scelta multipla) sia come brevi minigiochi (ricomposizione di un puzzle, apertura di una cassaforte, ricerca di un oggetto).

L’idea originale che sta alla base del titolo comporta una forte aspettativa da parte del giocatore, che viene però delusa a causa dell’implementazione semplicistica del concept di gioco, che si riduce, in definitiva, a fornire riposte a una serie di domande.

Questo e, soprattutto, la longevità ne costituiscono il tallone d’Achille: come detto, vi sono solo otto casi da risolvere più uno di rapimento, oltre all’aggravante di non fornire alcun motivo al giocatore per tornare sul gioco una volta terminato. In compenso, una volta accettata la modalità di gioco, è facile finire catturati dal carisma dei personaggi e dal pathos dei dialoghi.

Giudizio tecnico

Il character design è molto ben realizzato, al punto che i personaggi sembrano effettivamente appena usciti da una serie TV dell’epoca. La grafica bidimensionale è però altalenante poiché, a parte i personaggi, risulta spesso scialba e comunque senza gradevoli abbellimenti estetici che esulino dalla semplice funzionalità. Il motore 3D svolge dignitosamente il suo lavoro anche se non fa nulla di particolarmente oneroso: al più visualizza una stanza o un ambiente aperto molto limitato, seppur ben dettagliato, in cui il giocatore può muoversi liberamente e compiere azioni elementari come aprire le ante dell’armadio o spostare un oggetto. Le texture variano in termini qualitativi, ma mantengono generalmente uno standard più che accettabile.

I vari casi sono intervallati da filmati introduttivi, con lo scopo di mostrare l’omicidio nel momento della sua attuazione; il problema è che tali filmati non mostrano nulla che non venga poi ripetuto, in maniera assai più chiara, dal Capitano Abbot nella fase di briefing. Inoltre con convince la loro qualità causa le scene spesso scure e con inquadrature poco funzionali.

Il comparto audio volge, invece, un lavoro discreto con effetti funzionali e musiche che sanno ricreare l’atmosfera poliziesco/investigativa cui il titolo fa riferimento.