Windows Ready Print, la svolta di Windows 11 che cambia l’installazione delle stampanti

Microsoft porterà Windows Ready Print su Windows 11 da luglio 2026.
Microsoft porterà Windows Ready Print su Windows 11 da luglio 2026.
Windows Ready Print, la svolta di Windows 11 che cambia l’installazione delle stampanti

La novità partirà dalle nuove installazioni di stampanti, sui PC e nelle reti aziendali, con un obiettivo chiaro: ridurre il peso dei driver proprietari e rendere la configurazione dei dispositivi di stampa più semplice, più sicura e meno esposta agli imprevisti.

Perché Microsoft vuole ridurre il peso dei driver proprietari nelle stampanti

Per anni la stampa su Windows si è retta sui pacchetti dei produttori: driver, utility, servizi in background, pannelli di controllo e altri componenti installati insieme alla periferica. Una strada comoda, certo, soprattutto per usare tutte le funzioni di un modello specifico. Ma anche una strada complicata da governare. Chi gestisce decine, o centinaia, di postazioni lo sa bene: dopo un aggiornamento di sistema può bastare un driver fuori linea per mandare in blocco una coda di stampa, cambiare un’impostazione o far scattare l’intervento dell’help desk.

Dietro la scelta di Microsoft c’è anche un tema di sicurezza informatica. Ogni driver porta nel sistema operativo codice di terze parti, quindi un possibile punto fragile. Negli ultimi anni il sistema di stampa di Windows è finito più volte sotto osservazione, anche dopo le vulnerabilità note come PrintNightmare. Un caso che aveva mostrato quanto un componente dato spesso per scontato possa diventare sensibile, soprattutto in azienda. Per questo Redmond ha avviato dal 2023 un percorso graduale per limitare il ruolo dei driver tradizionali V3 e V4 distribuiti tramite Windows Update. Dal gennaio 2026, secondo la roadmap ufficiale, la pubblicazione di nuovi driver di terze parti richiede passaggi autorizzativi più rigidi. Altre restrizioni sono previste nel 2027.

Windows Ready Print: IPP e driver integrati, cosa cambia in Windows 11

Windows Ready Print è il nuovo nome della piattaforma moderna di stampa integrata in Windows 11, conosciuta in precedenza come Modern Print Platform. Al centro c’è IPP, cioè Internet Printing Protocol: uno standard aperto che permette al sistema operativo e alla stampante di dialogare senza dipendere ogni volta da un driver costruito su misura per il singolo modello. In concreto, se il dispositivo supporta IPP e gli standard collegati, Windows può riconoscerlo, leggere le sue funzioni principali e creare la coda di stampa usando un driver integrato Microsoft.

Per l’utente, almeno a prima vista, cambia poco. Si apre un documento, si sceglie la stampante, si manda in stampa. Sotto la superficie, però, la gestione diventa più lineare. Meno pacchetti da scaricare, meno procedure diverse tra loro, meno servizi che partono all’avvio. Un amministratore IT, in un ufficio di Milano come in una sede periferica, può così gestire modelli diversi con una logica più uniforme. Microsoft presenta questa scelta come un modo per migliorare compatibilità, manutenzione e sicurezza, senza cancellare dall’oggi al domani il ruolo dei produttori. “L’obiettivo è semplificare l’esperienza di stampa mantenendo il controllo”, ha spiegato l’azienda nelle comunicazioni rivolte agli amministratori.

Da luglio 2026 Windows 11 sceglierà prima il driver integrato

La svolta più concreta arriverà da luglio 2026. Da quel momento Windows 11 inizierà a preferire il driver IPP integrato quando si configura una nuova stampante e sono disponibili più opzioni compatibili. Non vuol dire che i driver dei produttori spariranno di colpo. Vuol dire, più semplicemente, che nella procedura standard il sistema darà la precedenza alla soluzione nativa di Microsoft, lasciando il pacchetto OEM in secondo piano quando non è davvero necessario.

Redmond ha chiarito un punto importante, dopo alcune interpretazioni circolate tra utenti e amministratori: le stampanti già installate continueranno a funzionare come prima. Non è previsto un blocco improvviso dei driver legacy, né una migrazione forzata delle periferiche già operative. Sarà una transizione graduale, pensata soprattutto per i nuovi collegamenti tra PC, reti e dispositivi. In azienda non è un dettaglio da poco. Un parco stampanti misto, magari con modelli comprati in anni diversi, non si riconfigura da un venerdì pomeriggio al lunedì mattina. Servono tempo, prove, qualche eccezione. Microsoft sembra esserne consapevole.

Policy aziendali, driver OEM e funzioni avanzate: dove restano i limiti

Gli amministratori potranno gestire Windows Ready Print con criteri centralizzati. Nelle edizioni professionali e aziendali di Windows sarà possibile intervenire dai Criteri di gruppo, seguendo il percorso Configurazione computer, Modelli amministrativi, Stampanti, e modificando l’impostazione “Configure Windows Ready Print driver ranking”. Da lì si potrà dare priorità ai driver integrati oppure mantenere il comportamento tradizionale basato sui driver OEM. Una possibilità importante per chi deve garantire continuità nei reparti in cui la stampa non è un accessorio, ma una parte del lavoro quotidiano.

Resta aperto il nodo delle funzioni avanzate. Il driver IPP integrato copre le esigenze più comuni, ma alcune opzioni specifiche potrebbero richiedere ancora il software del produttore: gestione dei vassoi, fascicolazione complessa, profili colore, finitura professionale, pinzatura o impostazioni pensate per la stampa dipartimentale. In questi casi il driver OEM continuerà ad avere spazio.

Il quadro si lega anche a Windows Protected Print Mode, modalità che usa solo driver integrati basati su IPP e blocca quelli di terze parti, con una linea più severa sul fronte della sicurezza. Le stampanti compatibili con Mopria e con gli standard IPP avranno più probabilità di adattarsi senza interventi. Per gli altri dispositivi, la parola d’ordine sarà verifica. Meglio farla prima, non quando la coda di stampa è già ferma.

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