WinRAR ha ingannato tutti gli utenti per 30 anni e lo scopriamo solo adesso

WinRAR ha ingannato tutti gli utenti per 30 anni e lo scopriamo solo adesso

Per quasi tre decenni, WinRAR è stato uno dei programmi più installati al mondo. Su ogni PC Windows, in ogni ufficio, in ogni università.

Un’icona con libri sovrapposti, una finestra di avviso che compariva all’avvio, e una domanda che nessuno si è mai davvero posto: perché il software continua a funzionare anche dopo la scadenza del periodo di prova?

Il promemoria è puramente cosmetico: il software non blocca nessuna funzione quando il periodo di prova scade. Eppure per trent’anni centinaia di milioni di persone hanno creduto di usare qualcosa di illegale, o quasi. Non è un bug. È il prodotto.

WinRAR, la verità è emersa dopo anni di utilizzo

Il promemoria è puramente cosmetico. Eppure per trent’anni centinaia di milioni di persone hanno creduto di usare qualcosa di illegale, o quasi. WinRAR non ha mai smesso di funzionare dopo i 40 giorni di prova, e questo non è un bug. È il prodotto.

WinRAR, la verità è emersa dopo anni di utilizzo-Webnews.it

Eugene Roshal sviluppò il formato RAR nel 1993, quando aveva 21 anni, e lanciò WinRAR nel 1995. Fin dall’inizio il modello era chiaro internamente, anche se non comunicato agli utenti: chiunque poteva continuare a usare il programma dopo la scadenza, con l’unica differenza di una finestra di avviso che compariva all’avvio. In un’intervista, il CEO Burak Canboy ha confermato che l’azienda era perfettamente consapevole di questa pratica e che l’uso continuato dopo la scadenza era, di fatto, tollerato — per non dire incoraggiato.

La strategia funziona su due livelli distinti. Il primo è la diffusione di massa: più utenti privati usano WinRAR, più il software diventa uno standard de facto. Il secondo è il vero centro del modello di business: le aziende. Alcune funzioni — come “Add authenticity information”, “Show protocol file” e “Delete protocol file” — non sono disponibili nella versione di prova infinita. Sono funzionalità marginali per l’utente comune, ma rilevanti in contesti aziendali dove tracciabilità e conformità legale hanno un peso concreto. Le imprese che usano WinRAR senza licenza rischiano di trovarsi esposte durante un audit software.

Le stime del settore collocano il fatturato annuo di WinRAR tra i 15 e i 30 milioni di dollari, con margini intorno al 60-70%, e un team di circa 50 persone. Numeri che rendono l’azienda redditizia da tre decenni, senza investitori, senza cloud, senza abbonamenti. Il prezzo di una licenza individuale è di circa 29 dollari — una cifra talmente bassa da risultare quasi disarmante per chi ha usato il programma per anni sentendosi in colpa.

Con oltre 500 milioni di utenti nel mondo, WinRAR ha costruito la propria base di installazioni esattamente attraverso la tolleranza dell’uso gratuito. La cosa contro-intuitiva è che il “nagware” — il software che ti infastidisce chiedendoti di pagare — si è rivelato più efficace del blocco forzato adottato dalla concorrenza. Implementare una scadenza reale avrebbe richiesto più codice, più aggiornamenti per contrastare i tentativi di aggiramento, e più assistenza tecnica per i blocchi accidentali. WinZip ha scelto quella strada. WinRAR no, ed è ancora qui.

Il formato RAR stesso porta il nome del suo creatore: Roshal ARchive. I diritti d’autore sul formato non appartengono a Eugene Roshal, ma a suo fratello Alexander, in modo che Eugene potesse concentrarsi sullo sviluppo senza occuparsi delle questioni legali e commerciali. Una separazione di ruoli che dice qualcosa su come certi software sopravvivano a decenni di cambiamenti tecnologici: non per inerzia, ma per scelta deliberata di chi li ha costruiti.

L’interfaccia è rimasta sostanzialmente invariata per quasi trent’anni. Nessuna riprogettazione, nessun rumore. Nel 2019 una vulnerabilità critica nel formato ACE ha messo a rischio 500 milioni di utenti — e il programma ha continuato a essere installato su ogni nuovo PC come se niente fosse.

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