YouTube Music introduce l’ordinamento delle playlist per titolo, artista e album

YouTube Music introduce l’ordinamento delle playlist per titolo, artista e album

YouTube Music introduce l’ordinamento delle playlist per titolo, artista e album.

La novità, segnalata da alcuni utenti Android e ripresa da PiunikaWeb, punta a rendere più semplice la gestione delle raccolte musicali. Una richiesta che la community porta avanti da anni.

Playlist in ordine per Title, Artist e Album: il rollout passa dal server

Le nuove opzioni sono tre: Title, Artist e Album. Si aggiungono ai sistemi già presenti su YouTube Music, come l’ordinamento manuale, i brani più votati, i più recenti e i meno recenti. La prima segnalazione è arrivata da un utente Reddit con YouTube Music versione 9.20.52 su Android. Il punto, però, è un altro: il rilascio sembra avvenire lato server. Non basta quindi avere l’app aggiornata. Due utenti con la stessa versione possono trovarsi davanti schermate diverse: uno vede i nuovi filtri, l’altro no.

Google, per ora, non ha pubblicato indicazioni ufficiali su tempi e Paesi interessati. Stando alle prime segnalazioni, il rollout dovrebbe estendersi nelle prossime settimane. Per chi ha playlist molto lunghe, magari costruite negli anni con centinaia di brani, poter ordinare per nome del brano, artista o album cambia parecchio l’uso quotidiano: meno scorrimenti, meno ricerche a mano, meno tempo perso davanti allo schermo.

Una funzione attesa da anni, mentre crescono servizi e prezzi

La reazione degli utenti è stata in gran parte positiva. Non sono mancati, però, i commenti più diretti: “doveva esserci dal primo giorno”, hanno scritto diversi abbonati nelle discussioni online. Il motivo è chiaro. Servizi concorrenti come Spotify e Apple Music offrono da tempo forme di ordinamento alfabetico delle playlist, considerate ormai una funzione di base da chi ascolta musica ogni giorno.

I nuovi filtri arrivano mentre YouTube Music sta allargando la sua offerta, compresa la possibilità per gli utenti Premium di creare playlist con strumenti di intelligenza artificiale partendo da una descrizione, come un genere o uno stato d’animo. Nello stesso periodo, però, la piattaforma ha aumentato i prezzi in alcuni mercati: negli Stati Uniti il piano individuale è salito a 12 dollari al mese. Più funzioni, dunque, ma anche un costo più alto per chi resta nell’ecosistema Google. La nuova gestione delle playlist non basterà da sola a convincere tutti a pagare un abbonamento. Risolve però una mancanza concreta, visibile, e sentita da tempo.

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