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Riflessione sui limiti di Second Life

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Recentemente ho iniziato a interessarmi seriamente a Second Life, principalmente per lavoro ma ora anche per svago personale.

Nell’ambito di alcune ricerche sul livello di apprezzamento di SL all’interno del web ho potuto constatare come siano pochi gli schieramenti neutrali nei confronti della comunità virtuale creata da Linden Lab, o la si odia, o la si ama, ci sono poche vie di mezzo.

Come in tutte le cose cerco sempre di non farmi troppo condizionare dai pareri altrui, anche se è difficile, e ho scelto un approccio empirico all’analisi degli ipotetici limiti emersi dalla mia ricerca; ho avuto l’impressione che quelli maggiormente evidenziati sono a volte frutto di considerazioni frettolose e approssimative e in questo contesto vorrei esprimere le mie riflessioni.

Partirò dal primo grande limite evidenziato da molti e considerato come insormontabile per il successo di SL, soprattutto come strumento per le aziende.

Second Life è per pochi“. Vero: l’accesso a Second Life non è semplice e immediato come altri “social media”. È necessario scaricare un software e avere a disposizione un computer dalle prestazioni medio-alte insieme ad una connessione veloce per poter navigare senza eccessivi rallentamenti. Una volta attivato l’account bisogna poi destreggiarsi tra le diverse funzionalità al fine di riuscire a crearsi un avatar, vestirlo e farlo muovere all’interno degli spazi 3D.

Ma ciò che nasce e vive in Second Life non si esaurisce in Second Life. La possibilità di crearsi una Seconda Vita è infatti una prospettiva che affascina notevolmente anche coloro che non hanno dimestichezza con la tecnologia e contemporaneamente i media e l’opinione pubblica premiano le aziende che decidono di aprirsi a nuove modalità di interazione con i propri clienti, e SL rappresenta, almeno per il momento, una delle frontiere più innovative nel ventaglio degli strumenti di comunicazione interattiva.

Si può quindi pensare che non si tratti di un vero e proprio limite visto che la vita virtuale di Second Life ha dei riflessi rilevanti anche nella vita reale di milioni di persone e società.

Forse è una considerazione banale, ma non sono sicura che l’abbiano fatta tutti coloro che hanno “bocciato” SL senza possibilità di essere rimandato a settembre.

C’è qualcuno che ha voglia di espormi le proprie riflessioni su questo primo ipotetico limite?

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  • 07/07/2007 alle 07:29 #138463

    Lafra
    Participant
    07/07/2007 alle 08:06 #161868

    Salvatore
    Membro

    il fatto che SL è x pochi, a causa delle risorse necessarie sul pc e di una connessione DSL molto veloce, si potrebbe superare nel web 3.0, se come dicono in tanti (http://www.ictv.it/file/vedi/76/prof-degli-antoni-il-web-20-e-second-life/) il web 3.0 nascerà da SL. oggi ci son le conoscenze per far sì che nel web 3.0 queso limite sia superato. o per lo meno le si stan sperimentando (http://webnews.html.it/news/leggi/6243/382-km-via-wifi-nuovo-record/).

    07/07/2007 alle 20:36 #161869

    I-xbox.It
    Participant

    Diciamo che il limite tecnico per prestazioni di pc e rete è superabile con il semplice passare del tempo. I pc si aggiornano le connessioni (si spera) migliorano e così via.

    Personalmente “pasticcio” in second life da una decina di giorni e le potenzialità mi attirano; una cosa è certa è un po’ poco immediato. Se non usi la carta di credito ci vorrà tempo prima di farsi notare e quindi creare attrattiva.

    Mi piacerebbe ad esempio vendere vestiti creati in photoshop. Solo per caricare le texture ci metti 10L$ ed all’inizio pesano … non parliamo di affittare un negozio.

    Ma sbaglio o ci sono anche le tasse? Forse un po’prematuro.

    08/07/2007 alle 10:21 #161870

    Fausto preste
    Participant

    Trovo il tuo intervento interessante ed in gran parte concordo, sono sicuro che non sia opportuno esprimere dure critiche su una realtà nuova, rivoluzionaria e così mutevole com’ è Second Life.
    Non sono un guru sull’ argomento, mi sono limitato ad interessarmene e ad esplorare questo “nuovo mondo” per qualche tempo, sono però giunto così a delle mie modeste considerazioni che in parte includono gli argomenti spesso più utilizzati da chi muove critiche impietose verso SL.
    Deve essere riconosciuto il fatto che le possibilità promesse e tanto acclamate in Second Life non siano assolutamente alla portata dell’ utente medio, la partecipazione allo sviluppo di SL è infatti riservata a chi sia disposto ad imparare il suo linguaggio interno l’ LSL (Linden Scripting Language). Sembrerebbe quindi vero, allo stadio attuale, che Second Life non sia accessibile proprio a tutti e senz’altro non lo sia nelle sue funzionalità più innovative, quelle che realmente costituiscono il potenziale maggiore.

    Un fenomeno diffuso è costituito dagli utenti che giungono a SL attirati dalle possibilità di guadagno che la sua nuova economia offre, per poi rinunciare in pochi giorni all’ impresa perché incapaci di realizzare le proprie fantasie. La domanda che mi pongo è: cosa offre Second Life ai comuni mortali? Milioni di iniziative, d’ ogni genere ed in ogni lingua; compaiono organizzazioni, aziende, istituzioni, politici, tutti con una repentina corsa alla presenza nella comunità.
    Molti sostengono però che il grado di soddisfazione che gli utenti esprimono riguardo queste “presenze” non sia sempre positivo, pesante e molesta è ad esempio la comparsa insistente di molti marchi che sembrano aver scambiato Second Life per un vuoto spazio pubblicitario.

    Ma limitarsi ad elencare le pecche di SL come si farebbe di un qualsiasi prodotto credo sia sbagliatissimo, Second Life offre incredibili opportunità di espressione, e apre prospettive mediatiche prima inesistenti, l’ approccio migliore è a mio parere quello di riconoscerne le potenzialità, consapevoli del fatto che si sia ben lontani dalla perfezione, ma che nulla può farci presagire oggi che la situazione non possa essere migliorata.
    Possiamo prevedere che proprio la natura partecipativa di Second Life, la stessa che oggi molti additano come responsabile dello scarso valore contenutistico di molte aree, diventi invece in un futuro prossimo fonte di contenuti qualitativamente sempre migliori. Daltronde proprio come nel web, è nell’ interesse degli editori attrarre utenti assecondando le loro necessità.
    Lo sviluppo costante di nuove tecnologie porterà sicuramente ad una fruibilità sempre maggiore così che il bacino d’ utenza cresca, si faccia vario avvicinando gradualmente anche gli utenti meno pratici. Gli stessi investitori, che alimentano forti interessi attorno a SL, trarrebbero vantaggio dal poter disporre di un target più vario cui riferirsi.

    Trovo che alla base di Second Life vi sia un’ idea geniale, assolutamente da incoraggiare e da guardare con ottimismo, non si può essere troppo critici con una realtà senza pari ne precedenti.

    09/07/2007 alle 07:45 #161871

    Lafra
    Participant

    Sono d’accordo con smal e Alessio nel pensare che considerare le carenze tecniche di Second Life come un vero e proprio limite al suo sviluppo sia giusto ma riduttivo nell’analisi dei fattori di valutazione del servizio, insomma SL non è solo un’evoluzione tecnologica ma per molti anche sociale. Forse in questo contesto si potrebbe analizzare il fenomeno di Second Life non come prodotto di Linden Lab ma come possibile nuova frontiera nel web, magari in futuro SL non esisterà più ma ci sarà sempre un luogo dove milioni di avatar potranno incontrarsi e dove le aziende potranno promuoversi in maniera differente.

    @Fausto: e io ho trovato interessante il tuo intervento, quindi grazie mille. Mi è piaciuta la frase che hai usato per concludere il tuo commento “non si può essere troppo critici con una realtà senza pari ne precedenti”, perchè è proprio questo il motivo che mi spinge a cercare di mantenere un approccio quanto più neutrale possibile nei confronti di Second Life; sono molto curiosa di vederne gli sviluppi futuri, siano essi in salita o in discesa.

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