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PayPal e PostePay a braccetto

PayPal può essere usato come strumento di incasso, quindi il credito può essere fatto confluire sul conto PostePay, quindi quest'ultima prepagata può essere usata per i pagamenti online su eBay al pari di PayPal (a cui rimane l'esclusiva dell'incasso)

«Poste Italiane e Paypal, società del gruppo eBay, titolare della piattaforma di pagamenti online attiva in Italia e nel mondo, hanno stipulato un accordo che ottimizza i sistemi di pagamento via Internet ed è particolarmente vantaggiosa per i venditori su eBay titolari di una carta prepagata Postepay (leader di mercato in Italia e in Europa con oltre 3,3 milioni di carte in circolazione)».

Viene così annunciata una importante partnership tra i due nomi più importanti nel settore degli acquisti online in Italia: PayPal e Poste Italiane (peraltro non a caso i due nomi più avversati dalla piaga del phishing) stringono un accordo che permetterà agli utenti di utilizzare l’uno e l’altro nei rispettivi ambiti, fornendo così ad entrambe le parti un importante vantaggio concorrenziale che si riflette in una opportunità nuova per l’utenza. In pratica «chi vende online potrà far confluire “in sicurezza” sulle carte Postepay il credito accumulato sul proprio conto PayPal in seguito ai pagamenti ricevuti».

Una nota, in particolare, rende trasparenti i termini della collaborazione: «l’accordo chiarisce ancora una volta la posizione di eBay e di Poste Italiane sull’utilizzo della carta prepagata: può essere utilizzata (tramite PayPal) come strumento di pagamento sulla piattaforma, ma non come mezzo di incasso». A celebrare l’accordo per PayPal è Giulio Montemagno, Conuntry Manager di PayPal Italia: «già oggi un compratore italiano online su quattro ha un conto PayPal, e il 10% dell’e-commerce passa dalla nostra piattaforma, ma i margini di crescita sono ancora ampi [...] le carte prepagate hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’e-commerce, perché permettono di vincere la diffidenza degli italiani verso i pagamenti online. L’accordo con Poste Italiane rappresenta perciò un ulteriore passo per l’affermazione di PayPal, di eBay e del commercio elettronico in genere».

Sulla stessa linea d’onda Alberto Scaduto, responsabile sistemi di pagamento di Poste Italiane: «è su Internet che oggi avviene oltre il 50% degli acquisti con Postepay e più del 10% delle transazioni di e-commerce in Italia si conclude con la nostra prepagata [...] la nuova funzionalità di PayPal rappresenta anche un’alternativa per alimentare la Postepay e avere rapido accesso ai fondi, prelevandoli presso gli ATM Postamat o spendendoli presso esercenti fisici e virtuali».

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  • max

    ma quanto ci costa acquistare o vendere attraverso questi sistemi? ho come la sensazione che si tratti di vampiri succhiasangue. ma non ho esperienza concreta. sbaglio?

  • RoMer

    Senza dubbio è un passo avanti ma affinché i venditori, che come me, utilizzano eBay per disfarsi di ciò che non serve più e possano trovare vantagioso richiedere pagamenti tramite Paypal, le tariffe di quest’ultimo devono essere notevolmente ridimensionate. Ai voglia di vietare dal regolamento il pagamento su Postepay, ancora oggi in Italia è il pagamento più utilizzato in assoluto e il motivo è molto semplice: qualsiasi sia l’importo pagato costa solo 1 Euro! Paypal invece va in percentuale e tassa perfino le spese di spedizione: ASSURDO!!! Se vendo un oggetto per 250 Euro e la spedizione ne costa 15, Pago “il pizzo” per 265 Euro che è di 9,36 Euro (ripeto: 9,36 Euro). Ma la cosa ancora più assurda è che questi costi li deve sopportare il venditore e non l’acquirente; ma quando mai si è vista una cosa del genere? È l’acquirente che deve scegliere il metodo di pagamento che più gli aggrada e sostenere i costi della sua scelta. Quando Paypal capirà queste cose si renderà conto del perché si utilizza postepay piuttosto che Paypal. Ma in fondo credo che tutto ciò lo sappiano già quelli di Paypal ma ridurre le commissioni di incasso per loro costerebbe troppo; meglio perseguitare gli acquirenti e soprattutto i venditori.

  • max

    no… non sbagliavo.
    mi stupisco solo che ci sia tanta ingenuità tra i “fruitori”. è ovvio che “loro” hanno tutto l’interesse a proteggere gli acquirenti: se si lamentano loro (acquirenti) il business finisce. qui tutti “mungono la vacca grassa”… chissenefrega se, poi, la vacca è arrivata all’osso!!!
    di fatto, i venditori che pagano regolari tasse allo stato vengono cojonati dallo stato che li rapina con tasse e balzelli. lo stato, poi, difende e avvantaggia coloro che fanno concorrenza sleale tramite ebay (e non pagano tasse) e li lascia rapinare da altri. (meno male… altrimenti, io che vendo e pago tasse… sarei troppo svantaggiato e non potrei sopravvivere). l’unico piacere che ne traggo è che questo sistema vampiresco funziona a livello internazionale e che, quindi, noi italiani, per una volta, siamo equiparati al resto del mondo senza fare la solita figura di fessi. ma quando inizieremo a dire basta a queste rapine? adesso si fondono anche per diventare piu forti e infilare piu in profondità le loro mani dentro le nostre tasche…