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Nasce la community della Polizia europea

Per capirsi occorre dialogare. E capire significa crescere. Per questo le forze di Polizia di tutta Europa saranno chiamate a condividere le proprie iniziative in rete, così che anche i corpi degli altri paesi membri possano far tesoro dell'esperienza

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«Incontrarsi, condividere, imparare»: sono questi tre principi le basi fondanti di un particolare social network pensato per le forze di Polizia dell’Unione Europea. Il progetto, da breve presentato presso l’Ufficio Relazioni Esterne della Polizia Italiana, prende il nome di Communicating security using ICT e si configura come « la prima Rete tra le forze di polizia europee per condividere le iniziative di comunicazione sul tema della sicurezza»

Il concetto alla base del nuovo sito è spiegato sul portale della Polizia di Stato: «Questa community non nasce come un canale investigativo ma è principalmente uno spazio web dove i colleghi degli Uffici relazioni esterne delle polizie dei vari Paesi possono condividere, in tempo reale, i modi utilizzati per comunicare sicurezza ai cittadini così come le iniziative intraprese per farli sentire più sicuri. [...] Il progetto rientra in un’iniziativa più ampia della Commissione europea che è quella di informatizzare sempre di più la Pubblica Amministrazione (e-government) sfruttando il web e le tecnologie informatiche per migliorare i servizi offerti ai cittadini». Il sito pensato per le forze di Polizia, infatti, rientra nel progetto più globale di epractice.eu, un modo per sfruttare il Web al fine di «standardizzare i modelli di comunicazione» a livello continentale.

L’iniziativa “Communicating security using ICT”, nella sua specificità, nasce essenzialmente come un sistema di interazione tra le forze di Polizia, i cui responsabili per le PR organizzeranno informative relative alle azioni intraprese per migliorare la sicurezza del cittadino. La condivisione di tali informazioni permetterà ai paesi membri di intraprendere iniziative similari, trovando nello scambio di notizie uno spunto per migliorare il servizio reso alla cittadinanza. «A questa importante iniziativa le forze di polizia non si possono sottrarre», ha spiegato Maurizio Masciopinto, direttore dell’Ufficio relazioni esterne della Polizia di Stato, «perché abbiamo numerose esperienze fatte di strategie e di soddisfazione dei bisogni della gente ed è un patrimonio che dobbiamo necessariamente socializzare».

Condivisione è ricchezza, chiusura è povertà: in questo la Rete va incontro alle esigenze delle forze dell’ordine, le quali possono ora far tesoro dei contenuti del portale integrandovi le proprie esperienze: «Nel caso della polizia italiana sono stati presenate alcune campagne di socializzazione, ma anche il nostro sito Internet e il Commissariato di Ps online, attraverso i quali la polizia offre importanti servizi ai cittadini, comunicando al tempo stesso sicurezza».

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  • 16/09/2009 alle 11:30 #146650

    Giacomo Dotta
    Amministratore

    Per capirsi occorre dialogare. E capire significa crescere. Per questo le forze di Polizia di tutta Europa saranno chiamate a condividere le proprie iniziative in rete, così che anche i corpi degli altri paesi membri possano far tesoro dell’esperienza

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    29/11/2009 alle 16:57 #200723

    Alberto
    Participant

    Data la situazione sociale che sta attraversando tutto il vecchio continente, il perdurare di una crisi, non solo di carattere economico ma anche di valori etici e morali ed un malessere, non ben identificato a livello sociale, che riesce a tirar fuori da molti settori della società contemporanea la parte peggiore; ritengo che la sicurezza sia quella necessità che ogni strato della nostra popolazione e non solo ma ogni singola fascia di cui la medesima e suddivisa: le donne, i bambini, gli anziani di ogni ceto, non solo, pensiamo a tutti coloro che per necessità sono costretti a percorrere delle strade urbane ed extra urbane a partire dai pedoni che non sono mai rispettati come elementi del traffico poi i ciclisti, i motociclisti, gli stessi atomobilisti ed infine i camionisti. Per non parlare di tutti coloro che risiedono nelle proprie abitazioni, che tutrela hanno? A partire dai minori, agli anziani e per farla breve alle donne, le solite che stando alle più recenti statistiche risultano essere più in pericolo fra le mura domestiche, per quanto riguarda la propria incolumità personale, che non fuori.
    Il quadro sino a quì dipinto non è soltanto frutto di un racconto di romanzo ma semplice verità che si legge tutti i giorni su ogni quotidiano distribuito sul nostro territorio!
    Tuttoquesto per mettere al centro di tutte le attuali attenzioni dei governi e relativi corpi di polizia la difesa, la sicurezza, la possibilità di vivere in un quartiere, un comune, uno stato ove legalità e giustizia possano dare quelle garanzie di vita per il benessere della intera comunità nazionale.