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Microsoft, patto triennale con le scuole italiane

Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini; il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta; il consigliere delegato di Microsoft Italia, Umberto Paolucci. Sono loro le firme sul protocollo di intesa triennale per la scuola italiana

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, assieme al Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, hanno firmato presso Palazzo Chigi un protocollo d’intesa con il gruppo Microsoft. L’obiettivo è quello di introdurre la tecnologia nella scuola e nell’insegnamento, al pari di quanto stipulato dal ministero con Intel per far leva sulla tecnologia nella formazione del corpo studenti.

La firma del documento (pdf) è avvenuta venerdì e a darne notizia è il sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione, secondo il quale l’accordo «si inserisce all’interno dei progetti che i due Ministri stanno sviluppando con l’obiettivo di innovare e migliorare la didattica attraverso le tecnologie digitali e percorsi di formazione rivolti ai docenti proprio per agevolare e favorire l’utilizzo dei nuovi strumenti informatici in classe». Secondo quanto indicato, il progetto “La Scuola Digitale” si divide in due parti. Della prima si era già parlato a fine 2008, in occasione dell’introduzione delle Lavagne Interattive Multimediali. Sotto questo punto di vista i risultati sarebbero oggi concreti: «Sono già state installate a settembre 7.697 LIM che si aggiungono alle 3.300 LIM fornite dal Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l’innovazione tecnologica».

Firme al protocollo

La seconda fase del progetto prende avvio in concomitanza con il nuovo annuncio e prevede di informatizzare la totalità delle scuole medie sul territorio: «L’obiettivo è di avere entro giungo altre 20.000 classi attrezzate e complessivamente 100.000 insegnanti in formazione. Il progetto “Cl@ssi 2.0″, che ha già coinvolto la scuola secondaria di primo grado, ha l’obiettivo di trasformare l’ambiente di apprendimento tradizionale attraverso le ICT. Da oggi parte una seconda fase che riguarderà anche le scuole primarie e secondarie superiori. Sono state selezionate intanto 156 scuole, entreranno in formazione 1.404 insegnanti di tutte le discipline e 3.526 studenti delle classi prime».

Maria Stella Gelmini e Renato Brunetta

Tra i progetti del ministero v’è inoltre una semplificazione dei rapporti tra la scuola e la famiglia, passando anche in questo caso attraverso il mezzo informatico, a partire da:

  • «Pagelle online»;
  • «Registro elettronico di classe»;
  • «Notifica alle famiglie via SMS delle assenze dei figli»;
  • «Prenotazione colloqui con i docenti»;
  • «Certificati online»;

Il ruolo Microsoft è simile a quello garantito da Intel: la disponibilità a favorire le attività scolastiche legate alla tecnologia con strumenti e programmi adeguati allo scopo, nonché all’educazione verso un rapporto consapevole con il Web e con i suoi servizi. Un evidente accordo di mutuo vantaggio, con Microsoft nella posizione più adatta per proporre le proprie soluzioni ad utenti alle prime armi con l’informatica.

I computer che giungeranno alle classi saranno finanziati dallo Stato per un ammontare di circa 150 euro cadauno.

Se vuoi aggiornamenti su Microsoft, patto triennale con le scuole italiane inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • ju

    Alternative libere no eh?

    Altri milioni di euro buttati a mare per colpa di due pseudoministri ignoranti e i computer delle nostre scuole affidati a sistemi stranieri che manco funzionano: i miei complimenti.

  • Andrea

    Certo che la Microsoft e’ disponibile cosi la nostra scuola genererà un altra generazione di lavoratori dipendente dai prodotti “close” di Microsoft.

    State svendendo il futuro dell’Italia per qualche marchetta; vergognatevi.

  • Francesco Argese

    Per migliorare la didattica in Italia è proprio indispensabile utilizzare tecnologie PROPRIETARIE?

    A mio parere equivale a diventare dipendenti da tecnologie:

    1) chiuse
    2) costose
    3) che portano flussi economici consistenti fuori dall’Italia
    4) che non producono molto lavoro per noi informatici italiani nel prossimo futuro

    Sono state almeno prese in considerazione le alternative open source? Esistono anche aziende open source che hanno dei programmi per l’istruzione. E poi non bisogna dimenticare che si potrebbero considerare anche le aziende locali, verificandone la qualità.

    Solo per citare un paio di programmi di cui io sono a conoscenza:
    http://www.ubuntu.com/education/management
    http://www.opensuse-education.org/

    Secondo voi quali potrebbero essere i vantaggi di un accordo con Microsoft che queste alternative non sono in grado di offrire?

  • Andrea

    Pur essendo un windows-fan (lo ammetto), non vedo perchè la pubblica amministrazione deve spendere soldi con software proprietari. E’ inaccetabile. Per non parlare dell’altro protocollo di intesa con intel e per non parlare di questi due ministri che fanno del risparmio (in realtà tagli) il loro cavallo di battaglia. Allora sono solo parole… l’importante è saperlo.

  • MATTAEXX

    L’ITALIA SCEGLIE SEMPRE MALE SITE CORROTTI COME LA MICROSOFT DI *****
    VIVA LINUX

  • filobus

    ma nessuno può fare un esame grafologico delle firme di codesti signori?
    ..la Gelmini sembra una studentessa delle medie, Brunetta fa un ghirigoro da folle, Mr. Microsoft fa due sopracciglia! :-D

  • Paolo

    …mmah, qualcuno mi sa dire a cosa servono “realmente” queste cavolo di LIM (saranno alla fine ben 10.000 esemplari per un costo totale in euro dell’operazione di 20.000.000 costi per istruire gli insegnanti all’uso)? Voglio dire, non era meglio investire per dare un contributo alle famiglie nella spesa dei libri scolastici? mi spingo oltre: non era meglio avviare una procedura di digitalizzazione dei libri (con annessa agevolazione nella gestione del copyright), per arrivare magari un domani ad avere ‘sti poveri figlioli che invece di dover trasportare volumi e volumi di carta se ne vanno a scuola con un netbook o Kindle? (lo so, sono il solito utopista).

    …beh, per quanto riguarda Microsoft < >

  • http://aleantonelli.altervista.org Gabbianone94

    La cosa è in sé buona, solo sono preoccupato di come verrà applicata.
    Provo a darvi un’anticipazione: nel liceo scientifico che frequento hanno preso autonomamente l’iniziativa del registro elettronico già dall’anno scorso: quando il progetto è entrato a regime (verso marzo-aprile) le classi sono state dotate di un netbook, da quello che ho potuto vedere equipaggiato con Win XP e un’interfaccia per l’inserimento delle assenze e l’adempimento delle altre formalità burocratiche basata su Access 2000 (sì, 2000); il netbook era collegato con il database centrale della scuola con una connessione wi-fi. Il risultato è stato che la burocrazia è raddoppiata (bisognava compilare *anche* il registro cartaceo per legge), i professori (nonostante fossero stati dotati di un manuale d’uso cartaceo) non capivano come usare il netbook (una volta una prof è rimasta 20 minuti a provare a mettere un’assenza, finché mi ha chiesto cosa faceva di sbagliato, gli ho fatto notare che c’era un messaggio di errore -anche bello grosso- che avvisava “selezionare uno studente”, dato che non aveva spuntato il checkbox). A peggiorare le cose il fatto che l’antenna della wi-fi copre si e no il 60% delle aule della sede centrale (costringendo i professori a vagare per la classe/uscire in corridoio per cercare segnale), mentre nella succursale non c’è copertura di alcun tipo (e alcune classi passano anche 3-4 giorni alla settimana in succursale); e poi la batteria, anche in standby, raramente dura le 5 ore necessarie. Di tutto questo alla fine solo i pagellini e le pagelle sono visibili nel sito della scuola (stile web 1.0 simil-1995, realizzato con MS Word 10 e ottimizzato per IE6).

    Tutto questo -e scusate la lunghezza- per dimostrare quanto in questo campo servano delle conoscienze specifiche e che situazioni può creare un sistema del genere “fatto in casa”.

    Spero che l’iniziativa statale produca dei risultati migliori di questi, ma la cooperazione con Microsoft non mi fa ben sperare…

  • http://antoniolorusso.com antonio lorusso

    siamo alle solite … quanto ha preso brunettino con questa firma da mister microsozz? e i soldi che si dovevano risparmiare? ladri, bugiardi, truffatori, facce di c__o, ignoranti …
    Software libero niente? dare lavoro alle aziende di sviluppo italiane? vi mettessi le mani alla gola…

  • http://www.rasellaguido.com rasellaguido

    Beh,
    non avrà di sicuro l’8 in condotta però … che sia stato lo sconvolgimento cliamtologico ad iniziare a far apparire un pò di sale in zucca alla Gelmini ?

  • Ferdinando

    Ciao a tutti, quoto filobus perchè le firme in genere sono sempre incomprensibili ma capire che la firma del tappo si avvicini al suo nome mi sembra paradossale..anche io sono contrario a tutto sto monopolio di microsoft(poste,istruzione,pubblica amministrazione), si vede che all’univ si pensa in maniera diversa(java,ansi c,php,j2me,linux,mysql,postgresql,ecc)
    però davvero si poteva fare di meglio e qui quoto chi giustamente insultano e maledicano sti idioti che buttano via i nostri soldi, sono bravi a cacciare la gente,e a falciare come la morte tutto quanto ma se si ammala un maestro delle elementari?chi ci sta in classe come supplente(vale anche per medie e superiori)?…per lo meno spero che a chi studia informatica come me, insegnino il .net e tutte quelle cose li, perchè è meglio avere un bagaglio di cultura anche di quella parte della barricata perchè c’è chi lo chiede nel mondo del lavoro(sempre che ti prendano a lavorare), ma solo per questo, perchè il sapere arrangiarsi all’univ con gli open source ti fa sentire più appagato di quanto non ti possa sentire usare gli strumenti M.

  • http://www.rasellaguido.com rasellaguido

    Clicca qui:- http://www.rasellaguido.com/NewsPaper/Grandi Affari.htm – e leggi tutto !

  • http://www.rasellaguido.com rasellaguido

    Trascrive sempre così ? – In errata corrige clicca qui:- http://www.rasellaguido.com/NewsPaper/Grandi Affari.htm – e…

  • http://www.rasellaguido.com rasellaguido

    Scriviti il link nel browser,e non cliccarci sopra,visto che webnews … non ha ancora imparato a trascrivere i link.

  • http://www.webnews.it Giacomo Dotta

    Webnews li trascrive bene. L’errore è nel lasciare gli spazi vuoti ;) Peraltro sarebbe corretto riportare qui un’opinione, dopodiché si può anche linkare. Perché ora come ora è davvero difficile ricollegare l’argomento di questo articolo con quello del testo linkato. Spiegare sarebbe utile.

  • http://www.rasellaguido.com rasellaguido

    Giacomo Dotta ?
    se li scrivesse bene il sarebbe scritto “per cento-venti” e non come “Spazio Vuoto” tanto per …
    Inquanto all’argomento … ti diamo l’8 in condotta anche a te se vai avanti così !