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Passare a Windows 7: gli utenti business possono aspettare

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Gli analisti del Gartner Group, studiando il bacino di utenza business, hanno definito il passaggio a Windows 7 non del tutto inevitabile.

Michael Silver e Stephen Kleynhans, nella loro analisi, hanno messo in evidenza alcuni punti chiave, da prendere in considerazione prima di una transizione verso Windows 7 sul parco macchine aziendali:

  • Windows 7 non è una “major release” bensì una versione di Windows Vista tirata a lucido; tuttavia presenta alcune caratteristiche ideali per l’utenza business come AppLocker, BitLocker to Go, BrancheCache, un UAC migliorato come anche l’interfaccia e il supporto per la gestione delle reti domestiche (Homegroups);

  • Si dovrebbe tener conto dei limiti di upgrade/downgrade imposti da Microsoft; in assenza di un programma di fornitura software o nel caso in cui Windows 7 non sia incluso nell’acquisto di nuovi PC, le spese di aggiornamento possono diventare ingenti;
  • Microsoft ha esteso il supporto (a pagamento) a Windows Xp fino al 2014; quello ufficiale si è concluso nell’aprile 2009 e in genere i software di terze parti ricevono supporto dai produttori almeno ancora per due anni dopo la fine del supporto ufficiale per il sistema operativo; pertanto tenendo conto dell’estensione di cui sopra, si può ragionevolmente pensare che Windows Xp godrà di ottima salute fino al 2013;
  • Non c’è bisogno di aspettare un eventuale Service Pack 1 prima di installare Windows 7; Microsoft rilascia continuamente aggiornamenti automatici, gli stessi che poi confluiscono nei Service Pack; inoltre Microsoft non ha ancora pianificato alcun rilascio di un SP1 per Windows 7, ma si tende a credere che questo avverrà verso la metà del 2010;
  • Le aziende dovranno pianificare i costi di un periodo di 12-18 mesi per il test del nuovo sistema operativo e la formazione degli utenti; poiché Windows 7 ha fatto registrare una buona beta, tale periodo può essere leggermente ridotto, ma bisogna lasciare il tempo (almeno un anno) agli utenti, ai tecnici interni, ai rivenditori e ai centri di supporto privati di potersi formare per poter utilizzare il nuovo sistema e fornire un supporto adeguato.

Sempre secondo Gartner, circa l’83% degli utenti intervistati non ha effettuato il passaggio a Windows Vista, ed essi incontreranno costi di migrazione sicuramente maggiori di colore che invece lo hanno adottato, riducendo in un certo senso il gap tra le due esperienze d’uso.

Inoltre si rileva che il 21% degli utenti ha pianificato un migrazione a Windows 7 nella prima metà del 2010, il 30% nella seconda metà del 2010, un altro 23% nella prima metà del 2011 e il 20% più tardi (solo il 6% passerà a Seven entro il 2009).

In ultima analisi si è visto come il mercato business, a differenza di quello consumer, è sempre stato restio nel passare ad un sistema a 64 bit; oltre il 50% degli utenti pensa di rimanere ai 32 bit anche con Windows 7; questo probabilmente dipende dai costi per il cambio di hardware e dal fatto che in campo aziendale (all’utente aziendale medio) i 64 bit non offrono benefici immediati dal punto di vista applicativo.

Infine, alla luce di quanto analizzato finora Gartner propone alcuni consigli agli utenti business incerti sul da farsi a proposito di Windows 7:

  • Windows 2000: migrate subito, il supporto per Windows 2000 termina definitivamente nel 2010;
  • Windows XP: installate il Service Pack 3, e programmate di aggiornare entro il 2012 in previsione della fine del supporto esteso fino al 2014;
  • Windows Vista: pianificate 12-18 mesi per provare Windows 7 e per un miglior supporto da terzi;
  • Linux: controllate il ROI e scegliete bene.

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