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Overclock della CPU, un glossario dei termini

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Le componenti hardware presenti nei nostri PC vengono solitamente impiegate sfruttando solo in parte le loro reali potenzialità. Le tecniche utilizzate per spingere al limite le loro capacità di calcolo, rientrano nelle procedure di oveclock (o overclocking).

Approcciare questo tipo di operazioni può non essere agevole per i neofiti, spesso bloccati dal timore di incorrere in sistemi instabili o danni irreversibili alle componenti, ma se si presta attenzione ad alcuni semplici accorgimenti di base, le modifiche effettuate risulteranno del tutto reversibili e senza alcuna conseguenza, garantendo inoltre la piena stabilità durante il funzionamento.

Ecco, di seguito, un breve glossario dedicato ad illustrare il significato di alcuni dei termini più utilizzati nelle guide all’overclocking delle CPU.

  • CPU: acronimo di Central Processing Unit, oppure Unità Centrale di Elaborazione in italiano, la CPU è il cuore pulsante di ogni computer, ovvero si occupa di eseguire tutte le istruzioni necessarie al funzionamento del sistema;
  • frequenza: quando si sente parlare, per esempio, di 2,66 GHz, questo valore sta ad indicare il numero di operazioni che un microprocessore è in grado di effettuare in un secondo, vale a dire 2,66 miliardi di cicli ogni secondo;
  • moltiplicatore: è uno dei fattori che, insieme alla frequenza di base del microprocessore, contribuiscono ad ottere la frequenza di lavoro sopra citata. Per esempio, una frequenza di 133 Mhz e un moltiplicatore 20x daranno vita ad una CPU identificata dalla sigla 2,66 GHz. Proprio modificando questi due valori (frequenza e moltiplicatore), è possibile migliorare le prestazioni dell’hardware;
  • core: in passato ogni CPU era costituita da un singolo core, cioè da un singolo elaboratore, mentre negli ultimi anni sono stati introdotti microprocessori con due o più core (dual core, quad core ecc.), al fine di ottimizzare l’esecuzione contemporanea di più processi;
  • socket: rappresenta il sistema attraverso il quale una CPU viene connessa alla scheda madre. In parole povere, sta ad indicare la “forma” dei connettori tra le due componenti, da conoscere sempre quando si desidera effettuare l’upgrade del processore mantenendo la stessa mainboard;
  • VCore: sta per CPU core voltage, ovvero indica il voltaggio con il quale è alimentato il microprocessore;
  • VDimm: come la voce precedente, ma questa volta riferita alla RAM.

Ma come si esegue fisicamente un’operazione di overclock? Quali sono le nozioni che stanno alla base di questo incremento in termini di prestazioni? Essenzialmente, si tratta di modificare alcuni dei parametri sopra elencati. Per esempio, al fine di aumentare la frequenza di lavoro, sarà possibile agire su voltaggio e moltiplicatore, ovviamente in maniera cauta e cercando di trovare un equilibrio che consenta al sistema di non incorrere in malfunzionamenti.

Per gli overclock più spinti bisogna poi tenere in considerazione il problema dell’eccessiva generazione di calore, che potrebbe dare luogo a surriscaldamenti se non smaltito attraverso ventole aggiuntive o addirittura impianti di raffreddamento a liquido.

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