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Bandiera francese

Bienvenue, Google Books

Google Books scannerizzerà i libri Hachette Livre in lingua francese: Google sconfigge così chi, in Francia, temeva una colonizzazione culturale

E alla fine Google conquistò anche la Francia. Il paese che più di ogni altro aveva opposto resistenze di ogni tipo ai progetti di scannerizzazione di Mountain View, infatti, ha allentato la propria opposizione ed ha accettato di concedere parte dei propri volumi all’azienda statunitense. L’accordo, approssimativamente similare rispetto a quello già siglato anche con le istituzioni italiane, è stato pattuito con Hachette e porta a Google Books un nuovo importante vantaggio competitivo rispetto agli altri progetti similari in ballo.

La prima feroce opposizione ai progetti di scannerizzazione di Google venne dalla Bibliothèque Nationale de France, i cui responsabili vedevano nei progetti d’oltreoceano un chiaro tentativo di colonizzazione culturale che andava fermato con reazioni uguali e contrarie. I progetti francesi, però, non sono andati a buon fine e nel tempo è stato chiaro come all’opposizione formale non avrebbe corrisposto in realtà alcuna iniziativa costruttiva in grado di dar sostanza alle resistenze messe in atto. Dopo il mondo dei bibliotecari ci provò quello degli editori: Google Books si trovò nel mirino della French Publishers Association e di un Sarkozy pronto ad investire 750 milioni di euro pur di produrre in proprio le scannerizzazioni (con un progetto che dovrebbe ora rivelarsi come complementare). La questione si è stancamente trascinata per circa un triennio, fino a giungere oggi al definitivo semaforo verde voluto da Hachette.

La scannerizzazione prenderà il via sui libri Hachette Livre in lingua francese: il progetto prevede inizialmente circa un migliaio di volumi, il che rappresenta soltanto una piccola porzione di un ammontare complessivo pari a circa 1 milione di libri in lingua francese sotto copyright ed attualmente fuori pubblicazione. Hachette spiega i propri intenti proprio sottolineando la liberazione in atto: un quantitativo innumerevole di libri sono oggi lontani da qualsivoglia possibilità di pubblicazione, il che confina enormi conoscenze all’interno di volumi che nessuno ha la possibilità di utilizzare. La digitalizzazione sblocca invece grandi conoscenze portandole nella nuova realtà digitale ove spazio e quantità non sono più un problema e dove la ricerca diventa nuovamente la chiave di volta per l’accrescimento della cultura diffusa.

Hachette deciderà quali siano i libri da scannerizzare, stabilirà il proprio prezzo e condividerà con Google i ricavi derivanti dalle stampe e dagli acquisti. Le scannerizzazioni, inoltre, saranno messe a disposizione della Biblioteca Nazionale affinché l’iniziativa possa davvero liberare la conoscenza senza confinarla esclusivamente all’interno di un progetto commerciale chiuso.

L’accordo non intaccherà in alcun modo le iniziative legali già in auge sia negli Stati Uniti che in Francia: Google Books rimane sotto osservazione, ma la partnership con Hachette porta a Mountain View un importante successo simbolico ed a Parigi un forte segno di distensione. Altri grandi nomi dell’editoria potrebbero sentir odore di affare e potrebbero gettarsi tra le braccia degli scanner americani. A quel punto, che lo si chiami mercato o che la si chiami colonizzazione, la stretta di mano definitiva potrebbe essere siglata.

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  • Alessandro Balducci

    Buongiorno,
    non entro nel merito della notizia, ma poiché si parla di “colonizzazione culturale”, vorrei ricordare a chi ha scritto quest’articolo che il termine “scannerizzare” (qui citato ben sei volte) è esso stesso simbolo di colonizzazione culturale, in quanto il verbo corretto in italiano è “scansionare”: verbo che esiste da ben prima che i personal computer (con i relativi scanner) fossero diffusi in tutte le case. Detta macchina esegue, per ll’appunto, una scansione delle immagini: parola più bella, più musicale, più consona alla nostra lingua, e, soprattutto, almeno una volta, più breve e sintetica di quella inglese. Buon lavoro!
    Alessandro Balducci

    • http://www.webnews.it Giacomo Dotta

      Chi ha scritto questo articolo prende appunti :)
      Grazie

  • Alessandro Balducci

    Grazie a te, caro Giacomo, per avermi preso in parola. Non vorrei assumere l’aria del “professorino” in cattedra, ma questa storia dello “scannerizzare” era un po’ che mi stava sul gozzo! oltretutto è una parola che in un attimo è diventata diffusissima. Non dà anche a te l’impressione che ciò che viene “scannerizzato” si tratti del risultato dell’opera sanguinaria di un serial killer, a metà tra lo scannato e lo sgozzato?
    Va beh, abbiamo riesumato una bella parola del nostro vocabolario che stava per andare in pensione!
    Cordiali saluti e grazie per l’attenzione.
    Alessandro

    • http://www.webnews.it Giacomo Dotta

      Le parole che stanno colonizzando la nostra lingua sono molte. Ma più che colonizzazione direi che è una logica contaminazione. Vada per “upload” e “refresh”, “plugin” e cos’altro… ma in effetti un po’ di orgogliosa resistenza occorrerebbe farla. Assolutamente vero.